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Consiglio: riforma previdenziale e regolamento di Fondiss al centro del dibattito

24 ott 2013
Consiglio: riforma previdenziale e dal regolamento di Fondiss al centro del dibattito
Consiglio: riforma previdenziale e dal regolamento di Fondiss al centro del dibattito
Archiviata la legge sulla libera professione di medici e infermieri dell'Iss, protagonista della terza giornata di lavori del Consiglio Grande e Generale è sempre il Segretario di Stato alla sanità Francesco Mussoni. Approvate le modifiche alla riforma prevideziale e al regolamento di Fondiss che, prima ancora di arrivare in Aula, ha sollevato le contestazioni di Rete, Civico 10 e Sinistra Unita. Nel 2011, ricorda Andrea Zafferani, si erano fatte scelte precise, con una serie di cautele per rendere il sistema di capitalizzazione accettabile per la popolazione. Banca Centrale acquisiva un ruolo fondamentale nella consulenza della gestione diretta. Ed era gratuita. Fondiss, che oggi ha depositi per 6 milioni 592mila euro, registrerà tra un decennio 150 milioni. A chi si chiedeva perchè la legge non era mai partita, commenta Zafferani, questo decreto toglie ogni dubbio. La legge, afferma, non andava giù perchè toglieva spazi di lucro a soggetti che si leccavano i baffi fin dal 2005. Per Roberto Ciavatta di Rete il problema è grave: un comitato amministrazione creato per fare un regolamento non ha fatto il suo dovere. E chiede di fermare un decreto che definisce inaccettabile. Secondo Ivan Foschi di Sinistra Unita siamo in una sorta di teatrino. Poco credibile, afferma, la tesi per cui dopo due anni ci si è resi conto che Banca Centrale non è in grado di svolgere queste funzioni. La sovranità, dice Foschi, si rilancia anche con la gestione pubblica dei fondi. l compito della politica, commenta Antonella Mularoni di Ap, è fare in modo che questi soldi siano gestiti nel modo migliore possibile. Non credo a interessi personali. La scelta del governo, aggiunge, può dare ai lavoratori maggiori garanzie e avere un ampio raggio ci permette di valutare meglio. Critico Guerrino Zanotti del Psd. Lo strumento, dice, non mi piace. Meglio una legge ordinaria ma non capisco l'aria da tragedia. L'apertura a gestori esteri può dare preoccupazioni ma in un sistema concorrenziale si strappano le condizioni migliori. Le garanzie ci sono, aggiunge e a Banca Centrale restano gli obblighi di banca depositaria. Zanotti critica soprattutto come è stato gestito fino ad oggi Fondiss. Dopo un anno e 4 mesi, oltre 5 milioni di euro, sono in un conto di Banca Centrale e fruttano lo 0,5%. Luca Beccari insiste sul fatto che si confondono i ruoli. Il gestore si occupa di produrre reddito, la banca depositaria è garante del fondo. Se ci si è resi conto che ci può essere un rischio di confusione, ben venga che sia sanata. Non ci sono automatismi e, conclude, non vedo buchi o lacune lasciate aperte da questo intervento normativo.