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Consiglio: approvate all'unanimità le modifiche alla legge elettorale

Recepito il referendum del 2 giugno ed introdotte altre modifiche: sbarramento al 5%; tre preferenze per gli interni ed una per gli esteri; obbligo di dichiarare l'eventuale alleanza per formare il Governo, prima del voto

31 lug 2019
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48 sì, su 48 votanti. Alla fine l'unanimità è stata raggiunta sulle modifiche alla legge elettorale, a partire dal recepimento del referendum del 2 giugno, ma il rischio che tutto potesse saltare è rimasto sullo sfondo per gran parte della giornata. Le divergenze non erano, principalmente, sul merito dell'accordo raggiunto in mattinata al tavolo istituzionale, ma sul metodo. Repubblica Futura ed anche alcuni di Ssd avrebbero preferito approvare le modifiche alla legge elettorale a settembre, per poter affinare tutti gli aspetti concordati, mentre l'intera opposizione e Civico 10 erano favorevoli al voto nella seduta odierna.

Così è andata anche se, a settembre, arriverà in seconda lettura un progetto di legge della maggioranza che verrà utilizzato per introdurre eventuali correttivi. Il testo approvato, frutto di mediazione, ha introdotto diverse novità oltre a quelle dettate dall'esito referendario: lo sbarramento per ottenere seggi in Consiglio è stato elevato al 5%; le preferenze vengono aumentate a tre per gli elettori residenti e per gli esteri resta la preferenza unica; diventa obbligatoria una dichiarazione pre-elettorale in cui si indica con chi ci si vuole eventualmente alleare per formare una maggioranza dopo il voto; se la maggioranza nasce da alleanze post-voto, deve essere di almeno 35 consiglieri. Estesa l'incompatibilità alla presenza in Consiglio già prevista per i coniugi, anche ai soggetti uniti civilmente.

Espressa soddisfazione, per il risultato raggiunto, da parte di tutte le forze politiche. Non mancano tuttavia i distinguo e fuori dall'aula c'è anche chi ha parlato di inapplicabilità o profili di incostituzionalità del provvedimento approvato. Adesso.sm ha sottolineato che in ogni caso non è mai stata in discussione la tenuta del Governo mentre l'opposizione non nasconde il desiderio di sperimentare le modifiche alla legge elettorale, il prima possibile.


Abbiamo chiesto un commento a Alessandro Cardelli (SSD) e Roberto Giorgetti (RF)