Subito caldo il clima in Aula; numero legale garantito solo grazie alle Opposizioni, è stato sottolineato dalle fila di Motus. Si è ripreso dall'analisi di un articolato pensato originariamente per inasprire le pene di reati in ambito finanziario. Ma la cui portata è stata poi ampliata, con l'aggiunta ad esempio di un pacchetto normativo – da parte della Maggioranza – finalizzato al contrasto delle crudeltà sugli animali. Sensibilità condivisa. Ma il combinato disposto di questo intervento - e dell'eventuale mancato accoglimento di un emendamento che propone l'eliminazione dell'istituto della “riprensione” in materia di molestie sessuali – produce un effetto paradossale, ad avviso delle Opposizioni; ovvero una risposta sanzionatoria più incisiva nei confronti di chi maltratta un animale, rispetto a chi maltratta una donna.
E' stato uno dei leitmotif, in mattinata. Fra i primi interventi quello di Silvia Cecchetti – PSD – che ha accusato le forze di Minoranza di atteggiamento non responsabile; “questa mattina hanno avvelenato altri 3 cani”, ha tuonato. “Toni populisti”, ad avviso di RF; che avrebbe optato per una maggiore riflessione, con un passaggio in I lettura. Ma “occorreva forse rifarsi un'immagine – è stato detto – rispetto alla situazione incresciosa della famosa battuta al cinghiale”. Ha parlato di improvvisazione, RETE; ricordando peraltro come sia già punito penalmente chi avvelena i cani. Matteo Zeppa si è comunque detto favorevole ad un aggravamento delle pene. 3
Il Segretario Canti ha poi riportato il confronto sul merito dell'articolo 1 del PdL, che riguarda l'appropriazione indebita; con un emendamento di compromesso, relativo alla previsione della prigionia di terzo grado – rispetto all'attuale secondo - qualora il reato arrechi danno allo Stato o ad istituti finanziari. Tutti favorevoli. Stesso esito, ed impostazione, riguardo la fattispecie di amministrazione infedele; seppure RETE avesse sollecitato un segnale più incisivo.
A questo punto l'articolo 3, che sulla scia di quanto richiesto da un'Istanza d'Arengo eleva a 18 anni l'età minima per la somministrazione di bevande alcoliche, medicinali e stupefacenti. Qualche perplessità, sul punto, di Iro Belluzzi, Libera; ricordando la propria professione di farmacista ha sottolineato come spesso accada che un minore venga mandato da genitori o nonni a prendere farmaci con regolare ricetta. In questi casi, insomma, un operatore sanitario potrebbe finire nei guai. “Quando si scrivono le leggi bisogna stare un pochino attenti”. Dubbi sulla reale efficacia della norma – riguardo le bevande alcoliche – sono stati espressi anche da Giovanni Zonzini, RETE; l'approccio proibizionistico, a suo avviso, sarebbe destinato a fallire.
E' una questione di cultura, ha sottolineato dal canto suo Matteo Zeppa; di responsabilità della società. Questo articolo era già così storicamente – ha obiettato il Segretario Pedini Amati – è stata cambiata solo l'età. “Qual è la proposta?”. Ha ricordato poi come eventuali modifiche potessero essere presentate in Commissione. Il Segretario Lonfernini ha invitato a leggere i dati dell'Authority, riguardo la filosofia dell'intervento. Da un'indagine a campione sarebbe emerso l'abuso di sostanze alcoliche, più di una volta, fra i ragazzi di età fra i 13 e i 17 anni. Matteo Rossi, PSD, ha ricordato l'impatto del Covid sulle nuove generazioni, e l'importanza di lanciare un messaggio culturale dall'Aula; con un ruolo anche pedagogico. Sulla stessa linea Giuseppe Maria Morganti, Libera.
Articolo approvato infine con 39 voti favorevoli e 1 contrario.
A questo punto Maria Katia Savoretti ha dato lettura all'emendamento delle Opposizioni – già respinto in Commissione – che propone l'eliminazione dell'istituto della “riprensione” in materia di molestie sessuali. Se non c'entra nulla con questo PdL, allora non c'entra nulla neppure il pacchetto normativo contro il maltrattamento degli animali, è stato detto. È stato anche ricordato come nella giornata di ieri il Consigliere di Maggioranza Morganti avesse espresso il proprio favore.
“Un emendamento di civiltà”, “di buon senso” – si è sottolineato dalle fila della Minoranza – la riprensione è in sostanza una “tirata d'orecchi”. Secondo il Segretario Canti, l'emendamento andrebbe bocciato; ha sottolineato come San Marino debba andare fiera dell'introduzione del reato di molestie sessuali. Nella vicina Italia non è stata ancora raggiunta una quadra – ha ricordato – sul punto.
