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Caso Scaramella in Consiglio: consiglieri DC sotto accusa

16 dic 2006
La sala consiliare
La sala consiliare
Il resoconto dei rapporti di alcuni esponenti democristiani con il consulente della commissione Mitrokin tiene banco fino a tarda notte, con interventi anche contro l’ex comandante della Gendarmeria Marcello Biagioli: "Il sistema di potere degli anni ’90 - ha detto il capogruppo di Ap, Fernando Bindi - aveva tre pilastri: il comandante della Gendarmeria, una parte di tribunale e certi ambiti economico-finanziari". Il consigliere dc Pier Marino Menicucci - nel suo intervento – non è entrato nel merito dell’incontro di Miramare con Scaramella, si è detto preoccupato per l’emissione delle due delibere che coinvolgevano il consulente italiano, poi bloccate e sul rischio, per il dibattito, che la maggioranza volesse insabbiare la commissione di inchiesta. Ultimo intervento, quello del capogruppo Psd, Claudio Felici: ha ricordato come non si possa far finta di niente di fronte al fatto che "dopo che Mario Scaramella si era qualificato per quello che era, qualcuno ha continuato ad avere rapporti con lui, tanto da far pensare che c’era in atto un tentativo di destabilizzazione politica".
L'ordine del giorno – a firma dela maggioranza – è stato approvato alla fine, con 31 voti a favore e 23 contrari. Parla di un dibattito nel quale è emersa con chiarezza la partecipazione attiva in questa inquietante vicenda di alcuni consiglieri di primo piano di un partito di opposizione, che attraverso l’azione di Scaramella hanno portato avanti un piano di destabilizzazione del quadro politico sammarinese.
Sottolinea la gravità dei comportamenti posti in essere per pure logiche di potere che hanno danneggiato l’immagine della Repubblica.
Pur apprezzando la puntualità di alcuni interventi del governo, mentre in certe relazioni sono venute fuori polemiche astiose non avvalorate da nulla, il Capogruppo DC, Gabriele Gatti, non ha esitato a definire l’ordine del giorno "un tentativo della maggioranza di sollevare un gran polverone per nascondere gli insuccessi dei giorni precedenti - sui giochi e sulla polemica per le antenne - e soprattutto insabbiare la commissione di inchiesta che dovrà fare luce sulla vicenda casinò".
“Non c’è una parte o riga di quel ordine del giorno – ha replicato Alleanza Popolare - che vada a configgere con la commissione di inchiesta”.