Logo San Marino RTV

Consiglio: schermaglie tra alleati sulle Giornate medievali. Pedini Amati: "Basta giochini"

In Aula l'esame del progetto di legge sull'Icee in seconda lettura. Apprezzamento bipartisan, ma non mancano critiche dalle minoranze

di Mauro Torresi
20 gen 2026
Consiglio: schermaglie tra alleati sulle Giornate medievali. Pedini Amati: "Basta giochini"

Nuove stilettate tra alleati in Consiglio Grande e Generale. Dopo le tensioni, poi rientrate, sulle questioni internazionali tra Libera e il Segretario agli Esteri, in Aula il Pdcs critica Pedini Amati sulle Giornate medievali. “Non so come il segretario al Turismo possa dire che non saranno organizzate”, afferma Manuel Ciavatta. Gli stanziamenti alla Segreteria, puntualizza il consigliere Dc, sono gli stessi di quelli dati prima dell'Expo. “La maggioranza – prosegue Ciavatta – ha allora il diritto di vedere la lista delle attività pianificate dalla Segreteria e si deciderà se organizzare le Giornate o meno”.

Ma Pedini Amati non ci sta. “Basta giochini tra maggioranza e Governo”, tuona, dopo aver appreso la notizia.  “Il Congresso è unito”, puntualizza, garantendo comunque disponibilità al confronto. “Stucchevoli” però, per il segretario al Turismo, le dichiarazioni al microfono per questioni che, invece, sottolinea, “andrebbero chiarite in riunioni dedicate” o “con una chiamata”. Pedini Amati contesta la ricostruzione sui fondi, sostenendo come, nel totale degli importi verso la Segreteria, siano stati in realtà “tolti o non assegnati 490mila euro”. Per il capitolo Expo, poi, sono anche stati restituiti 500mila euro. Per non contare, prosegue, la tassa di soggiorno che, anziché andare a favore del turismo, viene incamerata dallo Stato. Il piano degli eventi viene reso pubblico entro metà febbraio ogni anno, spiega Pedini che conclude: “sarei felice di riorganizzare le Giornate, se venissero ripristinati i fondi. Ma quest'anno sarà difficile per via dei tempi necessari” a pianificare la manifestazione.

Intanto, in Aula, l'esame in seconda lettura del progetto di legge sull'Icee, indicatore della situazione economica per l'equità: strumento che consentirà di misurare la reale situazione delle famiglie, per assegnare i sussidi in base a criteri precisi e verso chi ne ha davvero bisogno. Apprezzamento bipartisan per lo strumento. La maggioranza plaude, tra le altre cose, all'introduzione di un osservatorio, alla fase sperimentale di 12 mesi e al sistema di dichiarazioni e controlli.

Ma non mancano appunti dalle minoranze. Rf riconosce l'avvenuto confronto, con emendamenti delle opposizioni accolti, ma invita a porre più attenzione ai disabili e a non farlo diventare, al contrario, "uno strumento di risparmio” per lo Stato. Per Domani Motus Liberi andava introdotto prima della riforma Igr, così da renderla più equa. Rete mette invece in guardia sui tempi di introduzione, visti i richiami a “15 decreti”. Dichiarazioni “strumentali”, ribatte Libera dalla maggioranza, spiegando che i richiami sono relativi a sette aspetti della legge che si potrebbero regolare in una singola soluzione. Forza politica che esorta a introdurre l'Icee, dopo il "tempo perso".

“Con il confronto abbiamo migliorato insieme la norma”, replica il segretario agli Interni Andrea Belluzzi. Ricorda che i richiami ai decreti sono legati a una “scelta dell'Aula”. Ma tutto si potrà risolvere, anticipa, con un altro decreto delegato e un regolamento.

L'esame della legge si ferma all'articolo 14 e riprenderà mercoledì mattina.





Riproduzione riservata ©