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Commissioni d'inchiesta banche, Celli: "Va fatta chiarezza"

Questa sera si dimetterà da membro di segreteria di SSD ma rimarrà nel Consiglio Direttivo.

di Michele Giardi
27 mag 2019
Simone Celli, foto repertorioSimone Celli
Simone Celli

Le due commissioni d'inchiesta “un segnale positivo per fare emergere la verità sulle vicende bancarie degli ultimi venti anni, inclusa la più recente riguardante Banca Cis". Commenta così all'Ansa l'ex Segretario alle Finanze Simone Celli.

Parla da “ osservatore esterno”. Lo ribadisce a più riprese e vuole che sia chiaro: “ prosegue – ci dice - il mio disimpegno dalla politica attiva”. E' convinto che il risultato dell'indagine "sarà chiarificatore". La commissione inchiesta – spiega – ha una sua logica perché in termini politici “va fatta chiarezza”. Non solo sul Cis – aggiunge - ma sull'intero sistema. Compresa Carisp, per ricostruire la storia di un dissesto che “questo governo – afferma - ha la colpa di aver fatto emergere, non creare”. Chiarezza anche sui crediti d'imposta riconosciuti nelle varie operazioni di salvataggio. “Al pari delle eventuali responsabilità politiche – aggiunge - vanno anche attentamente valutati i comportamenti dell'autorità di vigilanza e degli amministratori dei singoli istituti di credito".

Sui rapporti interni alla maggioranza preferisce non commentare, così come non esprime giudizi rispetto ai cinque “franchi tiratori”. Si limita ad un desiderio: che l'azione di Adesso.sm prosegua. “Credo che le tre forze di maggioranza – dice - abbiano le carte in regola per ritrovare lo slancio e l'entusiasmo della prima fase della legislatura”. Più in generale rileva una situazione complessa, che richiede interventi strutturali importanti, la messa in sicurezza del bilancio e la riorganizzazione del settore finanziario. “È un momento chiave della legislatura e dell'esperienza di Adesso.sm”. Spera che il clima di conflittualità permanente sia superato in nome di un paese “che deve essere salvato”.

Riguardo al suo ruolo in SSD, questa sera si dimetterà “ per motivi personali” da membro di segreteria . “Ma rimarrò – aggiunge – nel Consiglio direttivo”.