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Cessione azioni Bsm, Morganti (Libera): "Riflettere prima di procedere, no a trattative al ribasso"

La prossima settimana, l'8 luglio, l'Ente Cassa tornerà a riunirsi per gli aggiornamenti sull'operazione

di Mauro Torresi
2 lug 2026
Nel servizio un estratto dell'intervento di Giuseppe Maria Morganti (Libera) a Palazzo PubblicoNel servizio un estratto dell'intervento di Giuseppe Maria Morganti (Libera) a Palazzo Pubblico
Nel servizio un estratto dell'intervento di Giuseppe Maria Morganti (Libera) a Palazzo Pubblico

Appuntamento: mercoledì 8 luglio. Tornerà a riunirsi l'assemblea dei soci dell'Ente Cassa di Faetano. All'ordine del giorno il dossier attualmente più importante per Banca di San Marino: la cessione delle azioni al potenziale investitore interessato a subentrare nel controllo dell'istituto.

Un tema delicato, specie dopo che la precedente tentata scalata alla banca ha portato allo scoppio del “caso bulgaro”. Un anno complesso, per Bsm, il 2025. Ma ora, con l'approvazione del bilancio all'unanimità e una rinnovata fiducia data ai vertici, si guarda al futuro. Sullo sfondo c'è il nuovo investitore Héra Partecipazioni One: gruppo con sede a Milano, controllato da una società svizzera e selezionato dopo la fase di ricerca affidata all'advisor Prometeia.

All'ordine del giorno della prossima riunione dell'Ente ci sono proprio gli aggiornamenti sulla procedura di cessione, insieme ad altri temi rilevanti come l'adeguamento dello statuto. In attesa dell'appuntamento, non mancano le voci critiche. Dalla maggioranza Giuseppe Maria Morganti di Libera, ospite di Palazzo Pubblico, invita a riflettere prima di procedere.

"Vogliamo avere un po' di testa sulle spalle - si chiede Morganti, con riferimento alle dinamiche legate al "caso bulgaro" - e cercare di procedere secondo le nostre direttrici, le nostre qualità, le nostre capacità, senza lasciarci 'comprare' da qualcuno che arriva dall'esterno solo perché ha due soldi? Secondo il mio punto di vista, lo Stato deve mettere in atto un piano che consenta di arrivare a definire tutti i passaggi che Banca di San Marino deve fare, senza bisogno di investitori che arrivano dalla luna. Perché chi arriva qua è incentivato dal fatto che manchi ancora qualche regola e quindi, all'interno di questa mancanza, si possa ancora procedere per fare cose strane. Ecco, è questo che noi non dobbiamo più fare".

E a proposito della procedura per la cessione al nuovo investitore, "credo che prima di andare avanti con una trattativa che non può che essere al ribasso - prosegue Morganti - lo Stato deve far sì che la banca non abbia delle esigenze immediate. A quel punto l'istituto ha tutto il tempo per riflettere attentamente sulle operazioni di acquisizione da poter mettere in atto".

Nel servizio un estratto dell'intervento di Giuseppe Maria Morganti (Libera) a Palazzo Pubblico

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