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Consiglio: passa il Decreto Sviluppo con 28 si e 18 no

15 apr 2014
Consiglio: passa il Decreto Sviluppo con 28 si e 18 no
Al termine del dibattito, che ha visto compatti i due schieramenti presenti in aula, maggioranza e opposizione, il Decreto Sviluppo è stato approvato con 28 voti favorevoli e 18 contrari.
Un dibattito che fin dalla mattina ha visto sostanzialmente senza scossoni la votazione della prima parte dell'articolato, sui benefici per incentivare nuovi investimenti. Tutti respinti gli emendamenti sia l'unico di maggioranza che quelli dell'opposizione. Il dibattito si accende su quelli a sostegno del comparto turistico. Numerosi gli emendamenti abrogativi dei diversi articoli, che, secondo l'opposizione, sono confusi, ad personam e frutto delle pressioni di determinate categorie. Soprattutto non si capisce perchè gli incentivi, tra cui sgravi fiscali per l'energia, raggiungono solo le strutture del centro storico e non quelle di altri castelli. Benefici, o come vengono definiti "sconti", riservati a pochi. La maggioranza insorge a difesa di un provvedimento che intende riqualificare un settore portante per il paese, " se si devono incentivare le presenze è necessario che ci siano alberghi idonei", replica il capogruppo dc Mazza. Rigettando ogni ipotesi di regalie. Il governo replica anche all'accusa di voler stravolgere con decreto, provvedimenti già approvati come l'efficienza energetica e la riforma fiscale. "In un momento in cui il paese ha minori risorse da destinare a settori strategici - ricorda il segretario Teodoro Lonfernini - dobbiamo concentrarle in quello che individuiamo e promuoviamo come vero prodotto attrattivo per il turismo: il centro storico. Li sviluppiamo e concentriamo le principali iniziative che servono a generale flusso turistico". Ma il responsabile al turismo non ci sta a passare per insensibile rispetto ad altre realtà territoriali " che – dice - hanno bisogno come gli altri". Il dibattito in aula diventa una sorta di faccia a faccia tra Lonfernini e Ciavatta di Rete, anche con momenti più ironici quando il primo risponde all'intervento sovietico denunciato dal secondo sull'obbligo di apertura serale per i commercianti, ricordando che la sua recente visita a Mosca lo ha solleticato ma non influenzato fino a tanto. E' Rete a presentare emendamenti abrogativi o modificativi dei diversi articoli. Regolarmente respinti. La discussione si sposta agli incentivi all'industria audiovisiva, con molte perplessità sollevate da Ps, Upr, Civico 10 e Rete sugli eccessivi sgravi destinati a un comparto ancora agli inizi. "Andrebbero calibrati rispetto a settori economici con radicamento nel paese", chiosa il socialista Celli. “Un territorio inesplorato che può essere una opportunità” conclude Lonfernini, anticipando già l'interesse di qualcuno.