Il cosiddetto Piano parallelo - e più in generale lo stato della giustizia sammarinese - sono stati protagonisti del Comma Comunicazioni in Consiglio Grande e Generale.
Ad aprire il dibattito è stato Gian Nicola Berti (Alleanza Riformista), che ha parlato della presentazione di un progetto di legge costituzionale volto a istituire una commissione d’inchiesta con poteri inquirenti sulle vicende legate alla tentata cessione delle quote di Banca di San Marino da parte dell’Ente Cassa e alle successive indagini. L'obiettivo della maggioranza, ha spiegato Berti, è fare piena luce su fatti che, stando alle ipotesi investigative, potrebbero configurare reati gravissimi. Il capogruppo ha sottolineato l’approccio “responsabile” della maggioranza e la volontà di procedere nel rispetto dell’attività della magistratura, anche alla luce della recente desecretazione di alcuni atti: “Se c’è già stata una desecretazione degli atti è evidente che il lavoro del tribunale è abbastanza avanti”.
Per questo motivo la commissione d’inchiesta partirebbe solo dopo la conclusione della fase inquirente, per evitare sovrapposizioni con il lavoro dei magistrati. L’intenzione è quella di approvare una legge costituzionale e non qualificata, per garantire all’organismo “tutti i poteri necessari ed utili a fare piena luce”. Berti ha infine rivolto un appello anche alle opposizioni: “È una vicenda che di politico non ha nulla se non eventuali comportamenti di singoli. La commissione d’inchiesta deve essere super partes”.
Sulla questione è intervenuto anche il Segretario di Stato Andrea Belluzzi, che ha confermato la disponibilità dell’esecutivo per "trovare la massima condivisione su un progetto di legge unico” con tutte le forze politiche. Nel suo intervento il segretario ha anche toccato altri temi, dalla sicurezza — annunciando un nuovo bando per il potenziamento delle forze di polizia — fino a un ringraziamento al professor Glauco Giostra per il lavoro svolto alla guida del Collegio Garante e agli auguri di buon lavoro al nuovo presidente Fabio Elefante.
Di segno diverso l’intervento di Nicola Renzi (Repubblica Futura), che ha criticato la scelta della maggioranza di rinviare l'istituzione della commissione, che per l'opposizione doveva essere immediata: “Abbiamo chiesto subito una commissione d’inchiesta - ha detto - per salvaguardare le indagini e accertare eventuali responsabilità politiche e istituzionali”. Per il capogruppo di RF “era ed è in gioco il presente e il futuro del nostro sistema del credito”.
"La nostra speranza - ha aggiunto il consigliere di Domani Motus Liberi Gaetano Troina - è che questa maggioranza, che a suo dire è così trasparente e così disponibile, voglia condividere con le opposizioni il testo, almeno prima del deposito, o comunque che non venga depositato nel giro di pochissimi giorni prima della discussione, perché altrimenti la trasparenza e la condivisione vanno a farsi benedire" . Troina, facendo riferimento al primo comunicato del dirigente del tribunale Canzio in cui si parla di "responsabilità politiche", ribadisce di voler sapere "quali sono le responsabilità politiche perché non ci torna".
Il capogruppo Dc Massimo Andrea Ugolini ha ribadito che la preoccupazione della maggioranza "è sempre stata capire quando istituire e quando far partire una commissione di inchiesta per non intralciare l’attività giudiziaria”. “Lasciamo lavorare l’autorità giudiziaria -ha aggiunto - ma comunque entro gennaio 2027 questa commissione dovrà partire per capire se ci sono aspetti di carattere amministrativo, autorizzativo o politico da approfondire”. “Non è sudditanza – ha continuato – ma rispetto di un potere dello Stato che sta portando avanti un’indagine molto delicata”.
Sul tema della giustizia è intervenuta anche Sara Conti di Repubblica Futura, richiamando la recente sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo nel caso Simoncini contro la Repubblica di San Marino. “Quella sentenza - ha detto - non è soltanto una decisione giuridica, ma parla molto da vicino alla politica sammarinese”. La Corte – ha ricordato – ha ritenuto che l’introduzione di una normativa retroattiva nel 2020 abbia inciso sull’equilibrio del procedimento e sul diritto a un giusto processo. “La giustizia non si riforma con le leggi retroattive – ha affermato – e non può diventare terreno di scontro politico permanente”.
