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Celli: Cassa è la banca dei sammarinesi. Rete: in atto una guerra tra bande

28 mar 2017
Cassa di RisparmioCelli: Cassa è la banca dei sammarinesi. Rete: in atto una guerra tra bande
Celli: Cassa è la banca dei sammarinesi. Rete: in atto una guerra tra bande - Annunciata, per il pomeriggio del 5 aprile, l'audizione dei vertici di Banca Centrale su Cassa di Ri...
Annunciata, per il pomeriggio del 5 aprile, l'audizione dei vertici di Banca Centrale su Cassa di Risparmio. Il tutto avverrà in seduta segreta, durante i lavori della Commissione finanze. Una convocazione chiesta direttamente dalla Segreteria alle finanze. Con l’avvicinarsi dell’Assemblea degli Azionisti – prevista per il 10 aprile – il Governo, anticipa Celli, ritiene doveroso mettere a disposizione di tutti i gruppi consiliari un adeguato livello di informazioni, anche attraverso il coinvolgimento dell’Autorità di Vigilanza. Inutile e dannoso l'inasprimento del conflitto politico su temi così delicati, dice il governo, che vuole impostare un confronto serio e responsabile nelle sedi istituzionali preposte. Ribadito l'impegno “fermo e incondizionato nel portare avanti un processo di complessiva riorganizzazione che – puntando sulla trasparenza, sull’affermazione della legalità, sul recupero della reputazione internazionale e sull’innovazione – consenta di costruire nel medio termine un settore bancario solido, robusto e sostenibile, mettendo gli intermediari sammarinesi in grado di competere con l'esterno. Gli obiettivi prioritari del governo, ribadisce la Segreteria alle finanze, sono il presidio e la difesa dei risparmiatori, dei depositanti e degli investitori e la tutela dei lavoratori del settore bancario. Cassa di Risparmio, sottolinea Celli, rappresenta il pilastro fondamentale su cui basare il piano di consolidamento e di sviluppo del settore bancario, che nelle prossime settimane verrà presentato pubblicamente dal Governo. Due i risultati che si vogliono ottenere: il riconoscimento in capo allo Stato della quota di azionariato corrispondente agli ingenti apporti di capitale effettuati in questi anni; la modifica della struttura e della composizione del Consiglio di Amministrazione per assicurare all’organismo più snellezza e maggiori competenze tecniche e professionali per far sì che Cassa di Risparmio assuma un ruolo strategico nel progetto di rilancio e internazionalizzazione del settore bancario. Il governo ribadisce di considerare Cassa un istituto di credito di rilevanza sistemica e proprio per questo ne vuole garantire la solidità e implementare l’operatività. Al netto delle strumentalizzazioni politiche e delle teorie del complotto alimentate ad arte, conclude Celli, il Governo non ha alcuna esitazione nel sostenere che Cassa di Risparmio è la banca dei sammarinesi e tale resterà.

Anche la maggioranza interviene su Cassa ribadendo che occorre una nuova dirigenza “dopo cinque anni consecutivi di bilanci in perdita”. Secondo Adesso.sm chi è implicato in procedimenti giudiziari non può avere ruoli di responsabilità negli istituti bancari. E, in merito agli Npl, ritiene difficile credere che possano essere gestiti da chi li ha creati, come propone Abs. La maggioranza attacca la Dc definendola alla guida di “alcune forze politiche” che si oppongono al percorso di riforma e trasparenza del sistema bancario. L'allarmismo, le fughe di notizie, i complotti farlocchi, le polemiche inutili – conclude Adesso.sm - non servono al Paese ma solo a chi persegue i propri interessi personali. Per Rete, invece, stiamo assistendo a una guerra tra bande, per decidere a chi affidare la gestione di quasi 2 miliardi di Npl. Guadagnare una piccola percentuale su una cifra così alta, scrive, fa gola a molti. Ma soprattutto, sottolinea, è una guerra per sostituire un potere esistente con un altro potere altrettanto pericoloso. Si deve sostituire un sistema marcio con uno sano, e lo scontro in atto, i veti incrociati, le ripicche, le lotte tra banche e i politici al servizio di potentati più o meno noti non sono certo le condizioni migliori. Sono decine le domande, le incongruenze, i collegamenti inopportuni che abbiamo segnalato al governo, puntualizza Rete, senza ottenere risposta. Dim ha depositato ieri una nuova interpellanza per avere i nomi dei primi trenta grandi debitori che Banca Centrale avrebbe dovuto comunicare a partire dal 30 settembre scorso. Nel frattempo continua anche la raccolta firme contro l'indebitamento estero che a parole tutti scongiurano ma nei fatti, conclude Rete, è sempre più vicino.

Sonia Tura