Il dibattito si accende sul decreto, ratificato, per supportare il settore del commercio di veicoli. Un intervento “urgente e temporaneo” per sostenere le aziende in difficoltà in un comparto “colpito da fattori esterni”, spiega il segretario al Commercio, Rossano Fabbri, con riferimento alle nuove regole italiane sulle immatricolazioni che hanno provocato effetti sulle “imprese sane” in Repubblica. Dai banchi dell'opposizione – che aveva chiesto di rimandare la ratifica in favore di un dibattito più approfondito - le accuse di aver ignorato le distorsioni di un comparto usato, in certi casi, per triangolazioni dalla malavita. Il segretario alle Finanze, Marco Gatti, respinge le critiche, rivendica l'impegno del Governo per risolvere le storture e annuncia interventi come nuovi criteri per l'accesso al mercato.
Dalle minoranze Repubblica Futura parla di 120 attività - numeri altissimi per il Paese - e di sottovalutazione del problema, con possibili ricadute nel rapporto con l'Italia. Rete chiede dati dettagliati sulle aziende in crisi per non “votare al buio” e avanza l'ipotesi di interventi ad personam. Domani Motus Liberi difende il lavoro svolto per combattere le storture quando era al Governo, auspica un confronto “serio” e critica la mancanza di coinvolgimento. Michela Pelliccioni lamenta, nel testo, la mancanza di meccanismi per verificare le reali probabilità di salvezza delle imprese che beneficiano dell'aiuto statale.
Dalla maggioranza, la Dc riconosce come, probabilmente, fosse più opportuna una norma strutturata, ma insieme alle forze di Governo approva l'impostazione e la necessità di dare risposte concrete agli operatori. Libera ricorda che si aiuteranno anche le piccole imprese e quelle attive almeno da cinque anni. Alleanza Riformista punta il dito sulla gestione politica della materia nel passato che ha, poi, portato ai problemi.
Le ditte attive sono 72, spiega il segretario Fabbri, e arrivano a 120 per le doppie licenze. Delle 72, 33 non potranno sicuramente accedere alle misure perché senza i requisiti. Fabbri allontana le ipotesi di interventi su misura e precisa che alle aziende non andrà alcun fondo pubblico, bensì una moratoria sui tributi. E non potranno accedervi le imprese che hanno debiti verso lo Stato senza un piano di rientro. Abrogate le agevolazioni contributive e le disposizioni sulla cassa integrazione.
Dopo la ratifica, si passa al decreto che cambia una serie di disposizioni sull'emissione di titoli del debito pubblico, in vista del rollover. Indignazione tra le opposizioni che stigmatizzano un nuovo intervento a pochi mesi dalla legge originaria e parlano di “delega in bianco” al Congresso sul debito. Il decreto, risponde Gatti, si è reso necessario dopo una serie di indicazioni da parte dei tecnici. Nel passaggio del testo relativo alla giurisdizione e alla legge applicabile, le minoranze evidenziano il rischio di una perdita di sovranità, con la possibilità di dover affidare eventuali controversie a tribunali esteri. Per Gatti si tratta, però, di condizioni necessarie per rendere appetibili i titoli del Titano sui mercati.
In Consiglio anche le nomine per istituzioni ed enti tra cui quella del direttore generale di San Marino RTV, Roberto Sergio, nel CdA di Poste San Marino, su proposta del Psd, approvata con 25 voti a favore.
I lavori riprenderanno la mattina di giovedì 19 marzo.