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Consiglio: in Comma Comunicazione le lettere di Guzzetta e della Vicini

25 feb 2019
Consiglio Grande e Generale
Consiglio Grande e Generale
Solo pochi giorni di pausa e il Consiglio torna già a riunirsi per affrontare le istanze d'arengo. Ma è ancora la giustizia a tenere banco, in attesa dell'approvazione del progetto di legge con gli emendamenti della maggioranza che riconoscono a Giovanni Guzzetta poteri del magistrato dirigente. Sono quindi attese nuove scintille, anche alla luce della presa di posizione dello stesso Dirigente del Tribunale con una lettera alla Reggenza. Di giustizia si tornerà a parlare anche con l'avvio della procedura di reclutamento di due Giudici d’Appello e la Relazione sullo stato della giustizia dal 2015 al 2017. In attesa della bagarre sul tribunale, l'Aula affronta – a distanza di dieci giorni - un nuovo Comma Comunicazioni. A dominare questioni legate al territorio, con Augusto Michelotti ancora una volta nel mirino dell'opposizione. Stefano Canti lo attacca per l'assenza di un piano infrastrutturale per opere strategiche di rilancio del comparto turistico; Davide Forcellini lo chiama invece a rapporto per il degrado in alcuni castelli e l'assenza di programmazione del verde, accusandolo di aver tradito le aspettative di chi, da lui, sperava un'alternativa green. Propone poi un odg che partendo dall'approvazione del parlamento europeo, introduce il divieto dal primo gennaio 2021 a prodotti in plastica monouso. Nel dibattito, però, entra anche un'altra questione. Non è stato solo il Dirigente Guzzetta a scrivere alla Reggenza. Con una lettera rivolta ai Consiglieri, il Comandante della Polizia Civile Albina Vicini chiede rispetto dopo il dibattito che ha accompagnato l'approvazione del decreto su Profili di Ruolo e primo Fabbisogno. Una comunicazione “fuori dalle regole istituzionali” che non piace a Teodoro Lonfernini.
Per Mimma Zavoli sono stati utilizzati termini poco rispettosi, che servivano al gioco politico. Rincara la dose Roger Zavoli, che torna sul clima di scontro, parlando di imbarbarimento, accanimento, e nel caso specifico della polizia civile di “commenti vergognosi dell'opposizione”.
Anche Marco Gatti punta il dito contro quelle che definisce “modalità irrituali su cui si portano avanti certi temi, con le istituzioni che – avverte - non esercitano più il loro ruolo di garanzia”. Si riferisce alla lettera di Guzzetta, e in merito alla richiesta di contraddittorio, Gatti ricorda che "Carta canta" e che quindi non esiste contraddittorio "se uno non ha i requisiti".
Invita, come base per ristabilire il dialogo, la fine delle forzature istituzionali. “In questi due anni – fa notare Marina Lazzarini – la macchina del fango ha costretto chi era oggetto di insulti a scrivere alla Reggenza per fare sentire la propria voce”. La consigliera di SSD invita l'Aula ad un dialogo corretto nel rispetto di istituzioni e persone. C'è poi una terza lettera, quella degli avvocati e notai, preoccupati dallo scontro sulla giustizia. Scontro sempre vivo e ben lungi dall'essere superato. Nel frattempo Iro Belluzzi chiede alla maggioranza chiarezza su un possibile allargamento del Governo e ridistribuzione delle deleghe. “Tre stipendi in più e staff nuovi, è questo – chiede Matteo Zeppa – il rilancio che avete in mente?” E sulla richiesta ad abbassare i toni, “se venite qui con un piano allora si può fare squadra – dice - ma se non c'è possibilità di dialogare su qualcosa di concreto, continueremo a scannarci”.
Anche Guerrino Zanotti entra nel merito della lettera del Comandante Vicini, concordando con Teodoro Lonfernini sul rispetto dei canali di dialogo fra pa e istituzioni dello Stato.
Invita anche al rispetto dei ruoli, per non ledere - pur nello scontro politico - sensibilità legittime. “Necessario un dibattito – aggiunge - che porti alla collaborazione fra le forze preposte a garantire ordine e sicurezza nel paese e per le quali – conclude - possiamo spendere parole di approvazione”.


MF