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CGG: focus dell'Aula sul PdL che regolerà le nuove emissioni di titoli del debito pubblico. Forte contrarietà delle Opposizioni

Verso l'epilogo la maratona consiliare sul Comma della riforma IGR

6 nov 2025
CGG: focus dell'Aula sul PdL che regolerà le nuove emissioni di titoli del debito pubblico. Forte contrarietà delle Opposizioni

Nella seduta notturna di ieri, subito dopo l'ok alla riforma fiscale, la ratifica al Decreto Delegato sul rinnovo di 50 milioni di titoli del debito interno, al tasso fisso del 2%. Via libera lampo: non erano stati infatti presentati emendamenti al provvedimento. I lavori erano stati poi sospesi, per poi riprendere oggi pomeriggio.

A completare il Comma 20 di questa Sessione, infatti, il progetto di legge che regolerà le nuove emissioni di titoli del debito pubblico: materia fino ad ora affidata alla decretazione. Una ventina gli articoli; l'obiettivo è dotare il Paese di una normativa che permetta di cogliere le opportunità del mercato, e con le necessarie garanzie. Da un punto di vista tecnico-operativo avrà un ruolo chiave la Ragioneria generale, dove troveranno spazio specialisti. Prevista inoltre la costituzione di un Fondo presso Banca Centrale per l'ammortamento dei titoli; e ciò per una graduale e pianificata riduzione del debito. A tracciare il perimetro delle emissioni invece il Consiglio Grande e Generale, in sede di approvazione di Legge di Bilancio; mentre la Segreteria Finanze darà conto di finalità e destinazioni.

Impianto respinto pressoché in toto, dalle Opposizioni; che rivendicano il vaglio della politica su ogni operazione, vista la rilevanza strategica. Nel PdL, a loro avviso, una delega in bianco al Congresso; con relativo gap di trasparenza e rischi di andare incontro a situazioni pericolose. Citate la possibilità di mettere a garanzia beni pubblici senza criteri certi né tutele, l'eventuale ricorso a strumenti finanziari derivati, la previsione di quotare i titoli anche su mercati non regolamentati, e così via. Da qui una lunga teoria di emendamenti soppressivi. Già affrontato il dibattito generale; nella seduta odierna si è dunque passati senza indugi all'analisi articolo per articolo del testo, e relativi emendamenti.

Già al pronti via Nicola Renzi, RF, ha ribadito tutte le perplessità già espresse dalle forze di Minoranza; aggiungendo come in altri Paesi vi siano i necessari checks and balances. Arriveremo a rimpiangere i decreti, ha detto Matteo Casali. Le spese sono sempre in aumento, non ci fidiamo, ha continuato Antonella Mularoni; questa legge non ci piace perché demanda tutto a un regolamento della Segreteria Finanze, siamo fortunati che i tassi a livello mondiale sono scesi. E' una legge che di fatto da un potere molto grande al Congresso, ha detto Sara Conti.

Non è un atto amministrativo, è l'atto più politico che in questo momento si possa fare, ha tuonato Emanuele Santi, RETE. In questo momento gli interessi sul debito pesano più di 20 milioni. Questa decisione deve rimanere in capo all'Aula, ha aggiunto Giovanni Zonzini; dobbiamo dare la possibilità ai risparmiatori sammarinesi di avere un rendimento dignitoso investendo nel loro stesso Stato. I futuri regolamenti potranno essere impugnati o davanti al Tribunale unico o al Collegio Garante, ha avvertito dal canto suo Matteo Zeppa. Si va a privare l'Aula della possibilità di discutere di questioni di debito pubblico, ha dichiarato dal canto suo Gaetano Troina, DML. In Italia il Governo emette il provvedimento sulla base di una delega precisa e circostanziata del Parlamento, ha osservato. Provvedimento ritenuto “inaccettabile”. Politicamente la Maggioranza prende in giro l'Opposizione, ha dichiarato Mirko Dolcini; gli strumenti per garantire celerità si possono studiare, o usiamo quelli che esistono. La decisione di indebitarsi coinvolge l'intero arco parlamentare e i cittadini, ha ricordato Fabio Righi; bisogna avere gli strumenti per intercettare il tasso di interesse più favorevole – ha spiegato – ma il metodo e la ratio non sono condivisibili. “Il fine non giustifica i mezzi” quando si vanno a toccare argomenti così delicati.

Non è il Congresso a decidere il tasso, ma il mercato – ha rimarcato dal canto suo Luca Gasperoni, PDCS. Ha insistito inoltre sulla necessità di agire con tempistiche congrue. Sulla stessa linea Sandra Stacchini, e Dalibor Riccardi, Libera. Con il regolamento abbiamo una celerità maggiore, ha sottolineato. Ha poi parlato di strumentalizzazioni, senza le necessarie analisi; ribadendo infine la necessità di una diminuzione degli attuali tassi di interesse. Il Congresso non è organo autoreferenziale, ha osservato Iro Belluzzi; il controllo della politica lo si è voluto lasciare; prevista anche una previa comunicazione del Segretario alle Finanze in Commissione. Il mercato interno non è sufficientemente grande e liquido, ha esordito il Segretario Gatti in replica. Pensare di portare tutto il nostro debito lì è illusorio; se ad ogni rollover dobbiamo venire in Consiglio e fare una seduta d'urgenza diventa difficile. Nel Mondo nessuno lavora in questo modo. Il Consiglio continua ad avere un ruolo centrale; il tasso deve stare dentro i costi approvati nel Bilancio previsionale.

