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Consiglio: il neo Segretario alle Finanze debutta con l'assestamento di bilancio

25 ott 2018
Eva Guidi
Eva Guidi
Dopo circa dieci ore di dibattito acceso sulle dimissioni di Celli, ieri in chiusura di seduta l'Aula nomina Eva Guidi che presta giuramento quale nuovo Segretario alle Finanze. Le arrivano gli attestati di stima della maggioranza, per capacità di dialogo e mediazione.

Il capogruppo di SSD la definisce onesta intellettualmente e costruttrice di pace, “la persona giusta – dice Morganti - per affrontare il cambio di passo a cui maggioranza ed opposizione sono chiamati”. La Guidi, dal canto suo, conferma la prosecuzione del progetto politico. Adesso.sm spinge sulla strada tracciata: si va avanti con riforme, risanamento, messa in sicurezza del bilancio e rilancio dell'economia per favorire lo sviluppo. L'opposizione boccia invece il progetto, chiede alla coalizione di Governo di fermarsi per una riflessione alla luce delle ordinanze del tribunale. Dai banchi della minoranza c'è anche chi invoca elezioni anticipate.

Il neo Segretario alle Finanze debutta con la seconda Variazione di bilancio che arriva in aula in seconda lettura. Aumenta il disavanzo che passa da circa 7.800.000 a 12.600.000.
Una variazione di 4.800.000 dovuto al rinvio dei termini della sanatoria edilizia.
Eva Guidi focalizza l'attenzione sullo stanziamento per il progetto San Marino bio, giudicandolo positivo, e sull'introduzione dell'articolo sul controllo della gestione unica. “E' strategico – spiega - renderlo attuativo”. Ci sono altri interventi fra cui la semplificazione del rilascio dei certificati, emendamenti per la proroga dei termini delle verificazioni catastali, aggiustamenti per dare contributi ai centri sociali.


Per Stefano Canti il nuovo segretario non inizia con il piede giusto. “Gli emendamenti del governo – spiega – ci sono stati appena consegnati” e chiede una sospensione per poterli leggere. Fa presente che ci sono alcuni articoli di grande importanza. “Non c'è solo la proroga per presentazione dei progetti per la sanatoria straordinaria come da odg approvato in Commissione una settimana fa, sono state inserite altre proposte che non sono state discusse”. Come, ad esempio, il pagamento diluito dell'importo della sanzione, “che il Pdcs aveva richiesto a dicembre dello scorso anno e che era stato bocciato dalla maggioranza”. Per Roberto Giorgetti la richiesta è comprensibile e la sospensione di mezzora accettabile. Pedini Amati chiede venga concessa un'ora, “sono sette – dice - gli emendamenti nuovi”. La Reggenza raccoglie e sospende i lavori per 45 minuti.

Alla ripresa Canti ringrazia Reggenza, Segretario e maggioranza.
Nel merito degli emendamenti, attacca il metodo e torna a puntare il dito contro il Segretario al territorio Michelotti. “Era più giusto parlare di tutte le modifiche portate oggi all'attenzione dell'aula nell'ambito della commissione quarta”. Accanto alla proroga dei termini della sanatoria straordinaria - dal 15 novembre al 15 maggio 2019 - ci sono modifiche alla legge del nuovo testo unico. “ Abbiamo già perso tanto tempo in aula per approvarlo. Abbiamo sempre detto che non andavano fatte modifiche con in corso la variante al prg. Era quello l'ambito in cui trattare la materia urbanistica ed edilizia”.
Tornano i rilievi della prima lettura. La maggiore preoccupazione per Giancarlo Capicchioni riguarda le azioni per lo sviluppo. “Non le vedo. Ci sono emendamenti restrittivi che deprimono l'economia”. Si ricorda che sono stati rinviati i dieci milioni per finanziare le infrastrutture.
“Significa che lo stato non investe, non fa opere strutturali, solo progettazioni rimaste sulla carta”.
Sulla proroga della sanatoria “era inevitabile e forse non è sufficiente rinviare tutto al 31 maggio. Aspettiamocene un'altra”. Arrivano domande anche sull'Azienda dei Servizi, “l'unica con il tesoretto ma che si sta assottigliando”, “a che punto è – chiede il Psd - il trading energetico?.
Perché se togliamo questa posta l'Azienda andrebbe in perdita”. Chiede anche sul bilancio Iss che riconferma “pozzo senza fondo”, “non c'è variazione al trasferimento di 71 milioni per il sociosanitario. È sufficiente?”.

Per Pasquale Valentini si lima per avvicinarci al pareggio ma manca il valore strategico per un paese. Nell'equilibrio di bilancio – spiega - non c'è solo il non creare deficit, ma altri fattori
non presi in considerazione come il rapporto debito- pil, passato da 22% al 55%, e il problema della liquidità. Al di là degli annunci – continua - siamo ancora ad immaginare cosa dovrà succedere.
Domande anche sul debito dello stato. “Una proiezione a 25 anni tranquillizza forse chi è sull'ottantina ma non tutto il resto delle generazioni”.
“Non abbiamo presentato emendamenti – chiarisce Matteo Zeppa - perché questo bilancio non è veritiero, dato che nel bilancio dello Stato rientra il bilancio di Cassa. Fa inoltre notare che non c'è coordinamento fra le Segreterie dato si dice che il disavanzo è aumentato per il posticipo della sanatoria e “fa specie – commenta - che in merito ad un emendamento del governo riguardante il territorio non sia presente il referente”.

