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"Chiarimento necessario". Critici i segretari dei partiti di maggioranza dopo lo scivolone in Consiglio

26 ott 2013
"Chiarimento necessario". Critici i segretari dei partiti di maggioranza dopo lo scivolone in Consiglio"Chiarimento necessario". Critici i segretari dei partiti di maggioranza dopo lo scivolone in Consiglio
"Chiarimento necessario". Critici i segretari dei partiti di maggioranza dopo lo scivolone in Consiglio - “Un fulmine a ciel sereno”. Così si esprimono i segretari delle tre forze di maggioranza all'indoman...
“Un fatto grave”, concordano Marco Gatti, Marina Lazzarini e Nicola Renzi, seppure con toni diversi. E' arrabbiato il leader democristiano per quella che ritiene l'assenza di una cultura di governo: “Se ci fossero stati problemi – dichiara – se ne sarebbe dovuto parlare prima e non far mancare i voti al governo”. Gatti è sicuro della compattezza del suo gruppo si dice certo che quei voti non sono venuti a meno dalla DC. Certo l'assenza di diversi consiglieri, impegnati altrove in quel momento, non ha giocato a favore, ma il fatto resta grave e un chiarimento si rende necessario. Il Governo è alle prese con scelte importanti e deve contare sul sostegno di una maggioranza forte e coesa. “Tutti i singoli consiglieri – dichiara Marco Gatti – devono aver ben chiara la consapevolezza di essere chiamati ad un alto senso di responsabilità”. Ne è convinta anche Marina Lazzarini, segretario del Parti dei Socialisti e dei Democratici, che non nasconde la sua sorpresa su quel voto, considerato che nessuno aveva manifestato perplessità in precedenza. “Dobbiamo rifletterci seriamente – afferma – e capire che cosa non ha funzionato”. Concorda, la guida del PSD, la necessità di avere una maggioranza forte e coesa, capace di sostenere il Governo in tutti i passaggi delicati che lo attendono. “Non ho elementi per poterlo affermare con assoluta certezza - dichiara – ma sono convinta che quei voti non siano mancati dal mio gruppo”.
Questione gravissima anche per il coordinatore di Alleanza Popolare, Nicola Renzi, che però getta acqua sul fuoco. “Sull'argomento – dichiara - potevano anche esserci problemi di coscienza, che francamente però non comprendo e non accetto, ma non monterei un caso politico su questo”. Per Renzi il problema era certamente importante ma gli appuntamenti che attendono la maggioranza nelle prossime settimane sono vitali. Le voci di dissenso in maggioranza non sono, per il coordinatore di AP, reati di lesa maestà, quando mirano a migliorare i provvedimenti e l'azione del Governo. “In questo caso però – aggiunge – si è voluto giocare su un tema importante per lanciare un messaggio politico, e questo è doppiamente grave. L'unica risposta seria – aggiunge – dopo la bocciatura dell'accordo, è andare avanti con decisione e sollecitudine sul progetto di legge”.

Sergio Barducci