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Consiglio: in Comma Comunicazioni sanità e Banca Centrale

18 feb 2016
I Capitani Reggenti
I Capitani Reggenti
L'uscita di Noi Sammarinesi dal Gruppo Consiliare Dc irrompe in Aula e le riflessioni politiche accendono i corridoi di Palazzo. Poi in Comma Comunicazioni arriva anche la questione sanitaria, dopo le ultime polemiche. Mussoni annuncia la convocazione straordinaria, il 7 marzo, della Commissione Sanità, con l'udienza del Comitato Esecutivo dell'Iss e del Collegio Sindacale. E promette un dibattito consigliare a marzo. La sanità è un nervo scoperto che scalda gli animi. Ivan Foschi e Franco Santi ricordano che il Collegio Sindacale non certifica il bilancio dell'Iss da due anni. Sotto accusa una gestione che, forse, andrebbe rivista. Su, Upr e Civico Dieci presentano un odg in cui chiedono al Congresso di Stato di valutare l'attuale governance. La sanità è in mano a chi è italiano – rileva Upr - che torna a chiedere una gestione sammarinese. C'è anche chi, come Alessandro Mancini – nuovo capogruppo del partito Socialista in sostituzione di Paride Andreoli - spera non si arrivi al dibattito di marzo con la sola audizione dei vertici dell'Iss in Commissione, ma dopo una serie di incontri con tutte le forze politiche. Mussoni richiama alla responsabilità, invita cioè a non strumentalizzare la sanità per fini politici perché così – avverte - rischiamo di fare confusione e delegittimare il corpo medico. Ma l'opposizione solleva un'altra spinosa questione: riguarda il neo presidente di Banca Centrale. Pare che Wafik Grais non si sia ancora insediato. Rete e Civico Dieci domandano se è vero che abbia fatto rimostranze sul proprio compenso. Roberto Ciavatta va oltre, e chiede conferma alle voci di una nomina di Grais alla Presidenza della Fondazione di Banca Centrale proprio per ovviare alle richieste di un compenso maggiore. Riguardo invece gli ultimi atti della magistratura, Ciavatta si stupisce che Paride Andreoli non abbia chiarito sugli accertamenti sui suoi conti correnti. Se verrà indagato – anticipa - chiederemo le sue dimissioni. Andreoli gli risponde. Spiega di aver appreso la notizia dai giornali e di non aver ricevuto al momento alcuna comunicazione. Poi ironizza: “sono all'oscuro di tutto, ma lei, Ciavatta, sarà il primo a sapere, così avrà il suo orgasmo”, chiedendo poi scusa alla Reggenza per il termine usato. Da segnalare anche la richiesta di Ap, dopo l'assoluzione per evasione fiscale degli ex vertici del Gruppo Delta, della restituzione dei 65 milioni versati al fisco italiano. Valeria Ciavatta sollecita l'azione dei vertici di Cassa di Risparmio e invita le Istituzioni a vigilare e promuovere le necessarie azioni. "E' una sentita raccomandazione di Ap – dice - nell'interesse pubblico".
MF