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Consiglio Grande e Generale: atteso il dibattito sui giochi e il confronto sulla PA

13 mag 2007
L'aula consiliare
L'aula consiliare
E’ una settimana che si annuncia intensa quella che attende la politica e in particolare i gruppi parlamentari. L’ordine del giorno del Consiglio Grande e Generale prevede una serie di passaggi significativi che non mancheranno di registrare toni aspri nella dialettica politica e uno scontro deciso fra maggioranza e opposizione.
Ad incendiare il dibattito sarà soprattutto il confronto sui giochi, che il Governo ha deciso di inserire nell’agenda consiliare. Da qualche settimana la minoranza lo chiedeva a gran voce e i toni sono saliti dopo l’uscita della Cogetech dalla compagine societaria della prima sala dei giochi, quella di Rovereta. L’esecutivo ha optato per l’acquisizione di quella quota parte del 25 per cento, che si somma così al 51 già detenuto. Ma non è il nuovo assetto ad aver scatenato le reazioni delle opposizioni bensì l’uscita del partner tecnologico che già avevano fortemente contestato denunciando una mancata rispondenza dei suoi requisiti alle disposizioni di legge. La società milanese, in un’unica nota diffusa per spiegare le ragioni della sua rinuncia, aveva parlato di un clima politico per lei insostenibile, le opposizioni avevano chiesto le dimissioni dei due Segretari di Stato che hanno seguito la vicenda: Masi e Macina. Un clima dunque tutt’altro che disteso quello che prelude all’atteso dibattito consiliare.
Ma non è questo l’unico argomento di rilievo nella sessione di maggio: in apertura dei lavori consiliari in seduta pubblica si procederà al confronto sulla Riforma della Pubblica Amministrazione, dopo che il Segretario di Stato per gli Affari Interni, Valeria Ciavatta, ne ha illustrato le linee guida nella sua corposa relazione. Altro punto di peso politico: il riferimento del Governo sulle trattative aperte con l’Italia per la definizione dell’Accordo di Cooperazione Economica. E’ anche questo un tema sentito e che non mancherà di toccare toni alti allargandosi alle scelte di politica estera. Un confronto che arriva proprio a ridosso della fine del mandato semestrale di San Marino alla presidenza di Strasburgo, che ha registrato apprezzamenti e giudizi lusinghieri.