Abbiamo trovato “un giusto compromesso”. La Maggioranza “deve stare sul pezzo e dire no a questo emendamento”. La riprensione è diventata un fatto politico, per tentare di creare tensioni all'interno della Maggioranza: così ha osservato Massimo Andrea Ugolini, sottolineando come nella norma siano previste diverse gradazioni di risposta sanzionatoria.
Ilaria Bacciocchi ha ricordato come il PSD abbia dei dubbi sull'efficacia della riprensione; ma quando si sta in una Maggioranza – ha aggiunto – “non si può andare ognuno per conto suo”; ci si confronta e si cerca una sintesi. Non si può accettare che questo venga utilizzato per “screditare” l'intero disegno di legge. I diritti delle donne e quelli degli animali non sono assolutamente in contrapposizione.
Ha poi dato lettura ad un OdG firmato da tutti i gruppi di Maggioranza e dal Consigliere indipendente Giovanna Cecchetti, nel quale si impegna il Governo a mantenere alta l'attenzione sul fenomeno della violenza di genere, e in particolare a monitorare l'applicazione e la funzionalità della pena della riprensione e a riferire in Consiglio, con cadenza almeno annuale, sugli esiti del monitoraggio anche al fine di valutare eventuali interventi normativi correttivi o integrativi. Si invita inoltre a proseguire le attività di prevenzione e sensibilizzazione della cittadinanza e sostenere percorsi di sostegno psicologico degli autori di molestie affinché si giunga ad estirpare il fenomeno.
Vladimiro Selva ha ricordato il “disagio” di Libera sul punto della riprensione; ma è anche evidente che l'Opposizione “un po' ci marci”. Sottolineata la spinta propulsiva delle forze riformiste. “Si può far meglio”, ha riconosciuto; ma tornare sopra una normativa così recente “è un problema” per quanto riguarda i rapporti in Maggioranza, dove vi sono anche forze “conservatrici”.
“Offensivo” – ha detto dal canto suo Sara Conti (RF) – sentire continuamente ripetere che “dovremmo essere contenti perché prima il reato di molestie sessuali non era nemmeno previsto nel nostro ordinamento”. I compromessi – ha tuonato Matteo Casali – si fanno su tutto, ma non su queste cose.
Quindi il Segretario di Stato Rossano Fabbri: questi comportamenti erano già puniti dall'ordinamento sammarinese, ma sotto la casistica di altre fattispecie. Da valutare ora l'applicazione della nuova norma; quel tipo di comportamenti sono “del tutto marginali rispetto alle casistiche che esistono già”. Ricordato infatti come comportamenti anche “non totalmente invasivi” siano puniti sotto la casistica della violenza sessuale che comporta pene detentive molto gravi; citato il caso del “bacio rubato”.
Mirko Dolcini (DML) ha ricordato come la norma punisca chi viola la libertà sessuale e la dignità della persona. E dunque questi fatti non possono essere puniti con la riprensione. L'intero disegno è un passo avanti, ma manca un tassello. “Sento vergogna” nelle parole di Libera e PSD; e l'odg non è che un ombrello.
“Siete voi della Maggioranza che ne avete fatto una questione politica” – ha rimarcato Carlotta Andruccioli; ipotizzando insomma una sorta di baratto fra le varie forze. Questa dinamica non è accettabile, ha dichiarato Fabio Righi; per tenere una linea occorre avere una linea. Più serio, ha aggiunto, sarebbe ritirare il provvedimento e fare le necessarie riflessioni.
Gaetano Troina ha posto l'accento sulla necessità di ponderatezza e proporzioni delle pene, mantenendo una coerenza sul dettato del Codice Penale. Fare il paragone fra le norme sulla tutela degli animali e la violenza sul genere femminile “mi pare una stortura” – ha detto il Segretario Pedini Amati; ricordando come nel 2008 PSD e AP avessero introdotto la Legge sulla violenza contro le donne.
L'emendamento delle Opposizioni è stato poi posto in votazione – ma non in forma segreta come richiesto dalla Minoranza – respinto con 12 voti favorevoli e 34 contrari. Si è poi passati all'ordine del giorno della Maggioranza, riguardo al quale il Segretario Canti ha dato parere favorevole, ringraziando le varie forze governative per la sintesi. Le Opposizioni hanno annunciato l'uscita dall'Aula al momento del voto; conclusosi con