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Collegio Garante, Libera: "Non solo questione di metodo"

"Un organo di garanzia non può essere nominato da una sola parte politica"

3 gen 2020

Non è solo una questione formale la prassi, disattesa dalla maggioranza, che prevedeva di concordare i nominativi dei membri del Collegio Garante”. Per quanto, e ci tiene a sottolinearlo Libera nella sua prima conferenza dell'anno, nessun partito “si sia mai permesso di fare man bassa delle nomine dal 2003 ad oggi”, da quando cioè è stato istituito l'organo chiamato a verificare, tra le altre cose, la legittimità costituzionale delle leggi e l'ammissibilità del referendum. E che l'8 gennaio si pronuncerà sul conflitto di attribuzioni, sulla mancata presa d'atto della nomina dei due Giudici d'Appello: appare sospetta pertanto, al tavolo di Libera, la puntualità di tale forzatura al primo atto formale, proprio sulla giustizia. “La democrazia ha le sue regole - afferma Giuseppe Morganti - non è concesso tutto ad una maggioranza per il solo fatto che esprime 44 consiglieri. Un organo di garanzia non può essere nominato da una sola parte politica”. Questione di metodo ma non solo, dunque “per quanto - ammettono - ci saremmo aspettati un atteggiamento diverso non tanto dalla DC quanto dalle altre forze che attualmente compongono la maggioranza”. Piuttosto una forzatura che temono possa essere preludio di una deriva sulla quale scherzano nel richiamare una frase che un esponente DC disse nel corso di una nostra trasmissione: “Sembra proprio – ironizzano - sia iniziata la dittatura cattiva”. A margine, una prima valutazione sul programma di governo, 'monocolore' poiché “non si discosta granché da quello presentato dalla DC alle elezioni, da cui è sparito lo statuto delle opposizioni, la Reggenza di Garanzia, ogni accenno ai diritti civili”. Con la sola eccezione, in attesa di vedere come sarà declinata, della nuova delega alla Famiglia. “Cci chiediamo, sulle deleghe e sul programma, quale sia stata la merce di scambio”.