Nel dibattito è entrata anche la recente decisione del giudice d’appello David Brunelli, che con ordinanza del 27 febbraio ha disposto l’immediata scarcerazione dei coniugi Del Vecchio e Manduchi ridimensionando l’impianto accusatorio legato al presunto piano parallelo. “Se l’inquirente dice una cosa e un altro giudice dice l’opposto - ha detto Gian Nicola Berti - non è sempre vero che abbia ragione per forza uno solo”. Il capogruppo, pur ribadendo la propria fiducia nella magistratura, ha sostenuto che “molto spesso i giudici d’appello pronunciano sentenze senza aver letto gli atti, soprattutto quando si tratta di provvedimenti cautelari”. Parole che hanno provocato la replica di Nicola Renzi che ha invitato a chiarire eventuali accuse verso i magistrati. “Se qualcuno sa che i giudici fanno sentenze senza leggere le carte, lo dica chiaramente e vada a fare denuncia in tribunale”.
Sul tema è intervenuto anche il Segretario Belluzzi: “Sono provvedimenti che rispetto perché vanno sempre rispettati. - ha detto - Si possono non condividere, ma cui si deve il massimo rispetto”. Belluzzi ha ricordato che “la storia dei processi non si ferma nella fase istruttoria, ma si conclude nel dibattimento o comunque nei provvedimenti finali. I processi vanno letti alla fine e non in itinere”. Da qui l’invito alla politica ad attendere gli sviluppi della vicenda giudiziaria per trarre conclusioni. Anche la consigliera di Rf Antonella Mularoni ha criticato le dichiarazioni di Berti: “Mi preoccupa sentire dire che un giudice emette provvedimenti senza leggere gli atti”.
Il dibattito ha toccato anche il quadro internazionale e le ricadute economiche. Emanuele Santi (Rete) ha criticato il mancato aggiornamento sullo stato dell’Accordo di Associazione con l’Unione Europea: “La firma continua a slittare - ha detto - doveva arrivare nel 2025, poi entro l’anno, poi entro marzo 2026 e ancora non c’è”. Santi ha chiesto chiarimenti anche sulle tensioni internazionali e sui rincari energetici: “Siamo in una fase in cui la guerra ha effetti anche su di noi, con l’aumento dei prezzi di carburanti ed energia”. Il consigliere ha poi sollecitato un avvio rapido della commissione d’inchiesta: “Le persone chiedono cosa è successo nella mancata vendita della Banca di San Marino e cosa sia questo piano parallelo”.
Molto critico anche Fabio Righi (Domani Motus Liberi), che ha collegato la vicenda alle difficoltà del quadro economico e politico del Paese. “L’aumento del carburante alle pompe è sotto gli occhi di tutti e molte famiglie sono in difficoltà”, ha detto. Secondo Righi "il paese ha bisogno di risposte mentre il dibattito continua a essere dominato dagli scandali”. Il consigliere ha sollevato interrogativi sulla gestione della vicenda legata alla tentata vendita di BSM: “Il problema politico esiste e riguarda le responsabilità di chi ha fatto determinate nomine”.
Miriam Farinelli (Repubblica Futura) ha parlato dell’impatto dell’inflazione e dell’aumento degli affitti, ricordando l’aumento delle richieste di aiuto alla Caritas da parte delle famiglie residenti a San Marino. "Di fronte a queste difficoltà - ha detto - si devono adottare misure per sostenere i cittadini e le imprese, introducendo aiuti economici per le famiglie, bonus energetici e politiche vere per calmierare i prezzi degli affitti". Proposto inoltre "un piano per mettere in sicurezza il sistema economico e tutelare i cittadini rispetto agli effetti avversi della situazione internazionale".
Sui riflessi economici delle tensioni internazionali si è soffermato anche Giovanni Maria Zonzini (Rete), che ha richiamato l’impatto della crisi energetica seguita all’attacco statunitense contro l’Iran e alle conseguenze sullo stretto di Hormuz. “La chiusura di quello snodo fondamentale per il commercio petrolifero ha determinato un’ondata speculativa sui mercati energetici con un’impennata dei costi del carburante”, ha osservato. Zonzini ha depositato un ordine del giorno per chiedere interventi urgenti: “Servono misure straordinarie per calmierare i costi dell’energia e dei carburanti, ad esempio aumentando il rimborso sulla Smac card di almeno 10 centesimi al litro”.
Analogo il suggerimento del consigliere di Libera Luca Della Balda, che ha suggerito di sviluppare ulteriormente la Smac Card come strumento per politiche economiche e sociali: “Potremmo accreditare direttamente ai cittadini bonus energetici o misure di sostegno al reddito e incentivare i consumi sul territorio”.
Critiche al governo sono arrivate anche da Antonella Mularoni (Repubblica Futura): “In un momento di crisi internazionale e di difficoltà per molte famiglie ci aspetteremmo ben altro dal Congresso di Stato”, ha detto. Mularoni ha chiesto chiarimenti anche sul percorso verso l’Accordo di associazione con l’Unione Europea e sul recepimento dell’acquis comunitario: “Dopo la relazione di dicembre è calato il silenzio e non sappiamo a che punto siamo”.
