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Come è cambiata (in negativo) l’affluenza nei Castelli in 20 anni e cosa aspettarsi in queste elezioni

Dai picchi dell'80% del 2003 si è passati ai minimi del 37% nel 2020. La riforma del 2013 ha abbassato il quorum al 35%, ma oggi Borgo Maggiore e Serravalle restano i più esposti al rischio

di Davide Giardi
22 nov 2025
Come è cambiata (in negativo) l’affluenza nei Castelli in 20 anni e cosa aspettarsi in queste elezioni

Domani si vota a San Marino e per molti candidati (e per gli addetti ai lavori) lo spauracchio è il quorum. Una parola latina che, dizionario alla mano, indica il numero di partecipanti o elettori necessario affinché una votazione sia valida. La legge elettorale per le Giunte di Castello prevede un quorum del 35% degli aventi diritto soltanto nel caso sia candidata un'unica lista. In queste elezioni sono quindi coinvolti 7 Castelli su 9: Borgo Maggiore, Serravalle, Acquaviva, Chiesanuova, Faetano, Montegiardino e Fiorentino. Un numero record.

Se in qualcuno di questi Castelli dovessero andare a votare meno del 35% degli aventi diritto, l'elezione non sarà valida e il Castello (o i Castelli) dovrà tornare alle urne, con conseguente aggravio di costi per lo Stato. Uno scenario già successo nel 2003 a Borgo Maggiore e nel 2009 a San Marino Città. Con una differenza sostanziale: allora il quorum era del 50% + 1 degli aventi diritto. A Borgo l’affluenza si fermò al 49,66% per poi risalire sopra al 61% nel successivo voto dell'aprile 2004. In Città 5 anni più tardi, nella prima tornata del 7 giugno votò il 48,27% degli aventi diritto, mentre in quelle successive del 30 novembre l'affluenza risalì al 52,97%.

I dati mostrano che, negli ultimi 20 anni, l'affluenza al voto in occasione delle elezioni amministrative sammarinesi è diminuita in maniera costante, con valori spesso superiori al 60–70% che sono crollati tra il 35% e il 45%. Nelle elezioni del 30 novembre 2003 in molti Castelli si superò il 60% di partecipazione, con il record a Montegiardino dove andò a votare l'80,35% degli elettori. Sopra il 60% arrivarono Domagnano, Faetano e Fiorentino. Fanalino di coda risultò essere Borgo Maggiore. 

Cinque anni più tardi due Castelli (Montegiardino e Chiesanuova) superarono il 70%, Fiorentino, Domagnano e Acquaviva superarono il 60%, mentre Serravalle e Città scesero sotto il 50%. 

Il progressivo calo dell’affluenza (ed i casi di Borgo e Città) portò il legislatore a intervenire. Nel 2013, con un’apposita modifica normativa, il quorum venne abbassato dal 50% + 1 al 35% degli aventi diritto. La variazione effettivamente si rivelò provvidenziale: nel 2014 in tre Castelli (Borgo, Acquaviva, Domagnano) con la lista unica andò a votare meno del 50%. Superarono il 60% i tre Castelli più piccoli: Chiesanuova, Faetano e Montegiardino.

La situazione è ulteriormente peggiorata nel 2020 quando nessun Castello ha superato più il 60%, e in diversi casi si è scivolati sotto il 40%, con picchi negativi mai registrati prima. I fanalini di coda sono stati i due Castelli più grandi, Borgo Maggiore e Serravalle, con il 37,52% ed il 38,45% di affluenza.

L’analisi di questi dati racconta che il legame fra popolazione e amministrazione locale si sta progressivamente indebolendo, nonostante le Giunte rappresentino l’istituzione più vicina ai cittadini e le novità introdotte con la riforma del 2020. A dimostrare che la partecipazione alle decisioni locali stia diventando sempre meno attrattiva, è anche il numero mai così basso dei candidati a Capitano e membro di Giunta.

Cosa aspettarsi dunque in queste elezioni? Osservando i dati, rischiano maggiormente di non raggiungere il quorum Borgo Maggiore e Serravalle, penalizzati anche dalle proprie dimensioni. Nei Castelli più piccoli, infatti, è più facile entrare in contatto con la maggior parte degli abitanti, anche perché è molto probabile avere almeno un candidato tra familiari e amici. C'è poi da tenere in considerazione l'influsso della situazione politica nazionale. Con una grande coalizione al governo come quella attuale, vengono meno alcune dinamiche di contrapposizione tra gli schieramenti che storicamente generano maggiore affluenza.

Calcolatrice alla mano, questi sono i numeri minimi di elettori che si dovranno recare alle urne per rendere valido il voto: Borgo Maggiore 1.903, Serravalle 3.032, Acquaviva 597, Chiesanuova 324, Faetano 323, Fiorentino 738, Montegiardino 268.

In generale occorre una riflessione della politica e delle istituzioni: un calo così importante e generalizzato non può essere interpretato come un fenomeno passeggero. È un segnale di distacco crescente tra cittadini e istituzioni locali che non può essere ignorato. Un allarme che traspare anche dagli appelli al voto di Capitani Reggenti e Segretario di Stato per gli Affari Interni.




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