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Candidatura Gatti: "Sarà una sorpresa per tutti"

7 set 2013
Candidatura Gatti alla segreteria del partito: "Una sorpresa per tutti"
Candidatura Gatti alla segreteria del partito: "Una sorpresa per tutti" - Dopo il consiglio centrale del PDCS, il segretario non smentisce, ma neppure conferma la sua ricandi...
“Quello che farò sarà una sorpresa per tutti". Così il segretario del partito democratico cristiano all'indomani del Consiglio Centrale del suo partito. "Non ho escluso di ricandidarmi, afferma Marco Gatti che però ieri sera non ha neppure confermato la scelta di riproporsi alla guida della dc, in vista del congresso in programma dal 29 novembre. Arriveremo al congresso da partito guida del Paese, dice Gatti, con un ritrovato consenso popolare e un certo risveglio di interesse anche da parte di forze politiche che si erano allontanate dalla dc. Poi un forte richiamo interno. Il segretario chiede al Consiglio Centrale di essere al fianco dei Segretari di Stato e dei dirigenti del partito che, sottolinea, non possono essere lasciati soli su queste scelte e invita a non farsi ammaliare da chi, anche dentro al pdcs, cerca scorciatoie o fa dietrologie. Si celebrano i 65 anni dalla fondazione e per il presidente della dc oggi, come allora, si deve ricostruire il Paese con un'azione politica seria. Il partito democratico cristiano, ha detto Teodoro Lonfernini commentando indirettamente le candidature che si stanno profilando per la segreteria, ha bisogno di persone che ereditano i suoi valori, non di soggetti che lo conquistano.

Sonia Tura

Il discorso integrale di Marco Gatti:

Egregio Presidente,
Segretari e Vicesegretari di Sezione,
Amici del Consiglio Centrale,
Carissimi Ospiti,

oggi ci troviamo tutti qui insieme per commemorare 65 anni di storia del PDCS. Per questa ragione il Consiglio Centrale è stato allargato a tanti amici che ne hanno condiviso la storia.
Per scelta, quindi, non entrerò nel merito di temi specifici, politici od economici, temi sicuramente importanti, temi sui quali però ci confronteremo in momenti specifici e nelle altre occasioni di preparazione al Congresso.

Quello di oggi è un traguardo reso possibile dall’originalità culturale, ideale, sociale e politica del nostro Partito, ispirato ai valori della laicità e della dottrina sociale della Chiesa, e dall’impegno di donne e uomini competenti, che hanno contribuito negli anni ad accrescere la presenza del Partito nella società e, in special modo, hanno concorso a determinare quelle scelte essenziali che hanno promosso, attraverso democrazia e libertà, lo sviluppo ed il benessere di San Marino.

Permettetemi, proprio in quest’occasione in cui possiamo “guardarci indietro” con orgoglio, di rubarvi pochi minuti per “guardare avanti”.

Tra circa 3 mesi, a partire dal 29 novembre, avrà luogo il più importante evento di partecipazione democratica del nostro Partito: il Congresso Generale, dove si eleggeranno i nuovi Organi e le cariche del PDCS.

Ci arriveremo da Partito guida del Paese, con un ritrovato consenso popolare ed un certo risveglio di interesse verso la DC, pur anche da parte di forze che se ne sono allontanate.
Sono i primi frutti dei nostri passi fatti dal 2007 per rimettere al centro dell’ordine economico e sociale la persona.

Aspettative che non vogliamo in nessun modo deludere. Anzi: c’è sempre più spazio nel nostro Partito per giovani, donne e uomini liberi, forti e maturi nella misura richiesta dalla maturità dei tempi, che vogliono insieme a tutti noi costruire una proposta politica attenta alle esigenze reali del Paese, aperta alle necessità di rinnovamento e di progresso sociale.

Ci arriveremo senza fronzoli, ma carichi di responsabilità, perché la durezza dei tempi ci ha chiesto e ci sta chiedendo scelte coraggiose, Scelte attraverso le quali occorre passare, scelte fatte di misure adeguate per tentare di restituire slancio e respiro alla nostra economia.
Il momento ci chiede di ricucire la distanza tra la voglia e la necessità di cambiamento e il gestire e governare l’esistente. Per questo dobbiamo essere al fianco dei nostri Segretari di Stato e dei Dirigenti del Partito, che non possono essere lasciati soli su queste scelte.

