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Consiglio: la maggioranza rilancia il dialogo ma l'ultima ordinanza riaccende lo scontro

22 ott 2018
Roberto Ciavatta (Rete)
Roberto Ciavatta (Rete)
I Capitani Reggenti, preoccupati dal clima di forte contrapposizione, rinnovano l'appello al dialogo, ad una corretta dialettica, nel rispetto delle istituzioni. A pesare, oggi, sono i contenuti dell'ultima ordinanza Morsiani. Tornano regia esterna e attori interni, intrecci, scambi di messaggi. Sullo sfondo una Cassa di Risparmio descritta come un bersaglio mobile appetibile.

Prima, però, le dimissioni di Tony Margiotta da SSD e da Adesso.sm. Parla di scarsa trasparenza e mancanza di confronto, soprattutto con il sindacato, interlocutore naturale della sinistra diventato avversario. “Rendermi conto – spiega - di esser stato inconsapevolmente parte di un disegno, per me è inaccettabile”. La minoranza plaude al coraggio ma per il Presidente di SSD Michele Muratori “ha tradito chi ha creduto in lui. E' fuggito”.

Giuseppe Morganti rilancia l'appello della Reggenza e confida nel senso di responsabilità dell'opposizione. Si rivolge anche alle forze sociali: “per individuare insieme le migliori soluzioni ai problemi”. “Occorre deporre le armi per il bene del paese”, aggiunge Giancarlo Capicchioni. Mimma Zavoli ricorda che l'ordinanza “non è una sentenza”, anche se molti giudici della politica – afferma - hanno già deciso i colpevoli”. Per Denise Bronzetti c'è un problema di responsabilità politiche. I toni si abbassano – afferma Pasquale Valentini - “solo se si ha coraggio di guardare insieme la verità”. Per Francesco Mussoni “se la maggioranza vuole davvero il dialogo deve fare autocritica. Servono passi istituzionali forti, anche le elezioni anticipate”.

Grazia Zafferani invoca elezioni subito, “Si metta in sicurezza il paese e si torni alle urne”, rincara Dalibor Riccardi. Invocare le dimissioni di tutti i consiglieri, per Marica Montemaggi non porta a nulla. Serve invece rilanciare l'azione della maggioranza con nuovo metodo. Nel dibattito entra Banca Centrale. Roger Zavoli invita a ripensarne il modello, alla luce di uno scenario cambiato. Per Rete occorre invece “ripensare a chi nomina certi personaggi. “Banca Centrale – spiega Roberto Ciavatta - ha avuto il merito di allontanare persone che erano all'interno dell'ordinanza, prima che l'ordinanza arrivasse”.

MF

La cronaca del Consiglio Grande e Generale