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Caso Ruby. Nuovo affondo di Berlusconi ai PM di Milano

15 gen 2011
“Ci troviamo di fronte all’ennesimo teorema costruito appositamente per gettarmi fango addosso, nel tentativo, illusorio, di eliminarmi dalla scena politica. Ma il fango ricadrà su chi utilizza la giustizia come arma politica”. E’ un Berlusconi indignato e combattivo quello che – all’indomani della notizia dell’inchiesta sul caso Ruby – punta il dito contro i PM di Milano. Una nota della Presidenza del Consiglio li accusa di aver raccolto solo “chiacchiere e conversazioni private senza alcuna rilevanza penale”, e di aver ugualmente proceduto, in spregio a ogni norma. Lettura totalmente diversa, quella del leader del PD. “Non voglio parlare della Magistratura, che fa il suo mestiere – dice Bersani -; ma una minorenne dovrebbe andare a scuola e non a cena da dei vecchi ricconi. E non dovrebbe essere buttata fuori dalla Questura per poi essere, un'ora dopo, riconsegnata ad una prostituta”. Il Presidente della Camera non interviene direttamente sulla vicenda; ma le sue parole - a difesa dei Giudici - sono ugualmente significative, nel giorno dell’affondo di Berlusconi. “Il ruolo della Magistratura in Italia - afferma Fini - è di prim'ordine. La libertà si basa su un giudice che afferma il principio della legalità, altrimenti si cade nell'arbitrio”. Gli avvocati del Premier, intanto, sono al lavoro, per affrontare il procedimento. “Non è ancora stato deciso se Berlusconi andrà a rispondere ai PM – dice Piero Longo, uno dei difensori -; al momento, dunque, rimane aperto anche il discorso del legittimo impedimento, sul quale discuteremo nell’eventualità di un interrogatorio”.

GM