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Consiglio: passa con 32 voti la legge sul Dirigente del Tribunale. L'opposizione non ritira le schede

25 feb 2019
Il Consiglio Grande e Generale
Il Consiglio Grande e Generale
Pochi giorni di pausa e il Consiglio torna già a riunirsi per affrontare le istanze d'arengo. Ma è ancora la giustizia a tenere banco, con l'approvazione del progetto di legge che attribuisce al Dirigente del Tribunale poteri del Magistrato Dirigente. Tema su cui volano nuove scintille, anche alla luce della presa di posizione dello stesso Guzzetta in una lettera alla Reggenza. C'è anche un'altra lettera che sta facendo discutere, quella del Comandante della Polizia Civile Albina Vicini, che chiede rispetto dopo il dibattito sul decreto su Profili di Ruolo e primo Fabbisogno. Una comunicazione “fuori dalle regole istituzionali” che non piace a Teodoro Lonfernini. Per Mimma Zavoli sono stati utilizzati termini poco rispettosi, che servivano al gioco politico mentre Roger Zavoli torna sul clima di scontro, parlando di imbarbarimento e stigmatizzando i “commenti vergognosi dell'opposizione”. Anche Marco Gatti, come il collega Lonfernini, punta il dito contro quelle che definisce “modalità irrituali” su cui si portano avanti certi temi, con le istituzioni che – avverte - non esercitano più il loro ruolo di garanzia. Si riferisce alla lettera di Guzzetta, e in merito alla richiesta di contraddittorio ricorda che “Carta canta” e che non esiste contraddittorio se uno non ha i requisiti. Chiede, per ristabilire il dialogo, la fine di forzature istituzionali. “In questi due anni – fa notare Marina Lazzarini – la macchina del fango ha costretto chi era oggetto di insulti a scrivere alla Reggenza per fare sentire la propria voce”, e invita l'Aula ad un dialogo corretto nel rispetto di istituzioni e persone. Nel frattempo Iro Belluzzi chiede alla maggioranza chiarezza su un possibile allargamento del Governo e ridistribuzione delle deleghe. “Tre stipendi in più e staff nuovi, è questo – chiede Matteo Zeppa – il rilancio che avete in mente?”
Anche Guerrino Zanotti entra nel merito della lettera del Comandante Vicini, concordando con Teodoro Lonfernini sul rispetto dei canali di dialogo fra pa e istituzioni dello Stato. Invita anche al rispetto dei ruoli, per non ledere - pur nello scontro politico - sensibilità legittime. C'è poi una terza lettera, quella degli avvocati e notai, preoccupati dallo scontro sulla giustizia. Scontro sempre vivo e lungi dall'essere superato. Si arriva quindi alla tanto contestata legge qualificata, definita “una violenza istituzionale” dalle opposizioni che non ritirano le schede “ per non essere complici – dicono - di questo scempio”. Per la maggioranza, invece, permetterà al tribunale di funzionare. La legge passa con 32 voti.

MF