Cinque settimane di stop per il Parlamento italiano, si torna a lavorare nella settimana dall'8 settembre, con l'eccezione della Camera dei Deputati, convocata dopodomani, 13 agosto, ma solo per l'annuncio dell'arrivo dei decreti Giustizia e Terra dei fuochi. Ironizza Matteo Renzi: “Direte voi, che scandalo cinque settimane di ferie. Vi capisco. Ma non c'è nulla da votare: questa maggioranza – spiega – è molto presente sui social ma non produce atti parlamentari. Sono bravi su Facebook, non sulla Gazzetta Ufficiale”.
Ci sarà più tempo per pensare alle elezioni, e sarà una campagna elettorale lunga e spezzettata, bisogna rinnovare sei consigli regionali, con 17 milioni di cittadini interessati: il 28-29 settembre si voterà in Marche e Valle d'Aosta, il 5-6 ottobre in Calabria, dopo le dimissioni anticipate di Roberto Occhiuto, indagato, ma che si ricandida, il 12-13 ottobre in Toscana e il 15-16 novembre forse in Puglia, insieme a Campania e Veneto che a loro volta dovrebbero essere chiamate alle urne in novembre.
“Un vero e proprio spezzatino elettorale – commenta Angelo Bonelli, Alleanza Verdi-Sinistra – Giorgia Meloni dirà che non è sua competenza fissare le date, ma oltre a essere presidente del Consiglio è anche leader di un partito che avrebbe dovuto promuovere, in sede di conferenza Stato-Regioni, l'opportunità di arrivare a un election day”.
Intanto nel Veneto Luca Zaia non potrà ricandidarsi a causa della regola del terzo mandato, e dopo 15 anni bisognerà puntare su un nuovo candidato: per Matteo Salvini serve continuità e dovrà essere comunque leghista, con Zaia che sarà in qualche modo presente, con una lista che porta il suo nome. “La mia maggioranza oggi è di 43 consiglieri su 50”, ha detto, facendo intendere quanto il suo nome porti voti. Forza Italia però, non è convinta.
In Toscana si ricandida anche Giani, mentre in Campania De Luca dovrà lasciare, e manca solo l'ufficializzazione per Roberto Fico. Nelle Marche il centrodestra punterà ancora su Francesco Acquaroli, mentre dall'altra parte c'è Matteo Ricci, lambito dalla cosiddetta inchiesta su “affidopoli”, che risale ai tempi in cui l'eurodeputato era sindaco di Pesaro. In Puglia il centrosinistra tiene in standy Antonio Decaro, con Michele Emiliano e pure Nichi Vendola pronti a presentarsi per il consiglio regionale.