Al Congresso vogliamo arrivarci insieme.
Vogliamo arrivarci forti di un’eccezionale volontà politica di reale cambiamento e di una grande disponibilità alla collaborazione, consapevoli che, nei periodi di crisi profonda, è necessario fare riforme audaci, senza farsi ammaliare da chi, anche dentro al nostro partito, cerca scorciatoie o fa dietrologie, continuando a dar voce a soluzioni protezionistiche per non far crescere nulla.
Dobbiamo essere in grado di cogliere le sfide più acute, per generare nuove traiettorie politiche e nuovi dispositivi di azione che, nei fatti, realizzino il bene di tutti.

Per “guardare avanti” San Marino ha bisogno di una DC forte e coesa.
Ma per essere forte la nostra DC ha bisogno di vincere l’incapacità di andare oltre al presente, perché ancora schiava di vecchie impostazioni.
Ha bisogno di recuperare una duplice frattura:
tra oggi e ieri, cioè ritrovare le proprie radici autentiche, radici fondate su valori ideali ed esperienza storica;
e tra oggi e domani, che è la promessa di un futuro positivo e sostenibile, cioè la verifica che queste radici sono ancora il punto di riferimento per comprendere la realtà e sono la prima condizione per poter studiare, operare, impostare soluzioni concrete ed efficaci.

Senza questo passaggio la Politica, anche la nostra Politica, rischia di essere preda di interessi particolari o di decadere nel populismo.

Solo una Partito con un’anima solida, che si traduce in un costante rigore morale nell’amministrazione della cosa pubblica, può vigilare per evitare l’abuso e il sopruso, può continuamente dare quell’efficace apporto alla costruzione della vita pubblica, libera da condizionamenti.
Una DC sempre pronta a rispondere adeguatamente alle esigenze di bene comune per tutti (che, ripeto, non coincidono con la somma delle esigenze particolari), una DC sempre tesa ad uno sforzo comune per far crescere il senso dello Stato e quel cambiamento culturale che permetterà di recuperare la ricchezza basata sul lavoro e l’efficienza complessiva del sistema economico e sociale, così da garantire ancora il futuro nostro, dei nostri figli e dei figli dei figli.

È un nuovo sistema del FARE che permetterà prima di tutto a noi di avere le idee chiare di cosa significa “guardare avanti”, verso un futuro dove la DC sia sempre più pietra angolare del Paese.
In questo senso abbiamo deciso l’immagine ed il titolo del 19° Congresso Generale del PDCS: semplice e diretta, solida ed essenziale.
FARE - IL PARTITO, IL PAESE, IL FUTURO.

Attraverso questo NUOVO Congresso, nuovo soprattutto nella sostanza e nei modi, vogliamo avere l’umile presunzione di sfidare un oggi che sembra nemico, apportando contenuti ed entusiasmo, tornando a dar spazio alla base, agli iscritti, alle sezioni, ma soprattutto ai giovani, ed a quanti, anche dall’esterno, possono contribuire all’elaborazione ed al rafforzamento della nostra presenza politica.

La Direzione del Partito ha deliberato da tempo il Percorso congressuale, individuando già alcune delle tappe e dei passaggi più significativi.

Per rendere più responsabile e attiva la partecipazione di tutti, tra alcune settimane verrà distribuito a tutti gli iscritti e a chi lo richiederà un opuscolo con le Linee Guida congressuali, che rappresentano lo sviluppo di queste tappe dal punto di vista formale, procedurale e tecnico.

Già in questo mese inizieremo una serie di 3 incontri riservati alle Sezioni, in cui illustrare argomenti e iter.

Per la parte prettamente di contenuto politico, di proposta, di approfondimento delle questioni interne e esterne, di dibattito, saranno attivati nei prossimi mesi tre momenti “forti”,
tre momenti caratterizzati ciascuno dalla presenza di una personalità di rilievo e di profonda conoscenza dell’argomento trattato, un “saggio” che guiderà il lavoro di una mezza giornata per approfondire singolarmente i temi del Congresso, cioè il PARTITO, il PAESE e il FUTURO.
Sarà questa la sede dove raccoglieremo anche gli interventi di contributo da parte degli iscritti ed amici del Partito.

