CGG: all'attenzione dell'Aula gli articoli sulle residenze fiscali non domiciliate. Momento decisivo

CGG: all'attenzione dell'Aula gli articoli sulle residenze fiscali non domiciliate. Momento decisivo.

Ripreso nel pomeriggio l'esame della Variazione al Bilancio 2023. All'attenzione dell'Aula ancora la modifica del credito d'imposta per i redditi prodotti all'estero dal trust; previsto un aumento della quota di deducibilità. Un regalo a chi è già ricco di suo, aveva tuonato RETE, proponendo la soppressione dell'articolo. Critiche anche le altre forze di Opposizione; in generale è stato chiesto quanto costi, allo Stato, questo intervento; e quali benefici possano derivarne. Il Segretario Gatti ha espresso rammarico per la posizione di RETE, invitando a soffermarsi sulla complessità dei problemi. Ha ribadito inoltre come sia necessario un allineamento della normativa attualmente vigente; quando alla comunicazione dei dati ha invitato a fare un'interpellanza. In replica il proponente del Movimento ha sottolineato la valenza politica della fiscalità. L'emendamento abrogativo di RETE è stato infine respinto; approvato invece l'articolo 9. A seguire il confronto sull'emendamento del Governo aggiuntivo di un nuovo articolo 9 bis; l'obiettivo è chiarire a livello normativo il tema della deducibilità delle polizze di previdenza integrativa stipulate dai privati. RF auspica quantomeno interventi sul Fondiss entro il termine della legislatura. RETE ha invece insistito sulla necessità di una riforma fiscale con criteri progressivi. A questo punto un esponente di Libera ha fatto una sorta di punto della situazione sull'andamento dei lavori. Ha sottolineato come con l'attuale ritmo siano necessarie 30-35 ore per completare l'analisi dell'Assestamento; mentre in questa sessione ve ne sarebbero appena 12 disponibili, vista anche la necessità di affrontare il comma delle Istanze d'Arengo. Disponibilità dunque a negoziare, sempre che il Governo – è stato detto – non si incaponisca a procedere con gli imminenti articoli 10 ed 11 sulle residenze fiscali non domiciliate per i quali è stato più volte chiesto il ritiro. In fase di replica il Segretario Gatti ha risposto anche al precedente intervento di Libera, sull'imminente confronto riguardante le residenze fiscali non domiciliate. Se le motivazioni tecniche delle Opposizioni saranno convincenti il Governo potrà anche valutare il ritiro degli articoli, ha dichiarato. Ma non accettiamo ricatti, ognuno si assumerà le proprie responsabilità. Si è dunque arrivati al redde rationem, con l'articolo 10. Il Segretario alle Finanze ha illustrato le caratteristiche di questo strumento. Un permesso annuale di durata dai 30 ai 150 giorni, per persone non residenti che soggiornino in alberghi di alta fascia. Diverse le condizioni: fra queste, per gli interessati, la non provenienza da Paesi ad alto rischio. E poi vaglio della Gendarmeria, nessun accesso al welfare, pagamento di un'imposta annuale di 10.000 euro; dall'altra parte un'aliquota fissa del 5% sui redditi derivanti da attività di lavoro autonomo svolte in territorio. Queste ultime non dovranno essere in concorrenza diretta con attività d'impresa già presenti sul territorio sammarinese. Dai banchi di RETE – che propone la cancellazione dell'articolo - una cronistoria dei passaggi politici che hanno portato a questo strumento. Il cui target – secondo il Movimento - sarebbero persone interessate ad eludere il fisco dei loro Paesi. Interrogativi anche sulle strutture dove dovrebbero alloggiare gli interessati. Presentato dal Gruppo Misto un emendamento soppressivo; si dovrebbero usare parole di fuoco – è stato detto – su metodologia e contenuto. Siamo di fronte ad un uomo solo al comando – è stato aggiunto - che vuole forzare l'Aula in una direzione senza spiegare i reali obiettivi di questa operazione. Contestato anche l'inserimento in una Variazione di Bilancio. Aperto a questo punto il dibattito. “E' questo - è stato chiesto dai banchi di RF - il nostro esercizio della sovranità?”