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Bilancio: cosa cambia cosa resta

14 nov 2014
Bilancio: cosa cambia cosa restaBilancio: cosa cambia cosa resta
Bilancio: cosa cambia cosa resta - La situazione economica e finanziaria rimane difficile, ma ci sono piccoli segnali di ripresa: sono...
La situazione economica e finanziaria rimane difficile, ma ci sono piccoli segnali di ripresa: sono aumentate le imprese e, a fine mese, l'imposta monofase registra + 1,60%. Così il Segretario alle finanze presenta il progetto di bilancio per il 2015. Il nuovo rapporto con l'Italia, sottolinea, fa ben sperare anche per il memorandum degli istituti centrali, fortemente necessario per il nostro sistema finanziario, e per l'ingresso nella white list fiscale. E, anticipa, ci arrivano rassicurazioni che verrà emanata dal Mef la lista dei Paesi equivalenti Ue con San Marino entro l'anno. Il bilancio prevede investimenti stimati in 30 milioni di euro, ripartiti sul triennio. Addizionale Igr, imposta patrimoniale, mininum tax, sono superate e assorbite dalla legge fiscale i cui effetti completi si vedranno nel 2015 quando entrerà in pieno vigore l'utilizzo del sistema Smac per la certificazione dei ricavi. Fra le entrate 2015, prosegue Giancarlo Capicchioni, sono previsti introiti derivanti dalla vendita di terreni, stimati 3milioni 200mila euro, per superfici non superiori a 150 metri quadri e privi di idoneità edificatorie e patrimonio storico. Nel complesso le entrate previste si riducono dell' 1,7%. Il calo riguarda le entrate extratributarie (tabacchi, tasse pubblicità, valori filatelici numismatici). Prevista l'accensione del finanziamento del disavanzo 2013, l' anticipo del disavanzo 2014 dell'assestamento, di 32 milioni di euro, che verranno erogati da istituti di credito sammarinesi. Si modifica il finanziamento di 60 milioni di euro assunto per rafforzare il patrimonio del sistema bancario, non più rimborsato in 21 rate ma in 24. In questo modo il peso economico si riduce nell'immediato di 5 milioni di euro. La spesa dell'esercizio 2015 è diminuita dell'1,4% rispetto la previsione, la spesa corrente aumenta del 2,24%, ma in valore assoluto. E' incluso infatti il rimborso dell'imposta monofase, che rispetto all'anno precedente aumenta di 5 milioni di euro. Per il 2015 non è riproposto il taglio lineare dell'1,5% degli stipendi della Pa e del 5% alla retribuzione dei precari. Entro la fine dell'anno verrà emesso il decreto sul fabbisogno con nuove retribuzioni dei profili di ruolo, Inoltre, per il 2015 saranno riproposti i prepensionamenti obbligatori a 59 e 64 anni. Inserito, a salvaguardia della liquidità, un articolo che obbliga i vari uffici e dipartimenti a non impegnare somme oltre il 70%, perché si vuole monitorare l'andamento della spesa. Il disavanzo è di circa 15 milioni. Non siamo soddisfatti, conclude il Segretario alle finanze, ma non siamo così pessimisti perché proseguendo con l'azione di spending review monitorando entrate e gettito, contiamo di poter arrivare al pareggio di bilancio nel consolidato del 2015. Dopo anni di sacrifici, commenta la Presidente della Commissione finanze Maria Luisa Berti, per la prima volta, non si individua la necessità di riproporli. Quest'anno, sottolinea Luca Beccari della dc, parliamo di indebitamento per infrastrutture, di gestione della liquidità. E' importante far uscire dal Consiglio una voce unica, quantomeno sugli orientamenti. Altrimenti si genera caos e convinzioni che possano esistere alternative, quando non è così. Un bilancio che al momento sembra alleggerire la tassazione, commenta il socialista Paolo Crescentini. Ora vogliamo capire se le casse dello Stato non andranno in sofferenza. L’argomento sviluppo, rimarca Tony Margiotta di Sinistra Unita, deve essere una delle colonne portanti di questa Finanziaria pari al sostegno allo Stato sociale e alla necessità di creare lavoro. Stefano Macina del Psd, sottolinea il calo della spesa pubblica, di oltre il 4% nel 2014 e anticipa il confronto sulla Previdenza. Il 2015, dice, sarà il primo anno in cui dobbiamo intervenire perché le risorse del Fondo per i dipendenti non sono sufficienti. Sembra la prima Finanziaria che inaugura l’era del debito pubblico in questo Paese, afferma Andrea Zafferani di Civico 10. E non c’è nulla di cui esultare. Sostituire i tagli con i debiti significa chiedere sacrifici ai giovani. Cambia solo la categoria di cittadini che dovranno fare i sacrifici.

Sonia Tura