L'articolo 1 – quello sull'ambito di applicazione della Legge – è stato infine approvato con 28 voti favorevoli e 11 contrari. Battaglia anche sull'articolo emendato successivo, relativo alle definizioni. Poi quello dal titolo “autorizzazione all'emissione”, ritenuto una presa in giro dalle Opposizioni, facendosi riferimento ai limiti annuali stabiliti con le leggi di Bilancio che il Consiglio è chiamato ad approvare. Da Motus l'appello alla Maggioranza a fermarsi. L'articolo è stato posto in votazione e approvato nonostante, anche in questo caso, i voti contrari delle Opposizioni.

A seguire l'articolo sulle caratteristiche dei titoli di Stato; uno dei più criticati dalla Minoranza, essendo previsto sia il Congresso a definirle con regolamento. Indicati poi i criteri dell'emissione: massimo 50 anni di durata; l'euro come valuta; per il resto un'inaccettabile discrezionalità, ad avviso delle Opposizioni: dal prezzo alla forma; dalla legge applicabile al foro competente. “Chi controlla?”, la domanda ricorrente; oltre a riferimenti all'eventuale impatto di simili decisioni sulle generazioni future. Secca la replica del Segretario alle Finanze: se non fossimo andati sul mercato internazionale i nostri figli avrebbero già ereditato – ha detto - un Paese in default. Ha inoltre spiegato come non manchino gli organismi di controllo: Avvocatura dello Stato, Commissione di controllo della finanza pubblica, Ragioneria dello Stato. Articolo approvato.

Relativo, quello seguente, alla costituzione di un fondo presso Banca Centrale per l'ammortamento graduale dei titoli del debito pubblico. Fondo che non può essere aggredito dai creditori ma solo dai detentori dei titoli. Elemento di novità, il “fondo di copertura”, ha sottolineato il Segretario Gatti. Elencata poi una serie di beni sui quali lo Stato non potrà rinunciare all'immunità nei confronti dei creditori: dal patrimonio culturale della Repubblica agli immobili ubicati nel centro storico; da strade e luoghi di culto alle proprietà di BCSM; fino a foreste, fiumi e reti pubbliche. Espressi dubbi e perplessità da RF, e una domanda: “che cosa può essere dato a garanzia?”. Articolo un po' troppo generico, ha concordato DML. Troppa leggerezza nell'approccio a questo Pdl, ha aggiunto RETE. Sembra che siamo già destinati a non pagare il debito, ha risposto Gatti; e le garanzie non sono per sempre. Nell'articolo si sottolinea come alcuni beni, per legge, non siano aggredibili. Ha ricordato inoltre come si faccia riferimento a beni di pubblico interesse; escludendo alcune delle ipotesi fatte dalle Opposizioni. Fatti dall'altra parte esempi di beni pubblici che possono essere posti a garanzia: terreni agricoli, immobili inutilizzati.

Fra gli articoli successivi quello sulle competenze connesse alle emissioni. Si prevede come i regolamenti del Congresso siano formulati previo parere tecnico del Dirigente della Ragioneria dello Stato. Ma non è indicato si tratti di un parere vincolante, è stato sottolineato dalle Opposizioni. Nell'articolo si fa riferimento inoltre a pareri preventivi del Dirigente della Ragioneria, di BCSM, e di eventuali advisor riguardo agli accordi sulla gestione, collocamento e quotazione dei titoli stipulati dai Sindaci di Governo e dal Segretario alle Finanze. Il regolamento portato in Congresso deve essere conforme alla Legge, ha spiegato quest'ultimo; se la Ragioneria dice che non c'è copertura finanziaria 10 Segretari di Stato e la Reggenza si assumono la responsabilità diretta e personale di emettere un regolamento che a quel punto è nullo. La Commissione di controllo ha un ruolo in tutte le delibere; e gli advisor sono nominati con delibera. E' un processo con controlli e bilanciamenti. Tutti i Paesi si appoggiano ad advisor. Articolo approvato. 

Sull'utilizzo delle risorse derivanti dalle emissioni, l'articolo 12. Citate spese correnti, investimenti, copertura del disavanzo, estinzione di mutui, rafforzamento finanziario. Praticamente tutto, è stato osservato dai banchi di RF; facciamo il debito e praticamente lo usiamo per quello che serve. Conclamato il fatto che si possa fare debito per la spese corrente, è stato aggiunto. Considerazioni condivise anche da RETE e Motus; che si è rivolta alla Maggioranza: se foste voi al nostro posto non stareste lì silenti. La dicitura è ampia, ha ammesso il Segretario Gatti; ha ricordato ad esempio le esigenze all'epoca dell'emergenza Covid, ma da qualche anno a questa parte non stiamo emettendo nuovo debito, rimaniamo sempre nell'ambito del rollover del debito attuale, che sta calando. Stiamo gestendo sia la spesa corrente sia la spesa per investimenti con le risorse interne.

Articolo successivo dedicato agli strumenti finanziari derivati: uno dei passaggi più contestati dalla Minoranza. Non stiamo parlando di investimenti - ha spiegato il Segretario alle Finanze -; ma di copertura dei rischi. Lo abbiamo già fatto: lo swap dell'AASS per coprire il rischio di crescita del costo dell'energia. L'abbiamo previsto perché è una possibilità, ha continuato. Ma ad oggi siamo sempre andati con emissioni a tasso fisso. Nessun dibattito; articolo approvato.





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