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Consiglio alle prese con Decreti Delegati

19 feb 2016
La ReggenzaConsiglio alle prese con Decreti Delegati
Consiglio alle prese con Decreti Delegati - E' la mattinata dei decreti delegati. Sono 17. l'Aula ratifica, senza emendamenti, quello sull'istit...
E' la mattinata dei decreti delegati. Sono 17. l'Aula ratifica, senza emendamenti, quello sull'istituzione e regolamentazione dell'Agenzia per lo sviluppo Digitale. Un passaggio storico – la definisce Marco Arzilli, che andrà a colmare il gap tecnologico. L'agenzia punta sui 7 pilastri definiti a livello europeo. A partire dal mercato digitale unico: il nostro paese ne farà parte. C'è poi l'aspetto legato alla sicurezza: servono contrasti alla criminalità informatica. Tutti d'accordo, in Consiglio, sulla bontà del progetto. Ma con dei distinguo. Per Upr l'Agenzia sembra un' Authority. E ritiene che sette membri siano troppi. Si vuole piazzare qualcuno? No, risponde Marco Arzilli, “così non si dovrà attingere esternamente per altre competenze”. Mentre Civico 10 punta il dito sull'ostacolo delle telecomunicazioni. “Possiamo fare miliardi di decreti – dice - ma tutto crollerà”. Il Segretario Mularoni rassicura: si sta lavorando, il servizio sarà migliore. L'attenzione dell'Aula viene poi catturata dalla questione carburanti. Passa il decreto che conferma le agevolazioni per il settore dei trasporti. Si riduce, cioè, il carico fiscale sui carburanti da autotrazione. Rete attacca. E' un incentivo, dice Matteo Zeppa, che deve valere per tutti, non solo per le ditte con almeno 25 unità lavorative, altrimenti si fa concorrenza sleale. Insomma, che si aiuti tutto il settore, anche i piccoli.
Mentre Upr torna a chiedere che San Marino applichi una sua politica tariffaria nazionale. I tempi – dice Marco Podeschi – sono maturi. L'emendamento di Rete non passa. Il Decreto viene ratificato, così come quello su interventi in favore di anziani e persone con disabilità che si avvalgono dell'assistenza continua. Assistenza sempre più in mano a stranieri, soprattutto provenienti da Ucraina e Romania. Per qualcuno, come Rete, sono figure regolarmente schiavizzate all'interno del nostro sistema. Hanno bisogno di lavorare e lo fanno 24 ore al giorno per un importo insignificante. Con trattamento diverso, forse, sarebbero disposti a farlo i sammarinesi. “Non stiamo riducendo i loro diritti ma li stiamo potenziando in equilibrio con la nostra realtà sociale ed economica, spiega Mussoni. Si vogliono semplificare procedure complesse ma anche dare tutele e garanzie alle famiglie e a chi opera in esse”.

mf