Dallo stesso partito, Matteo Casali ha parlato dell'arrivo di una "tempesta perfetta che inciderà sulla qualità della vita dei sammarinesi”, ha detto, chiedendo quale sia “la cabina di regia del governo rispetto a questi scenari”. Nel suo intervento il consigliere ha criticato anche gli Stati Generali dell’economia, definiti “un evento distante dai bisogni concreti delle persone”, e ha puntato l’attenzione sulla questione abitativa. Secondo Casali la legge sulla casa non avrebbe prodotto risultati concreti: “Il canone calmierato non ha risolto l’emergenza affitti e rischia addirittura di farli aumentare”. Casali ha inoltre sollevato una questione politica legata al referendum sulla giustizia che si terrà in Italia, chiedendo al governo quale sia la posizione ufficiale dell’esecutivo e definendo “inopportuno” il coinvolgimento nella campagna referendaria italiana di un collaboratore della Segreteria di Stato per l'Industria con doppia cittadinanza.
Il Segretario di Stato Alessandro Bevitori, intervenuto per rispondere alle sollecitazioni sul caro energia e sulle politiche di sviluppo, ha richiamato gli Stati Generali dell’economia tenuti nei giorni scorsi, definendoli “un momento importante di confronto con il mondo economico, le associazioni di categoria, i sindacati e il settore finanziario. Si è parlato di economia a 360 gradi - ha aggiunto - io credo che sia stato veramente importante questo momento di confronto, in particolare perché credo che qui la politica dovrebbe tutta interrogarsi sul metodo". Tra i temi affrontati anche l'autonomia energetica e le strategie per lo sviluppo economico.
Nel dibattito si è parlato anche del nuovo sistema di trasporto pubblico a chiamata Smuvi, promosso dalla Segreteria di Stato guidata da Alessandro Bevitori. Gaetano Troina (Domani Motus Liberi) ha segnalato alcune criticità: “I nostri concittadini ci dicono che l’applicazione non consente di trasmettere segnalazioni di malfunzionamento e che al centralino è difficile parlare con un operatore”. Secondo Troina il sistema dovrebbe garantire maggiore accessibilità: “Se è un servizio a chiamata deve funzionare come servizio a chiamata, soprattutto per le persone che hanno più difficoltà a utilizzare la tecnologia”. Di segno diverso Dalibor Riccardi (Libera), che ha invece espresso apprezzamento per l’avvio della sperimentazione. “Sono stati effettuati circa 1400 viaggi e registrati quasi 3900 utenti, numeri significativi per una realtà piccola come la nostra”, ha osservato. Il progetto è stato citato in chiave critica anche da Fabio Righi (Domani Motus Liberi): “L’argomento del giorno sembra essere che Smuvi ha fatto 3900 passeggeri”, ha detto, invitando a concentrarsi su altre questioni ritenute più urgenti. A replicare è stato il Segretario di Stato Alessandro Bevitori, che ha ricordato come il servizio sia ancora in fase di avvio: “Ci sono state segnalazioni e criticità che verranno prese in considerazione per migliorare il servizio”. “Da qualche parte bisognava partire”, ha aggiunto, ringraziando gli utenti che stanno utilizzando il sistema.
A chiudere il confronto pomeridiano è stato il Segretario di Stato alla Giustizia Stefano Canti, che ha replicato alle critiche sul tema giustizia e sul rapporto tra politica e magistratura. “Il messaggio che stiamo dando al Paese è devastante”, ha detto riferendosi al clima del dibattito politico. “La politica non si deve intromettere nella magistratura” è stato il suo appello. Canti ha ricordato le vicende del passato, citando “Buriani e la cricca” come esempio delle interferenze politiche sulla giustizia. “Le sentenze vanno rispettate, ma non sono ancora definitive”, ha aggiunto. Il segretario ha poi spiegato di aver messo a disposizione della Commissione Giustizia tutta la documentazione ricevuta dal governo nell’ambito delle indagini, sottolineando che l’Eccellentissima Camera e il Congresso di Stato si sono costituiti parte civile nella vicenda. “Non abbiamo nulla da nascondere”, ha affermato. Di qui la richiesta alla Commissione Giustizia "di condividere la documentazione in nostro possesso proprio per lavorare in modo trasparente e congiunto”.
Il comma Comunicazioni, interrotto alle 17:00 per l'elezione dei nuovi Capitani Reggenti, riprenderà domani alle 14:00.