Non abbiamo bisogno di un Congresso deciso e stabilito dall’alto, ma di un Congresso partecipato in cui ogni singola persona,
ogni iscritto può e deve contribuire a tracciare la linea, il percorso futuro e lungimirante della nostra forza politica.
Un Congresso sobrio, ricco di contenuti e proposte, per questo motivo ognuno di voi è importante, essenziale per la definizione di questo nuovo modo di fare e vivere la politica sammarinese.

Nelle settimane successive a questi 3 momenti, verrà infine approntato il lavoro di sintesi e la formazione delle tesi congressuali che saranno presentate, discusse e deliberate al Congresso.

È con onore perciò che oggi assieme a voi avviamo questo importante percorso che ci porterà alla fine di novembre all’elezione di tutti gli Organi istituzionali del Partito.

Ci aspetta perciò un autunno decisivo per il futuro politico di San Marino. In questo periodo si consumeranno due importanti eventi per i partiti a forte tradizione popolare del Paese, attraverso i congressi del PSD di fine settembre ed il nostro di fine novembre.

Ci auguriamo che questi apportino qualcosa di più alla Politica:
un grande sforzo comune, una forma più appagante di partecipazione che non si fermi al puro esercizio di governo, ma si faccia carico del processo di crescita della persona, della famiglia, dei giovani e di tutte le componenti vive della società, disponibile, solidale ed efficiente nel superamento della situazione presente.
Anche per quanto attiene alle alleanze, il PDCS le costruirà su questo: quindi oggi e domani saremo con coloro che condividono questa visione di società e di sviluppo.

Care Amiche e cari Amici, spetta a noi, alla Democrazia Cristiana, continuare e portare a compimento l’opera iniziata 65 anni fa dai nostri padri fondatori.
Ma oggi essa richiede uno sforzo particolare e soprattutto un grande impegno per contrastare chi per comodità o nostalgie si distingue da questo percorso.
È giusto che vi siano diversità di giudizi sul piano delle realtà concrete, del modo di muoversi, delle linee politiche da seguire.
Ma quando queste differenze di carattere politico si trasformano in gabbie di privilegi personali, il Partito non genera più fondata speranza.

Agire nella trasparenza significa essere forti, dare e ricevere fiducia nei fatti concreti, ed oggi questo è troppo importante.
È importante perché il nostro Partito non vive di pura politica e tanto meno di puro esercizio del potere: ma vive proprio delle sue relazioni, vive di una rete sociale consistente e presente, vive dei suoi rapporti con la vita e con le vere espressioni di ciascuno, che come noi, ama questo Paese della libertà.

Mi preme in conclusione, ma non da ultimo, sottolineare l’appello di Papa Francesco "Si alzi forte in tutta la Terra il grido della pace"
Appello riferito alla difficile situazione in Siria ed alle possibilità di guerra.

Lo scorso mercoledì il Papa, ricevendo i nostri Capitani Reggenti, le Loro Eccellenze Antonella Mularoni e Denis Amici, accompagnati da Pasquale Valentini, Segretario di Stato per gli Affari Esteri e Politici, ha espresso l’esigenza che: "Solo l'impegno concorde di tutte le Nazioni può assicurare una soluzione pacifica del conflitto in atto e la sicurezza nell'intera regione".

Come forza politica, fondata sulla libertà, fondata sulla difesa della vita, fondata sulla dignità della persona, ci adopereremo con ogni mezzo, nelle sedi e nei modi adeguati, per sostenere iniziative che, attraverso lo strumento del negoziato, portino a soluzione pacifica, adoperandoci per convincere l’abbandono di ogni ipotesi di soluzione militare.
Come cattolico, invece, invito ciascuno di voi di aderire alla richiesta che il Pontefice ha rivolto alla Chiesa, agli altri cristiani, ai fedeli di altre religioni e a tutti gli uomini e le donne di buona volontà, di partecipare alla giornata di preghiera e digiuno indetta per domani 7 settembre "per la pace in Siria, in Medio Oriente e nel mondo intero".
Marco Gatti
Segretario Politico del PDCS

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