. Incomprensibile, per il Partito, l'insistenza del Governo su questo punto. I nostri quesiti non sono mai stati considerati, è stato detto dalle fila di Libera; a partire dall'impatto sul negoziato in corso con l'UE e la vicina Italia. Ribadita l'importanza di un modello di sviluppo compatibile con il collocamento internazionale della Repubblica. Previste gravi ricadute in termini di credibilità e minimi benefici economici. “Ci opporremo con ogni strumento”. Chiesto inoltre a Motus di “battere un colpo”, ricordando la posizione sul DES. E si è parlato anche di un testo notevolmente peggiorato rispetto alla prima versione. Quindi l'intervento di Pasquale Valentini, PDCS. Di questa legge saremo responsabili noi parlamentari, ha ricordato. La domanda che mi pongo è “sapere esattamente cosa votiamo”. Si è poi chiesto se oggi questa legge sia applicabile; considerando i requisiti richiesti per le strutture alberghiere. Si è domandato dunque se vi sia un progetto organico a tal riguardo. “Questi due articoli sono il DES”, ma senza contenitore, è stato detto dalle fila di RF. E poi forti riserve sul tema della concorrenzialità. Forte preoccupazione dai banchi di RETE, innanzitutto per il metodo: visto l'inserimento in una legge non referendabile. Richiamata la relativa responsabilità morale ed istituzionale. Accuse di autoreferenzialità a Gatti. Scettica, Maria Luisa Berti, NPR, sull'utilità di prove di forza in Aula. Sottolineata l'importanza della credibilità internazionale conquistata da San Marino; da qui una certa comprensione per certe preoccupazioni provenienti dalle Opposizioni. L'articolo forse non andava inserito in una legge di Assestamento di Bilancio. Non ha nascosto riserve; pur non dichiarandosi contraria a priori a questo strumento. A suo avviso sarebbe tuttavia necessario un confronto più approfondito. Il Segretario Ugolini ha ribadito come San Marino sia un Paese collaborativo; sottolineate anche le opportunità di una riqualificazione del settore alberghiero. In definitiva ha chiesto all'Aula di avere fiducia, ritenendo infondate alcune delle preoccupazioni espresse nel dibattito. Dai banchi della DC è stato sottolineato come per discutere di questo articolo sia richiesta un minimo di competenza tecnica; in realtà – è stato osservato - non si tratta di residenze fiscali; perché in questo caso si dovrebbe soggiornare per oltre 183 giorni in territorio. Dov'è l'opacità? Un deja-vu, secondo il Gruppo Misto; che ha parlato di ottusità nel portare avanti provvedimenti che hanno messo in discussione i rapporti in Maggioranza in questa legislatura. “Cosa c'è in ballo?”. Si è inoltre parlato di “dinamiche schifose”. E' quindi intervenuta Motus, più volte chiamata in causa, che ha definito “lineare” il proprio comportamento. Ricordato il no al DES; ma la società di gestione è ora venuta meno, la nostra rimostranza è stata accolta. Avevamo chiesto poi che non vi fosse concorrenza sleale rispetto alle nostre attività economiche; e anche in questo caso la nostra istanza è stata soddisfatta. I controlli ci sono; si continuano a confondere istituti distorsivi con istituti leciti. “Non c'è nulla di deviato in questo progetto”. Strumenti così difficili possono prestarsi a strumentalizzazioni, è stato detto dalle fila di NPR; ma se le preoccupazioni sono sincere viene da chiedersi cosa non ha funzionato. Da qui la necessità di “fermarsi un attimo”. Atteso l'intervento del Segretario Gatti. La legge oggi non è applicabile perché quelle strutture ricettive non le abbiamo; ma se vogliamo cambiare la qualità del turismo sammarinese qualcosa bisogna fare. Da qui uno strumento che possa dire ad un investitore proviamoci. “L'obiettivo è la prospettiva”. Non sappiamo se funzionerà. Ha poi escluso rischi reputazionali; i paradisi fiscali – ha spiegato - sono quelli che non scambiano informazioni.

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