CGG: Comma Comunicazioni ripreso nel pomeriggio dopo un primo appello andato a vuoto

CGG: Comma Comunicazioni ripreso nel pomeriggio dopo un primo appello andato a vuoto.

Un 'deja vu' quanto avvenuto nel pomeriggio in Consiglio; con le Opposizioni fuori dall'Aula, e la Maggioranza con un numero insufficiente di Consiglieri per garantire il numero legale: solo 29. A vuoto dunque il primo appello; peraltro oltre un'ora e mezza dopo l'orario fissato. Via libera ai lavori, invece, a seguito della “chiama” successiva. Forze di Minoranza tornate ai propri posti. Si è ripreso dunque dal Comma Comunicazioni. Paolo Rondelli, RETE, ha parlato di una segnalazione proveniente dalla cittadinanza circa le dimissioni di “due importanti primari” dell'Ospedale. Espressa preoccupazione, trattandosi – se la notizia fosse confermata – di due “figure di riferimento”. Da qui l'invito a concentrarsi non tanto sul tatticismo politico, quanto sui problemi reali del Paese.

Marco Nicolini, PDCS, si è domandato come possa essere diversa la situazione in una fase di fine legislatura. Critiche alla precedente scelta di RETE di uscire dalla Maggioranza: l'intento era guadagnare consento, ha detto. Definita poi una boutade elettorale la proposta circa il riconoscimento dello Stato di Palestina; essere gli unici del blocco occidentale a farlo – ha sottolineato - metterebbe San Marino in una difficilissima situazione. E sulle polemiche in Commissione Esteri a proposito delle dichiarazioni a seguito della morte di Navalny, Nicolini ha rimarcato come l'opposizione russa sia su posizioni completamente diverse.

Da Alessandro Mancini, NPR, un'analisi di questa fine Legislatura. “Inedita”, ha detto; per la durata, per l'irrompere dell'emergenza Covid: i risultati sono sotto gli occhi di tutti. E poi la “messa in sicurezza dei conti pubblici”, le riforme: previdenziale, del mercato del lavoro. Ricordata la crisi politica a seguito dell'uscita di RETE, e la scelta di dare continuità. L'Accordo UE. Ora si è a un bivio, con la consapevolezza di dare la parola agli elettori. Il prossimo Governo, chiedono i cittadini, sarà politico o di compromessi? AR vuole un Governo politico, ha detto; di contenuti, di visione. Biasimato poi l'intervento, in mattinata, del Segretario Pedini Amati. “Siamo stati in campagna elettorale negli ultimi 5 anni”, ha osservato Sandra Giardi, Gruppo Misto; secondo la quale sarebbero state messe in secondo piano le esigenze del Paese. Un'occasione persa, poi, a suo avviso, il non essersi concentrati sulla riforma delle Istituzioni; per rendere più efficaci i lavori consiliari. Occorre insomma a suo avviso “mettersi in discussione”; e rispettare gli impegni presi con la cittadinanza.

Per Gerardo Giovagnoli, NPR, vi è molto più ordine e stabilità rispetto al 2019, quando si concluse la precedente Legislatura. All'epoca vi erano due emergenze, ha detto: Giustizia e sistema bancario. Ora vi è invece una prospettiva “molto ben delineata”: l'Accordo di Associazione. E sarà proprio questa, per il PSD, la “bussola” per la prossima Legislatura. Tra fine maggio e metà giugno, ha ricordato, le elezioni. Sulla scelta della Reggenza – ha aggiunto - non è consuetudine si discuta di queste cose con una certa polemica, “alla quale mi vorrei sottrarre”. Ha poi rimarcato come la consuetudine voglia che le Forze politiche che compongono la Maggioranza vedano almeno un proprio rappresentante alla Suprema Magistratura; e questo punto mi sembra sia al momento disatteso. La Legislatura si sta chiudendo in modo non traumatico, rivendichiamo i risultati raggiunti.

Da almeno 6 mesi questa Maggioranza e questo Governo non riescono più a fare niente, ha osservato dal canto suo Andrea Zafferani, RF. Sparita dai radar, a suo avviso, la questione del debito pubblico. In tanti anni in Aula una chiusura del genere non l'avevo mai vista. “La rottura politica è nei fatti”. Posto l'accento poi sui temi della denatalità, dell'autonomia energetica, della Sanità. Auspicato per il futuro un clima di ampia condivisione per dare una risposta a queste tematiche. Pessimismo, però; Zafferani ha parlato di autoreferenzialità della politica. E' sui contenuti che occorre basare le alleanze. Miriam Farinelli ha ricordato la recente iniziativa politica di RF, per “ascoltare la voce” dei cittadini. Sono emerse numerose indicazioni delle quali faremo tesoro.

Da Gino Giovagnoli, PDCS, un ringraziamento a tutta l'Aula ed il personale di Palazzo; trattandosi a quanto pare della sua ultima esperienza come Consigliere. Abbiamo davanti un percorso europeo che deve essere concluso, ha ricordato Marika Montemaggi, Libera, passaggio da completare probabilmente nella prossima Legislatura. No alla politica dei bonus, degli incentivi a pioggia, abbiamo bisogno di programmare qualcosa di molto più serio e duraturo. 

Ci vuole ordine nel portare il Paese nella nuova Legislatura, ha osservato Lorenzo Bugli, PDCS. Due le direttrici: ragionamento e consapevolezza. Focus sulle sfide derivanti dall'Accordo di Associazione, e sul particolare periodo storico che stiamo vivendo. “Perché tutto quello che ci circonda è estremamente in difficoltà”; le guerre, l'instabilità politica che sta affrontando l'Occidente. San Marino può essere virtuosa e stabile in un Mondo che sta cambiando. Fondamentale dunque una visione progettuale, e la partecipazione dei corpi intermedi.

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