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Consiglio Grande e Generale: approvata la riforma IGR

6 nov 2025
Consiglio Grande e Generale: approvata la riforma IGR

Via libera, nella seduta serale del Consiglio Grande e Generale, alla riforma dell’Imposta Generale sui Redditi: il progetto di legge passa con 39 voti favorevoli, 13 contrari e 1 astenuto. Approvata anche la ratifica del Decreto Delegato sulle emissioni dei titoli del debito pubblico, che prevede l'emissione dei titoli del debito pubblico con scadenza al 23 dicembre 2026, con 39 sì, 12 no.

Approvati in aula gli emendamenti che ridefiniscono il sistema delle detrazioni fiscali legate alla SMaC Card. Le modifiche introducono nuove spese riconosciute — tra cui carburante fino a 1.500 euro annui, utenze domestiche, telefonia e assicurazioni — e un calcolo più progressivo delle detrazioni, con una no tax area fino a 10.000 euro e riduzioni graduali oltre i 20.000. L’emendamento aggiuntivo E2-bis estende inoltre la possibilità di condividere il “carico SMaC” anche tra conviventi e figli non più a carico, con esenzione dagli obblighi di certificazione per gli invalidi permanenti.

La maggioranza ha difeso compatta la riforma IGR, definendola un passo importante verso un sistema fiscale più equo e moderno. Il Segretario di Stato alle Finanze Gatti e i consiglieri di PDCS, Libera, AR e PSD hanno sottolineato come il nuovo impianto introduca maggiore progressività, migliori i controlli e superi le discriminazioni tra residenti e frontalieri, grazie anche al confronto con i sindacati. Ugolini (PDCS) ha rimarcato la coesione della coalizione e la necessità di intervenire ora sulla spesa pubblica, mentre Zanotti (Libera) ha parlato di “riforma di maturità politica” frutto del dialogo sociale. Berti (AR) e Crescentini (PSD) hanno evidenziato il carattere equo del provvedimento, che alleggerisce il carico per i redditi medio-bassi e garantisce un principio di responsabilità fiscale: “chi ha di più contribuisce di più”.

L’opposizione, compatta nel voto contrario, ha criticato duramente la riforma dell’IGR e il metodo adottato dal GovernoRETE ha parlato di “riforma iniqua e sbagliata”, accusando il Segretario Gatti di aver “sfidato la piazza” e portato avanti un testo senza fornire dati sugli impatti reali. Repubblica Futura ha sottolineato come la riforma iniziale abbia creato una profonda frattura sociale e che solo la mobilitazione dei cittadini e dei sindacati — con due scioperi generali — abbia costretto l’Esecutivo a riscriverla. Motus Liberi ha definito il provvedimento “raffazzonato” e privo di visione, volto solo a fare cassa per coprire il debito pubblico.






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