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Consiglio: riflettori sull'Europa

14 giu 2016
Consiglio
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Valentini riferisce sull'accordo di associazione in un momento difficile per l'Europa, alle prese con muri, immigrazione e a nove giorni dallo storico referendum che dirà se la Gran Bretagna intende rimanere o uscire. Il clima di incertezza non ci risparmia, perché è naturale interrogarsi in un momento in cui c'è chi medita di andarsene. E se vale l'invito di Marco Podeschi a non farsi prendere dall'umoralità degli eventi, ci sono anche euroscettici come Matteo Zeppa che sperano in un referendum confermativo anche qui. Dunque Valentini fa il punto: gli operatori economici devono essere pienamente integrati nel mercato europeo; c'è il ruolo primario della Corte di giustizia che risolverà controversie e giudicherà l'interpretazione degli atti dell'Unione. Da risolvere il problema della clausola ghigliottina, che prevede la risoluzione dell'Accordo in caso di mancata conformità. Europa come opportunità per San Marino che deve difendere le sue peculiarità. Fondamentale, per Upr, inserire nel negoziato anche il tema dell'energia; Alessandro Cardelli spinge per superare il documento di transito doganale T2. C'è anche la gestione doganale, che qualcuno vorrebbe autonoma. Noi siamo in Europa da anni – rimarca Franco Santi - abbiamo il dovere di sentirci europei e di essere attivi in questo percorso. Ma c'è anche un altro appello bipartisan: per una visione del paese unitaria. “Dobbiamo essere convinti del percorso”, afferma Gatti. Non mancano però le perplessità. “Il governo non ha l'autorevolezza per portare avanti una trattativa così importante” – tuona Augusto Casali, mentre Maria Luisa Berti dice no a modifiche dell'assetto istituzionale senza valutare contenuti specifici e il rapporto costi/benefici. “La strategia - dice Nicola Renzi - sarà valorizzare i diversi punti di vista”. Se è vero, come sostiene la Tonnini, che c'è un' Europa ideale e un'Europa reale, per motivare una scelta che Valentini definisce necessaria Francesca Michelotti ribalta la prospettiva e chiede: siamo ancora in grado di fare il paese terzo? “Speravo che questa domanda l'avessimo risolta da tempo”, è l'amaro commento di Giovagnoli. Ma se pensiamo di avvicinarci all'Europa dicendo cosa ci interessa prendere e cosa no – dice Valentini - allora significa che l'Europa non ci interessa. In attesa dell'odg che il Segretario agli Esteri presenterà a Bruxelles, l'Aula va avanti con l'Odg e sta affrontando il progetto di legge in seconda lettura su associazionismo e volontariato.

MF