Logo San Marino RTV

Caso pedofilo. Due relazioni, una sola urgenza: intervenire sulle vulnerabilità del sistema

La commissione tecnico-amministrativa ha depositato i suoi lavori: convergenza sui nodi critici, differenze sul metodo.

di Monica Fabbri
13 giu 2026
Il caso di Steven Raul James è al centro delle due relazioni elaborate dalla Commissione tecnico-amministrativa istituita dal Congresso di StatoIl caso di Steven Raul James è al centro delle due relazioni elaborate dalla Commissione tecnico-amministrativa istituita dal Congresso di Stato
Il caso di Steven Raul James è al centro delle due relazioni elaborate dalla Commissione tecnico-amministrativa istituita dal Congresso di Stato

Il caso di Steven Raul James, il cittadino sammarinese condannato in via definitiva dalla magistratura italiana per abusi sessuali su minori commessi nel 2021 in un Football Camp di Carpegna, è al centro delle due relazioni elaborate dalla Commissione tecnico-amministrativa istituita dal Congresso di Stato. Documenti diversi per toni e approccio, ma accomunati da una conclusione: il sistema sammarinese ha mostrato fragilità che oggi non possono più essere ignorate. A rendere la vicenda ancora più grave è la sequenza degli eventi.

James era stato condannato in via definitiva il 27 marzo 2025. Eppure, nei mesi successivi, ha continuato a lavorare regolarmente nelle mense degli asili nido dello Stato. Le prime segnalazioni erano arrivate attraverso il canale Interpol il 12 giugno, ma erano sottoposte a un regime di segretezza tale da impedire qualsiasi intervento concreto.

L'arresto è avvenuto solo il 23 agosto. Poiché San Marino non concede l'estradizione dei propri cittadini, il Congresso di Stato ha deliberato a gennaio 2026 il trasferimento del condannato sul Titano: sconterà qui la pena, fino al dicembre 2029, senza riduzioni né conversioni. Oggi James si trova al Carcere dei Cappuccini.

La relazione di minoranza, firmata dall'avvocato Davide Grassi, individua il problema in una carenza strutturale nei flussi informativi e nel coordinamento tra gli uffici. Le informazioni sui fatti erano progressivamente emerse, ma non hanno prodotto una risposta tempestiva. Per Grassi la soluzione passa da meccanismi automatici e immediati: una banca dati dedicata collegata in tempo reale con le autorità italiane per i reati su minori, misure preventive attivabili non appena si ha notizia di una condanna estera, decadenza automatica e di diritto dal contratto pubblico in caso di dichiarazioni mendaci.

Un impianto che non lasci spazio alla discrezionalità, né ai tempi lunghi della cooperazione giudiziaria ordinaria. La relazione di maggioranza, firmata dagli avvocati Daniele Cherubini e Gianna Burgagni, sposta il fuoco sulle lacune normative. In assenza di comunicazioni preventive da parte delle autorità estere, sottolineano i relatori, gli strumenti a disposizione della Repubblica erano semplicemente insufficienti.

San Marino, in quanto Stato terzo rispetto all'Unione Europea, è escluso dal Casellario Giudiziale europeo: lo scambio di dati penali con l'Italia avviene per via manuale e periodica, con tutti i ritardi che ne conseguono. Da qui la proposta di nuovi strumenti di prevenzione affidati all'autorità giudiziaria, un rafforzamento della cooperazione internazionale e una revisione del Codice Penale per estendere la giurisdizione sammarinese ai reati sessuali commessi all'estero da cittadini del Titano. Tra le indicazioni più significative figura anche il divieto esplicito di accesso a incarichi pubblici per chi sia stato condannato per reati sessuali a danno di minori, nel tentativo di conciliare tutela della collettività e principi di reinserimento sociale.

Percorsi diversi, dunque, ma un messaggio comune. Questa vicenda ha messo a nudo vulnerabilità che richiedono risposte concrete e urgenti. E ha lasciato una domanda che l'opinione pubblica non ha smesso di porsi: come è stato possibile che un uomo condannato per abusi su minori lavorasse per mesi accanto ai bambini di questo Paese? La richiesta alle istituzioni è chiara: fare in modo che quanto accaduto non possa più ripetersi.





Riproduzione riservata ©