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Cgg: il bilancio dello Stato è legge con 32 si e 21 no. Passa emendamento Governo su tetto stipendi.

21 dic 2017
Consiglio Grande e Generale
Consiglio Grande e Generale
Si entra nel “cuore” della legge bilancio, con l'esame di patrimoniale e minimum tax. Provvedimenti definiti dalla maggioranza “dolorosi ma necessari al pareggio”, precondizione per presentarsi in maniera seria e credibile agli investitori internazionali. “Sono provvedimenti straordinari” ma l'opposizione fa notare che sono inseriti nel bilancio pluriennale e attacca una finanziaria “troppo recessiva e senza crescita”.
La minimum tax non piace neppure alla maggioranza ma la sua reintroduzione nel triennio 2018-2020, spiega Celli, nasce per “individuare modalità di extra gettito per gestire problemi oggettivi di liquidità di cassa”. L'opposizione non la vuole, “il suo scopo è solo quello di fare Cassa mettendo in difficoltà le attività che fanno fatica a fare quadrare i conti”, accusa Gatti; “è un deterrente per chi vuole venire a investire a San Marino”, lamenta Giovanna Cecchetti; “coraggioso sarebbe chiedere sacrifici alle imprese che hanno sempre sfruttato il paese”, aggiunge Marianna Bucci.
Il Governo propone una “formulazione integrativa” rispetto all'emendamento dei gruppi di maggioranza “in grado di compensare la minimum tax negli esercizi finanziari successivi in cui sarà totalmente restituita”. “Una furberia – manda a dire Dalibor Riccardi - il problema è che chiedete l'ennesima anticipazione che andrà a gravare sui bilanci e sui costi delle aziende”. Alessandro Bevitori, Ssd, illustra l'emendamento: “La vera novità è che mentre prima questa tassa poteva essere recuperata con l'imposta Igr, si è pensato di compensare i 4 anni successivi con qualsiasi altra imposta, come quella sui servizi, la monofase, l'imposta di bollo”. In definitiva, “per l'operatore economico c'è possibilità di recuperare l'importo nei 4 anni successivi e la minimum tax diventa a tutti gli effetti un'anticipazione di imposta” . All'alba viene anche approvata la Patrimoniale, con 33 voti favorevoli e 14 contrari. E' muro contro muro, l'opposizione chiede di abrogarla, il Ps che almeno venga esclusa la prima casa. Passa anche la modifica della Tassa di circolazione con 36 Si e 10 No. Si trova l'accordo sull'emendamento di Rete sulla pubblicazione dei dati societari e viene accolto un emendamento della Dc sul piano strategico. Si va avanti con la maggioranza che cerca l'accordo con l'opposizione per ridurre i tempi. Dopo un Ufficio di Presidenza e una breve pausa si riparte dal tetto degli stipendi. C'è un emendamento del Governo per l'interpretazione autentica della legge. Si chiede di applicare il limite dei 100.000 euro a tutto il personale dipendente, anche ai contratti prima dell'entrata in vigore. Si dà mandato al Congresso di Stato di elaborare entro il 30 giugno una proposta di disciplina del tetto massimo delle retribuzioni che tenga conto della necessità di dotare l’amministrazione di risorse specialistiche di livello adeguato.

Tutti d'accordo, in Aula, sulle criticità post referendum, in primis nell'Iss, anche se Rete chiede dati certi, per capire se e in quali settori siano state riscontrate. E sempre in Rete emergono diversità di vedute: se Nicolini si dice a favore, Zeppa è assolutamente contrario, “così si interpreta – avverte – la democrazia”. Il movimento lascia libertà di voto. Gli fa eco Pedini Amati: “non possiamo interpretare il volere della cittadinanza”. E se in minoranza vengono riconosciuti i problemi, la critica riguarda il modo con il quale maggioranza e governo li sta affrontando. Dito puntato contro la retroattività e un'interpretazione che non tiene conto – fa presente Gatti - del volere della cittadinanza. "Non c'è certezza del diritto". In questi due anni, per Mancini, si poteva agire nel rispetto del quesito referendario. Sull'interpretazione autentica, Giorgetti spiega: “nel quesito non si faceva menzione all'applicabilità e veniva citato il Tribunale, ma i magistrati non sono considerati dipendenti pubblici. Già da questi elementi si capisce che ci sono interpretazioni”. Per Luca Boschi con la retroattività si eliminano storture. L'emendamento passa con 31 voti a favore e 14 contrari.
Si sospendono i lavori. I capigruppo si riuniscono per trovare la mediazione sugli emendamenti. Diversi vengono ritirati. Si spinge sull'acceleratore e con grande soddisfazione Zeppa saluta l'approvazione dell'emendamento del suo gruppo per la configurazione del reato di appropriazione indebita per il mancato versamento dei contributi previdenziali. Ringrazia il governo. “Un enorme passo avanti – dice – per il diritto dei lavoratori. Da qui in poi qualcuno pagherà per violenze morali e salariali”.
Riguardo alla San Marino Card, verrà accreditato il rimborso igr e viene inserita delega per incentivare l’acquisto di carburanti in Territorio da parte di tutti gli operatori economici.

Si arriva alla riorganizzazione di Banca Centrale, “passaggio qualificante – dice Celli – di questa legge di Bilancio”. Entro il 28 febbraio Bcsm dovrà presentare un progetto per aumentare l'efficienza; ridurre i costi di gestione anche attraverso l’individuazione di forme di solidarietà fra dipendenti; riforma dello statuto e una riduzione di almeno un 20%, rispetto all’ultimo accordo sottoscritto, degli oneri per la remunerazione dei servizi prestati da Banca Centrale a tutto il Settore Pubblico Allargato.
Approvati l'emendamento di Dim per incentivare il turismo matrimoniale anche di coppie dello stesso sesso e quello del Psd - riscritto in accordo con gruppi consiliari e Governo – per concedere la residenza ordinaria a 20 lavoratori frontalieri all'anno con rapporto di lavoro a tempo indeterminato e che abbiano svolto attività professionali in territorio per un periodo continuativo di almeno 15 anni.
Concordato con il Governo emendamento di Dim per un testo di legge che introduca il reato di corruzione privata. Approvati gli emendamenti del Pdcs su residenze fiscali, piano nazionale pluriennale e fondo straordinario a tutela di truffe e frodi finanziarie. Il bilancio è legge con 32 voti a favore. E' stata una sessione lunga e faticosa, non sono mancati duri scontri "ma abbiamo dimostrato – dice Giuseppe Morganti – di saper dialogare" e Celli vede nell'ultima parte dei lavori “l'apertura di una nuova fase" nei rapporti con l'opposizione. Allessandro Cardelli, nelle dichiarazioni di voto, gli riconosce l'onore delle armi.