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Bilancio: Mancini, Amati e Ciavatta, "sì al dialogo ma dopo il passo indietro di Celli". Il Segretario, "solo la maggioranza può chiedermelo"

15 dic 2017
Lavori del CGGBilancio: Mancini, Amati e Ciavatta, "sì al dialogo ma dopo il passo indietro di Celli". Il Segretario, "solo la maggioranza può chiedermelo"
Bilancio: Mancini, Amati e Ciavatta, "sì al dialogo ma dopo il passo indietro di Celli". Il Segretario, "solo la maggioranza può chiedermelo" - Si alzano i toni in fase di replica.
Si è concluso nella notte il dibattito sul Bilancio. Ancora scintille tra maggioranza ed opposizione.

Lo scontro si riaccende nelle fasi conclusive del dibattito. La legge di bilancio ha portato all'attenzione dell'Aula quello che è stato definito dallo stesso Celli “il tema dei temi”, vale a dire il reperimento delle risorse. “L’approccio sarà istituzionale e multilaterale”, ha aggiunto il Segretario alle Finanze, facendo riferimento a partner sovranazionali. E' quella secondo Governo e maggioranza la strada da intraprendere, che “garantisce maggiormente – dicono – la nostra sovranità”. Arrivano dalla maggioranza aperture, l'invito a sotterrare l'ascia di guerra, per lavorare insieme ad un progetto paese. Appello al dialogo anche dal capigruppo di SSD Giuseppe Morganti che ribadisce l'importanza, così come hanno fatto anche altri colleghi prima di lui, di presentarsi preparati e quindi da una posizione di forza agli organismi internazionali. In fase di replica Simone Celli rileva che Morganti, anima critica della maggioranza, è in sintonia con le posizioni del governo, mettendo quindi a tacere chi parla di tensioni fra i due. “Chi pensava di trovare maggioranza e governo scollati – dice - si è dovuto ricredere”. Mancini rompe l'idillio: “qui si parla di finanziaria, non di rapporti interni a SSD”.  Pedini Amati e Ciavatta si dicono disponibili a sedersi al tavolo, ma solo se ci sarà un'assunzione di responsabilità dei danni compiuti. Mancini lascia intendere che serve un passo indietro del segretario alle Finanze, anche Pedini Amati è pronto ad un accordo se Morganti per primo riconoscerà gli errori di Celli. “Sono disponibile a sedermi con Civico e SSD – dice Ciavatta - ma non a prescindere”. Come condizione chiede l'allontanamento di chi non è più spendibile e che ha creato spaccatura nel paese. Tre – dice - sono i segretari responsabili. Si riferisce a Celli, Podeschi e Renzi.  Si alzano i toni con consiglieri di maggioranza che fanno quadrato intorno al Governo. “Ci sono falchi e colombe in minoranza – dice Celli -  e in sede di replica i falchi hanno dovuto elevare il livello del conflitto. Forse hanno interesse che la contrapposizione rimanga alta con rivendicazioni di tipo personale come chiedere un mio passo indietro. “Solo la maggioranza può eventualmente farlo”. 
Ciavatta rileva una maggior disponibilità al dialogo da parte di alcuni consiglieri di maggioranza “che si rendono conto – dice – che per affrontare una situazione così grave serve una rappresentanza più ampia. Non so se con la mia durezza – aggiunge - ho compromesso queste timide aperture.” Lunedì si apre il confronto sull'articolato. 336 le pagine fra legge ed emendamenti. 

MF