Consiglio: Ciavatta, "al via incontri con associazioni per scongiurare debito estero", Morganti, "esigenze stato richiedono passi indietro"

12 dic 2018
Il Consiglio riprende dal comma comunicazioni, ieri dominato dalla Giustizia - Consiglio: Ciavatta, "stiamo avviando incontri con associazioni per scongiurare debito estero", Morg...
Il Consiglio riprende dal comma comunicazioni, ieri dominato dalla questione dei verbali della commissione Giustizia. Ieri sera la seduta si è chiusa con l'intervento di Matteo Zeppa che ha chiamato in causa SMRTV e il suo Direttore Carlo Romeo, accusandolo di faziosità. Il riferimento va all'editoriale nell'edizione serale del tg, in risposta al commento dell'ex magistrato dirigente su Tv di Stato e suoi professionisti in Commissione Giustizia, come riportato sul giornale l'Informazione. Giustamente il direttore Romeo vuole tutelare l'azienda e chi ci lavora – dice il Consigliere di Rete – ma avrebbe dovuto fermarsi lì. Zeppa accusa la maggioranza di aver innescato un cortocircuito, creando i presupposti per un'informazione non veritiera.

I lavori dunque riprendono con Roberto Ciavatta che guarda a Giugno come punto di non ritorno, “troppi i provvedimenti che scadono nella finanziaria, aperture di credito che sarà difficile risarcire. Dovremo fare i conti con una situazione finanziaria difficile da affrontare”. Per Ciavatta deve essere chiaro che il Governo ha creato condizioni tali per cui fra sei mesi o si attiva un prestito estero o lo Stato non potrà andare avanti, "o si fa macelleria sociale tagliando 60 milioni di euro l'anno o entrano 100 milioni in più”. Si appella quindi al paese, a partire dalle categorie economiche con le quali è aperto il confronto per scongiurare questa ipotesi, "per stilare una presa di impegno per presentarci come paese serio, che cerca soluzioni". Nell'incontro con Abs - racconta Ciavatta - Rete ha espresso perplessità sul fatto che è stato sfiduciato dalla Banca di San Marino Lombardi. La prospettiva unitaria – aggiunge - dovrà accomunare tutte le associazioni e "difficilmente questa unificazione di intenti può essere promossa dalla maggioranza consiliare”.

“Lavorare per un nuovo paese è fra i nostri obiettivi – afferma Giuseppe Morganti – e più volte i nostri appelli sono andati in questa direzione”. Morganti aggiunge che gli stakeholders sono disposti a trovare soluzioni nella consapevolezza che le esigenze dello Stato richiedono passi indietro degli interessi delle singole associazioni e categorie. “Ragionamento – spiega – che sta portando a nuove politiche” che si augura possano trovare spazio nella legge finanziaria. Sulla giustizia, chiarisce che il ricorso rivolto al Collegio Garanti non è contro qualcosa o qualcuno ma chiede l'interpretazione di un fatto che interessa non solo la contingenza ma anche il futuro. Ribadisce la necessità che i consiglieri siano edotti degli argomenti che devono discutere in aula. Riguardo invece all'accusa rivolta alla maggioranza di voler fare fuori la Pierfelici dal tribunale, “niente di più inesatto” dice, ricordando che è stato chiesto in Ufficio di Presidenza che la documentazione fosse messa a disposizione in maniera segreta. “Nessuno vuole la sua pubblicazione”.

Il comma si chiude con l'ordine del giorno dell'opposizione, presentato da Oscar Mina, in cui si chiede un confronto con le Segreterie competenti sull'attuazione della convenzione sul Polo della Moda prima che il Governo ne deliberi modifiche.

Corre via veloce, con i suoi 129 articoli, la legge sulla protezione dei dati personali. 29 i voti favorevoli, 10 gli astenuti. La Dc accusa la maggioranza di forzature, “è mancato – dice – il doveroso confronto con le forze di opposizione”. Di diversa opinione Adesso.sm che esprime soddisfazione, ricordando che la legge mette in linea il paese con i regolamenti europei, dando risposte concrete alle aziende. Il Segretario agli Interni Zanotti ringrazia l'Aula per aver permesso l'approvazione della norma in tempi celeri “inaspettati”.

Trova poi tutti d'accordo il decreto sul Fondo Straordinario di tutela dalle frodi finanziari. Prevede un intervento dello Stato a supporto delle persone che abbiano subito frodi o truffe da parte di soggetti autorizzati, a condizione che vi sia una condanna passata in giudicato. Le somme sono gestite da Banca Centrale con autonomia patrimoniale, attraverso modalità che saranno previste da apposito regolamento. Il fondo sarà alimentato da confische e sequestri nonché da una percentuale delle entrate dello Stato. Per qualcuno si poteva agire prima, ma il plauso va ad un provvedimento che – afferma la maggioranza – rafforza la fiducia nel sistema bancario. Alessandro Mancini ringrazia il governo per aver ottemperato all'impegno della legge bilancio del 2017. Sull'esigua alimentazione del fondo “occorre fare di più – concorda Alessandro Bevitori - il sistema ha bisogno di strumenti di questo tipo”.

MF