Diritto, Accordo di Associazione e Collegio Garante: sono i temi su cui si sono focalizzate le audizioni del professore Guido Guidi, del presidente del Collegio Garante della costituzionalità delle norme Glauco Giostra e del vice presidente Giuseppe de Vergottini sentiti nel corso dei lavori della Commissione Speciale per le riforme istituzionali.
Guidi, professore universitario di Diritto Pubblico Comparato e di Diritto Amministrativo, si è soffermato sulla centralità storica del Consiglio Grande e Generale. Rispetto al dibattito europeo su premierato e presidenzialismi, ritiene che San Marino privilegi la stabilità alla “governabilità”, giudicando positive le riforme elettorali recenti e mettendo in guardia contro lo scioglimento automatico del Consiglio. La centralità del Consiglio, rimarca, implica la centralità dei partiti, ma propone anche di rafforzare le istituzioni che gli stanno accanto: valorizzare la Reggenza come garante, riconsiderare il finanziamento spostandolo dai partiti ai gruppi consiliari e avanzare - come provocazione - l’idea di legare più strettamente i vertici di partito al Congresso di Stato. Sul piano tecnico, distingue in modo netto legge costituzionale, legge qualificata e regolamento consiliare, chiedendo di usare ciascuno nel proprio ambito. Riconosce poi la cura posta nel Collegio Garante e suggerisce di valutare un ricorso diretto per lesioni gravi dei diritti.
Collegio Garante tema su cui sono intervenuti Glauco Giostra e Giuseppe de Vergottini, rispettivamente presidente e vice presidente dell'organo costituzionale. Giostra pone l'accento sulla funzione fondamentale del Collegio, ma segnala anche il disagio dei membri supplenti, che pur dovendo studiare l’intero ordinamento sammarinese non dispongono di un ruolo pienamente valorizzato. Interviene poi sulla disciplina dei decreti-legge e suggerisce l’istituzione di un ufficio stampa del Collegio. In chiusura un appello: innovare senza demolire e crescere “appoggiandosi” alla tradizione migliorandola.
De Vergottini sottolinea l'importanza di muoversi con molta delicatezza, evitando di voler riformare tutto contemporaneamente e consiglia di fare delle scelte politiche chiare e privilegiare alcuni interventi: “È irrealistico pensare di rivedere l’intero ordinamento. Concentratevi sulle priorità più urgenti, così sarà più facile ottenere risultati concreti”.