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Il Bilancio dello stato divide l'Aula: il dibattito riprende lunedì

14 dic 2014
Il Bilancio dello stato divide l'Aula
Il Bilancio dello stato divide l'Aula
Riprenderà domani mattina la lunga maratona consiliare dedicata al Bilancio dello Stato. Un documento che divide maggioranza e opposizioni e che il Segretario alle finanze definisce “snello e comprensibile”. Una legge di bilancio sostenibile e realistica, afferma Capicchioni, che non ha nulla di elettorale. Le elezioni, sottolinea, non sono quello di cui ha bisogno il Paese. Qualcuno l'ha definita poco coraggiosa perché non ci sono elementi programmatici per lo sviluppo e, in Aula, il governo inserisce un sotto-comma per esporre il piano per i prossimi anni. Il disavanzo di 15 milioni circa per il Segretario alle finanze è sostenibile. La recente legge fiscale supporta il bilancio, da quella riforma si aspettano dati importanti. Siamo in fase transitoria, ripete Capicchioni, il risultato finale sulla legge fiscale lo avremo solo a metà del prossimo anno. A chi parla di indebitamenti eccessivi, replica che i debiti sono vecchi mutui per investimenti in infrastrutture e non fanno paura. Oggi si è invece costretti ad aprire un debito per la liquidità di cassa, per far fronte alle spese, inclusi stipendi, pensioni. E' certamente un aspetto di preoccupazione, ripete, ma è una preoccupazione temporanea. E' sviluppo, rimarca Capicchioni, che il Paese ha bisogno come il pane. Tra i progetti il polo scolastico a Fonte dell'Ovo, per rendere libero lo stabile del centro storico del liceo e dare il via a cascata a una serie di interventi. Poi i parcheggi 6, 7, le cave, il parcheggio Giangi. Oltre a questi il parcheggio della funivia, la casa ex Forcellini di Valdragone, un archivio centralizzato, la nuova sede della San Marino Rtv e della Gendarmeria che darebbe modo di restituire il palazzo Kursaal alla sua destinazione naturale di turismo congressuale ed eventi. Sono iniziative, conclude Capicchioni, che movimenteranno risorse in maniera diretta e indiretta. Le nostre imprese avranno il lavoro necessario e questo alimenterà la “macchina” che ripartirà, ricominciando ad assumere.