Demos interviene dopo le indagini su un presunto Piano Parallelo - connesso alla tentata scalata a Banca di San Marino - per ostacolare l'Accordo di Associazione con l'Ue, ribadendo sostegno alle istituzioni e chiedendo celerità etrasparenza nelle indagini. Il movimento sottolinea la rilevanza politica della vicenda, attribuendo responsabilità alla maggioranza e in particolare alla Democrazia Cristiana nell’“affare bulgaro” e nella gestione delle banche di territorio.
"L’abolizione della legge sulle fondazioni bancarie – sostiene Demos - ha compromesso gli interessi del Paese e la fiducia internazionale". Il movimento chiede un passo indietro a chi ha contribuito alla crisi politico-istituzionale. Ribadita inoltre la necessità di un referendum confermativo sull’accordo di associazione europea.