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Congresso PSD, Giovagnoli: "Basta personalismi e divisioni"

28 set 2013
Congresso PSD apre con il discorso di GiovagnoliCongresso PSD si apre con l'intervento di Giovagnoli
Congresso PSD si apre con l'intervento di Giovagnoli - Il discorso del segretario uscente Gerardo Giovagnoli apre il congresso dei Socialisti e dei Democra...
Con un lungo, caloroso e affettuoso applauso in ricordo di Emma Rossi, il partito dei socialisti e dei democratici ha aperto il suo secondo congresso. Un tributo ad una donna forte e illuminata che ha lottato per unire il cammino delle forze riformiste.
Una figura ricordata anche dal Segretario uscente, Gerardo Giovagnoli, che nel suo discorso ha riservato uno sguardo critico e severo al passato della politica degli ultimi anni, con un occhio attento e sensibile al futuro.
Ha ricordato le scelte compiute per affrontare la fase di emergenza del Paese, con la costituzione della attuale coalizione di maggioranza, sottolineato i passi compiuti nella direzione della modernizzazione. "L'inserimento nel contesto internazionale - ha detto - e' un cammino iniziato e destinato a non fermarsi più". Sul rapporto con l'Unione Europea e l'imminente referendum ha parlato di evento storico, per il PSD e per il Paese, ricordato la prossima celebrazione del 25ennale dell'ingresso di San Marino nel Consiglio d'Europa, sottolineato come l'impegno della Repubblica abbia dimostrato la sua capacità di essere incisiva e degna di nota non solo a livello europeo. Un cenno alla riforma tributaria e il segnale forte mandato alla politica dallo sciopero
generale: "Uno sprono importante - lo ha definito - per impegnarsi a trovare un accordo condiviso per un provvedimento necessario".
Per il futuro bene la ricerca di un rigore nei conti e l'eliminazione di ogni forma di spreco, ma senza dimenticare la necessità di qualificare la spesa pubblica, di favorire gli investimenti, lo sviluppo, la ripresa economica e la costruzione di infrastrutture strategiche. Sulle relazioni politiche la conferma della volontà di essere elemento di attrazione per le forze riformiste. Basta personalismi, divisioni o la ricerca di condivisioni non tattiche.
Si deve lavorare sulle prospettive, sulle riforme, sull'idea che abbiamo - ha detto - del Paese".
Una promozione convinta della coalizione Bene Comune e dell'operato della maggioranza, nata per sostenere con determinazione cambiamenti che non devono durare una sola
legislatura.
Apprezzato il disgelo nei rapporti con il Partito Socialista con cui auspica l'apertura di una nuova era. "Le forze riformiste - ha affermato con convinzione Giovagnoli - non devono essere disperse in più rivoli. Dobbiamo lavorare per ritrovare le ragioni dell'unità".
Un invito che rivolge a Sinistra Unita ma anche all'Upr, di cui ha apprezzato l'atteggiamento responsabile in questi mesi di confronto politico. Un dialogo che deve essere coltivato maggiormente già nei giorni successivi al congresso. Difficile il rapporto con i movimenti, in particolare con Rete, da cui il PSD si sente distante nell'idea di modello del Paese. Con Civico 10, Giovagnoli ritiene interessante il confronto sulla comune
visione sul referendum europeo. È qui una ammissione di responsabilità:" Non siamo stati in grado - ha detto - di intercettare quella richiesta di una parte dell'elettorato, fatta
soprattutto di giovani, che chiedevano una decisa rottura con certe pratiche o messaggi non chiari tipici di un partito tradizionale. Ai movimenti - ha aggiunto - invidio la capacità
di rendere appassionata e coinvolgente, e quindi attrattiva, l'ideazione ed il confronto politico".
Al suo partito però il Segretario riconosce la capacità di aver saputo interpretare il cambio di passo, per il quale ancora c'è da lavorare. Giovagnoli si è messo a disposizione per continuare il lavoro per aumentare la forza politica e ideale del PSD.
Nel futuro vuole che il suo partito sappia dare fiducia e speranza ai cittadini, dare risposte a chi si trova in difficoltà, a chi è disoccupato. Invita a guardare alla prospettiva piuttosto
che agli errori del passato. "San Marino - ha concluso- deve tornare ad essere fiorente, poggiando però su pilastri sostenibili e duraturi".

Sergio Barducci