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Consiglio Giudiziario Plenario: le reazioni politiche

25 lug 2020
Consiglio Giudiziario Plenario: le reazioni politiche
Consiglio Giudiziario Plenario: le reazioni politiche

Massimo Andrea Ugolini, Segretario di Stato alle Giustizia: "Si è voluto intervenire per porre rimedio ad una criticità che si era creata con la revoca del Magistrato Dirigente Pierfelici. Vogliamo cercare di trovare le sintesi giuste per far ripartire la giustizia sammarinese nelle maniere dovute".

Matteo Zeppa, Capogruppo Rete: "Ieri è stato posto un primo mattone verso il ripristino della legalitá, decidendo di annullare in autotutela per interesse pubblico, alcune deliberazioni che hanno creato un cortocircuito nel paese. Affinché si possa tornare al dialogo, a garanzia della cittadinanza, tale percorso dovrà portare alla ricerca condivisa, di una figura garantista capace di mitigare tutte le tensioni in essere. In maniera unanime, è stata manifestata solidarietà e vicinanza alle figure delle Loro Eccellenze, chiamate in causa innumerevoli volte in queste ultime settimane, dimenticando che esse rivestono il ruolo di supremi garanti degli organismi sammarinesi”.

Denise Brozetti, Capogruppo Npr: "Alla luce dei recenti fatti e del consiglio giudiziario di ieri prendo a prestito la dichiarazione di voto di npr in occasione dell odg presentato in comma comunicazioni sulla giustizia dell ultimo consiglio per dichiarare che la politica non poteva più assistere inerme a una invasione di campo come quella operata negli ultimi anni. Serviva e serve una risposta ferma e unanime, seguita, da una iniziativa politica seria e determinata, coinvolgente e riformatrice, che tenga conto di tutto e di tutti ma con la stella polare del funzionamento della giustizia. Che possa rimettere a posto le cose, sistemare ciò che è stato rotto, un nuovo ordinamento giudiziario, un nuovo codice di procedura penale, nuovi Giudici siano giudici di carriera, che hanno scelto di fare i giudici e non di fare altro. ’Giustizia funzionante ‘ è un diritto dei cittadini in primis ma anche status di un Paese moderno che ha bisogno di attirare imprenditori e investitori. Penso che questo attacco a San Marino che proviene dall’interno del Tribunale non porti niente di buono, neanche per l’opposizione. C’è qualcuno che fatica a nascondere un sottile piacere nel vedere questo spettacolo e sotto sotto pensa che tutto questo possa mettere in difficoltà il Governo. La politica, in queste occasioni, dovrebbe dimostrarsi meno partigiana e un po’ lungimirante. Mi auguro che la storia recente serva da esempio per errori da non commettere più . Noi siamo pronti per fare come membri di quest’Aula, esercitando il potere che ci è conferito, del potere legislativo, la nostra parte per ammodernare il nostro ordinamento giudiziario, per adeguarlo alle nuove esigenze dello Stato, delle Istituzioni, dell’economia, della società, delle persone. Sappiamo che un sistema giudiziario moderno, efficace e ben funzionante è alla base di ogni stato di diritto e nel nostro Paese che fa della libertà e della democrazia la sua bandiera non può mancare una giustizia funzionante che esalti il sacrosanto principio di uguaglianza dii cittadini di fronte alla legge".

Mirko Dolcini, Capogruppo DML: "Il tribunale sta affrontando una situazione tanto delicata quanto complessa. Il consiglio giudiziario plenario si è espresso con l’intenzione di trovare equilibrio e soluzioni ad una situazione da troppo tempo eccessivamente tesa. Si lavorerà affinché il prosieguo del percorso ottenga la massima condivisione possibile".

Francesco Mussoni, Capogruppo Pdcs: "Prendiamo atto delle decisioni del Consiglio Giudiziario Plenario, cosi’ come descritte nel comunicato stampa. Ritengo sia necessario che la politica debba lavorare ad una riforma complessiva dell’ordinamento giudiziario, e parimenti determinare azioni nella direzione di ristabilire un adeguato equilibrio, serenità e dialogo istituzionale. Dialogo smarrito dalla frattura e dalla forzatura che fu condotta nel 2018 proprio sul Tribunale. Da quel peccato originale, dalla nostra denuncia politica di allora si è giunti ad oggi”.

"Dal comunicato stampa surreale - commenta RF -  emesso al termine del CGP, al quale non ha partecipato la maggioranza dei togati e vari membri politici, pare di capire che proprio la politica, 7 membri della maggioranza, si sono addossati una responsabilità ed una colpa enormi. Incuranti del parere della maggioranza dei giudici, hanno deciso, parrebbe alla presenza di 11 membri su 23, di defenestrare il Dirigente regolarmente nominato, per rimpiazzarlo con Valeria Pierfelici. Ciò apre la strada a scenari inquietanti in cui la politica, contravvenendo ad ogni principio di autonomia ed autogoverno della magistratura, ha imposto il proprio Dirigente al Tribunale, sottoponendo così il Paese a gravissime e concrete ripercussioni internazionali.

“Noi – dichiara Libera - non abbiamo partecipato al raggiungimento del numero legale perché riteniamo fallimentare la linea intrapresa sulla giustizia da questo governo, che aveva un solo obiettivo: non risollevare le sorti del paese in ambito economico e di lavoro, anche alla luce della crisi pandemica, ma – anche attraverso forzature ed azioni illegali - garantire postazioni di comando a soggetti che con la politica dovrebbero avere un ruolo dialogante ma mai di influenza totalizzante sulle scelte strategiche. Ora c'è un rischio altissimo di commissariamento del paese visto che purtroppo ad ogni azione corrisponderà una reazione da parte di soggetti che hanno una rilevanza in ambito nazionale italiano e internazionale. Noi eravamo per l'equilibrio e la responsabilità, il Governo ha fatto terra da ceci”.