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Consiglio, correttivi al Testo Unico: Maggioranza, "si tutela l'acquirente"; opposizione, "danni ad un settore già in crisi"

19 giu 2018
Discussione sui correttivi al Testo Unico
Discussione sui correttivi al Testo Unico
Si riparte dal nuovo Testo Unico, per risolvere le criticità emerse dall'applicazione dell'articolo 79 nell'acquisto di fabbricati. Le modifiche sono frutto di confronto con gli ordini professionali e richiedono interventi anche ad altri quattro articoli che operano nello stesso ambito.

Augusto Michelotti conferma l'obiettivo di fondo: lotta all'abusivismo edilizio e maggior tutela dell'acquirente.

Il Pdcs presenta una sua proposta di legge che prevede, per gli immobili realizzati, modificati o la cui concessione sia stata rilasciata prima dell'entrata in vigore della nuova legge, l'applicazione di quella del '95, il cui articolo viene riformulato. Tutti gli altri dovranno fare riferimento all'articolo 79 della norma del 2017.

Il Nuovo Testo Unico – commenta Alessandro Cardelli - ha sollevato criticità fin dall'inizio. Riporta dati che confermano minori entrate. Si prevedeva di raddoppiare le imposte di registro e invece, nell'anno in corso, si è incassato tre volte meno: 180.000 euro circa contro i 574.000 nello stesso periodo del 2017.

L'opposizione non manca di sottolineare le tante contestazioni rimaste inascoltate. “Si capiva – dice Alessandro Mancini - che non poteva funzionare, ma le nostre modifiche non sono state recepite. Oggi ci troviamo in una situazione imbarazzante in un settore già in difficoltà”.

Davide Forcellini riconosce che in questo caso la Segreteria si è mossa, ma “in ritardo”. “Quando la politica si chiude nella torre d'avorio e non ascolta – avverte - gli esiti sono scritti”.

Stefano Canti attacca: “la Segreteria sta delirando. Aggiunge nel decreto emendamenti per sistemare anche altri articoli, a dimostrazione che era meglio il vecchio Testo Unico”.

SSD difende il suo Segretario. Eva Guidi sottolinea la sua disponibilità al confronto per chiarire e approfondire. Ricorda poi il cambio di filosofia totale rispetto al passato: la tutela dell'acquirente. “Perché l'acquisto di una casa per moltissime famiglie – dice - è l'acquisto per eccellenza”.

“Principio condivisibile – commenta Giancarlo Venturini – peccato che a San Marino, diversamente dall'Italia, non si permetta a chi vende di poter sanare in qualsiasi momento, c'è solo un periodo finestra prorogato al 30 novembre”.

Per Iro Belluzzi si introduce ulteriore burocrazia in una macchina già lenta. Punta poi il dito sulla sanatoria, “vera preoccupazione – dice - per le famiglie in difficoltà. Uno scoglio che le obbligherà ad accedere ad finanziamento bancario”.

Per Enrico Carattoni si banalizza il problema quando si dice che il mancato introito delle imposte di registro dipende dall'articolo 79. Nella riflessione sulla crisi edilizia guarda ad un passato “ in cui si è costruito un po' troppo e male”. Paradigma che deve essere invertito con più qualità e riconversione del settore”.