Alessandro Mancini, dati del bollettino di statistica alla mano, evidenzia “ lo stato drammatico dell'economia del nostro paese. Il paese non cresce. Impossibile pensare di arrivare al pareggio il prossimo anno a meno che, aggiunge, si arrivi alla follia di ipotizzare una nuova patrimoniale”. Prevede un disavanzo importante per il 2019, “ma non deve spaventare se comprende uscite legate ad investimenti seri”. Invita a mettere il debito al servizio dell'economia reale.

Anche il gruppo socialista, come Dim, non ha presentato emendamenti. “Questo assestamento è figlio del bilancio che porta in sé la coda lunga della questione cassa di risparmio”. Anticipa quindi che non lo voterà. Anche Tony Margiotta critica il metodo. La presentazione degli emendamenti del Governo ad apertura lavori – dice - dimostra che quel cambiamento tanto invocato anche dalla maggiorazna non è stato colto. Sulla sanatoria, “è provevdimento che ho votato e in cui credo. Ma come è stato studiato – ammette - ha creato caos in tutti gli ambiti. E' discutibile nell'secuzione e attuazione”. Rileva poi come altri consiglieri di opposizione, l'assenza di Michelotti. “La sua presenza sarebbe stato un altro segnale di cambiamento”. Riguardo alle aspettative della minoranza
Roberto Giorgetti precisa che il provvedimento che darà la misura sul percorso futuro sarà il bilancio previsionale 2019.
Il problema liquidità è reale, nasce da un deficit strutturale, che ha visto passare in cinque anni da 400 milioni di euro a 27 a fine 2016, quindi prima del nostro insediamento. Lo Stato incassa all'anno 35 milioni in meno di quello che spende.
Riguardo ai debiti, sempre a fine o 2016 il paese si è trovato con 300 milioni di euro di debiti, l'85% diretta conseguenza di intereventi sul settore bancario e finanziario sull'onda dell'emergenza.
La dinamica dei debiti – annuncia - tornerà con forza nel previsionale 2019.
Riguardo ai famosi 10 milioni di investimenti rinviati, ricorda che dopo un'attesa lunga sette anni, finalmente si concretizza il progetto del parcheggio di Borgo che si concluderà nel 2019. “Era inutile lasciare collocata una spesa nel 2018 che dovrà essere destinata a quel progetto”.

Si tratta di un assestamento – ribadisce Fabrizio Francioni - non ha quindi l'obiettivo di fare chissà quali cambiamenti. Sono correzioni in corso. Nel prossimo bilancio previsionale si dovrà fare un passo in avanti attuando la fase progettuale.
Condivide le criticità rilevate da Teodoro Lonfernini su problemi di comunicazioni e collaborazioni fra istituzioni, politica e pa. “Rallenta qualsiasi il processo di riforma e cambiamento”.

L'obiettivo dell'assestamento – rileva Matteo Ciacci – è la gestione prudente della finanza pubblica. L'imperativo politico di fare quadrare i conti è sfida non facile, richiede la riduzione delle spese.
Al di là degli aspetti tecnici, evidenzia emendamenti che a livello normativo – dice - “fanno fare passi in avanti verso la digitalizzazione della pa, come il registro pubblico dei domicili digitali”.
Permette alle aziende che devono interfacciarsi con la pubblica amministrazione di inviare documentazione attraverso un portale web. Guardando al bilancio previsionale, “dovrà avere i conti in ordine e da buon padre di famiglia occorrerà, prima approcciarsi ad un indebitamento, tirare la cinghia per rendere sostenibile quel debito. Non si può pensare di farlo senza dialogo con le parti economiche e sociali. Si interverrà un po' in ogni settore. Confida nella responsabilità dei cittadini. “Dovremo raccontarlo bene, di pari passo con forze economiche e sociali”.

Per Dalibor Riccardi il paese, a dispetto di dichiarazioni ottimistiche, “non sta benissimo”. “Non si può decantare maggior crescita e sviluppo e decurtare il fondo deputato agli investimenti”. “Si vuole raggiungere a tutti i costi il pareggio, è un buon modo di presentarsi”, ma invita a creare sinergie fra le imprese nella volontà di una crescita, dato che “come avviene in tutte le aziende prima si investe poi se ne raccolgono i frutti”.

Andrea Zafferani annuncia che sul bonus donne è stato tolto il vincolo del 75%. “Dedicheremo il 100% del fondo per le politiche attive – dice - all'occupazione femminile”. “Ci stiamo concentrando nella creazione di un ambiente più competitivo ed efficiente per le imprese che vogliano investire a San Marino. Ci sono normative in arrivo, non saranno nel bilancio ma su altri binari legislativi, ma non per questo non avranno degli effetti”.

MF