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Commissione Antimafia: si squarcia il velo sugli intrecci politica-malaffare. Il resoconto

18 set 2012
Commissione Antimafia: si squarcia il velo sugli intrecci politica-malaffare. Il resoconto
Commissione Antimafia: si squarcia il velo sugli intrecci politica-malaffare. Il resoconto - 73 sedute, 54 audizioni, una trasferta a Napoli. E’ l’attività della commissione, che ora trasmetter...
73 sedute, 54 audizioni, una trasferta a Napoli. E’ l’attività della commissione, che ora trasmetterà tutto al tribunale. Primo allarme: gli “strani” cantieri edili, facenti capo sempre agli stessi soggetti economici. Soggetti legati alla malavita operavano tramite srl e prestanome. La commissione fa luce su una consolidata pratica illecita: dipendenti pubblici avrebbero ricevuto compensi per eludere i controlli. “Nell’ambiente interessato – si legge – la pratica corruttiva è ampiamente conosciuta e non denunciata”. Secondo i testi, le quote di Fincapital erano così ripartite: 40% all’avvocato Livio Bacciocchi, 10% a Fiorenzo Stolfi, 40% a Romano Zanotti e 10% a Monica Fantini. La commissione ha scoperto un libretto al portatore, aperto da Stolfi con 100 milioni di lire, chiuso 3 giorni dopo e cambiato in contanti versati sul conto Fincapital, la causale era “aumento capitale sociale”. Alcune attività imprenditoriali, per la commissione, sono cresciute all’ombra di protezioni politiche, a volte vere e proprie connivenze. Altri politici visti spesso nello studio dell’avvocato Bacciocchi: Gabriele Gatti, Claudio Podeschi, Moreno Benedettini. Il primo per l’acquisto di un appartamento all’ex Symbol, per il quale avrebbe versato due tranche in contanti da 100mila euro l’uno, quando l’uso dei contanti era già limitato per legge. Per la commissione pagamenti anomali, Bacciocchi replica: “Per me no, con Gabriele Gatti no”. Podeschi acquistava un appartamento a Fiorina per la figlia; Stolfi un appartamento al mare. Un teste ha riferito di aver origliato una telefonata in cui Moreno Benedettini, per conto di Antonello Bacciocchi, chiedeva all’avvocato Bacciocchi 50mila euro, si presume a titolo di tangente. Un teste dice che Antonello Bacciocchi li chiedeva per il partito, poi se li era tenuti per sé. Benedettini ha smentito, dice anche di non ricordare di aver ritirato 30mila euro in contanti dallo studio Bacciocchi. Visti anche Clelio Galassi, Nadia Ottaviani, Federico Pedini Amati. “Entrare nello studio Bacciocchi non è reato – rileva la commissione – fa comunque scalpore la processione di gente, consiglieri e portaborse che entravano in garage e arrivavano direttamente dall’avvocato”. La commissione ha indagato sul Ritrovo dei Lavoratori di Serravalle, sull’ex Symbol e sul caso lotti di Valdragone, quest’ultimo archiviato dal commissario Battaglino: la commissione ha accertato che all’epoca i protagonisti non dissero la verità perché vincolati da “patto di omertà” stipulato tra loro e col consigliere Stolfi.
Tante le relazioni di Francesco Vallefuoco: con Roberto Zavoli e, tramite lui, con Livio Bacciocchi. Fincapital aveva finanziato il Mod’s Club Kafè, abituale luogo di ritrovo per Vallefuoco e i suoi ragazzi. Qui viene visto Gabriele Gatti. E poi tante cene coi politici: Vallefuoco ci va con Gatti, con Stolfi, è visto anche con l’avvocato Massimiliano Annetta di Firenze, al Wtc di Dogana incontra Podeschi per parlare di affari legati al commercio di cemento e zucchero, e di un recupero crediti dalla Grecia. Testi raccontano di aver subìto minacce, c’è chi lo ha riferito a Salvatore Vargiu. Rapporti stretti con Moreno Benedettini, che a Vallefuoco insegnava anche come rendere inesistente il numero utilizzato su schede telefoniche.
Vallefuoco non voleva che il suo meccanismo si inceppasse. Viste le difficoltà politiche in cui si sarebbe trovato il suo interlocutore, il ministro Fiorenzo Stolfi, Vallefuoco si muove anche su altri referenti politici e con Gabriele Gatti, esponente della componente politica ritenuta vincente, stringe un rapporto confidenziale, correvano anche al mare insieme. Le responsabilità politiche rilevate dalla commissione sono quindi a carico di Fiorenzo Stolfi e Gabriele Gatti.

Francesca Biliotti

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