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Consiglio: giustizia protagonista tra toni accesi e tentativi di dialogo

In aula il dibattito preliminare alla votazione della Legge sulla Composizione del Consiglio Giudiziario Plenario

18 feb 2020
L'aula durante l'intervento di Teodoro Lonfernini
L'aula durante l'intervento di Teodoro Lonfernini

Il dibattito odierno si è aperto con toni molto aspri. Matteo Ciacci di Libera ha definito una “schifezza” la legge sulla composizione del Consiglio Giudiziario Plenario e poco dopo, sentendosi attaccato sul piano personale dall'intervento del Segretario di Stato Teodoro Lonfernini, gli ha dato del “buffone”. La Reggenza ha riportato la calma e superata questa iniziale fase ad alta tensione i toni si sono attenuati, soprattutto dopo l'intervento di Filippo Tamagnini del Pdcs, che ha ricevuto apprezzamenti bipartisan.

Nel dibattito sono emerse anche aperture all'opposizione da parte di consiglieri di maggioranza come nel caso di Iro Belluzzi, di Noi per La Repubblica, che pur assicurando il sostegno al provvedimento, ha auspicato si ponga rimedio all'impossibilità per la minoranza di sollevare il conflitto di attribuzioni di fronte al Collegio Garante, perché non dispone dei numeri per poterlo fare. Giovanni Zonzini di Rete, ha assicurato il sostegno alla legge, con procedura d'urgenza, ponendo come condizione che sia l'inizio di interventi di più ampio respiro come la riforma dell'ordinamento giudiziario e quella del codice di procedura penale. Pasquale Valentini del Pdcs ha affermato che la materia richiederebbe un maggior approfondimento, anche sulla eventuale retroattività. Tutte posizioni apprezzate da Guerrino Zanotti di Libera che è tornato a chiedere maggior confronto.

Per Gian Nicola Berti con questo intervento legislativo è come se si stesse cominciando a far ripartire la macchina della giustizia, che ha rotto il motore nella precedente legislatura, per portarla in officina e poi poterla riparare. Fernando Bindi di RF ha chiarito, citando espressamente la normativa di riferimento, che Guzzetta ha i requisiti per il ruolo di Dirigente - rispondendo a Lonfernini che nel suo intervento ha affermato il contrario - e ha stroncato il progetto di legge in esame sostenendo che non ha alcun senso logico e non è un passo verso una maggiore autonomia magistratura. "Logico chiedersi – ha aggiunto - dove abbia avuto origine la proposta".

Sullo sfondo dunque, ancora una volta, le dinamiche della giustizia sammarinese negli ultimi anni, a partire dalla rimozione dell'ex magistrato dirigente Valeria Pierfelici, fortemente osteggiata dall'allora opposizione che oggi è diventata maggioranza. Il dibattito proseguirà in seduta notturna.