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Consiglio: scontro aperto su magistrato dirigente e fusione Bsm-Carisp

27 nov 2018
lavori consigliariConsiglio: scontro aperto su magistrato dirigente e fusione Bsm-Carisp
Consiglio: scontro aperto su magistrato dirigente e fusione Bsm-Carisp - Chiesto a Guzzetta (collegio Garante) la disponibilità per il ruolo di magistrato dirigente. L'oppos...
Venerdì il Consiglio Giudiziario Plenario nominerà il magistrato dirigente. Denise Bronzetti si dice basita, “nessuno di noi Commissari – afferma - era stato informato”. Questione non solo di forma ma di sostanza, e accusa la maggioranza di predeterminare il percorso sulla giustizia con la forza dei numeri. Legge quindi parte di una lettera, recapitata ieri sera a commissari, Reggenza e membri del Consiglio Giudiziario plenario, in cui il professore Giovanni Guzzetta, del Collegio garante, comunica di essere stato avvicinato dal Segretario Renzi e dal Presidente della Commissione Giustizia Zavoli per sondarne la disponibilità ad assumere l'incarico di magistrato dirigente. “Così – attacca la Bronzetti – si esautorano le commissioni del proprio ruolo” e annuncia il ricorso al Consiglio d'Europa.

“Liberissimi di farlo” – risponde Mimma Zavoli - “non ci sono state lesioni della democrazia né forzature ma un'attività conoscitiva rispetto ad una disponibilità. Nessuna decisione – assicura - è stata presa. Abbiamo accolto – chiarisce – la condizione descritta dall'attuale magistrato facente funzioni”. Con una lettera che la Bronzetti definisce “sibillina”, Battaglino lamenta infatti di non riuscire a portare avanti il suo compito e sollecita la nomina di un nuovo magistrato dirigente, guardando ai Giudici di grado superiore. Si riaccende lo scontro. Nel mirino il metodo, con Massimo Andrea Ugolini che parla di ingerenza di campo inaccettabile, “come Commissione – aggiunge il consigliere Dc - non abbiamo dato alcun tipo di mandato per uno scouting”. Il presidente di una Commissione - fa notare il collega Marco Gatti- si muove su suo mandato, non in autonomia. “Anziché suonare il campanello – chiede il socialista Alessandro Mancini – perché non è stata portata all'attenzione della Commissione quella che poteva essere una legittima indicazione?” “Magari – aggiunge Giancarlo Capicchioni – ne usciva un pieno mandato”. Il Consigliere del Psd si dice sicuro che i giochi siano già fatti. “C'è già un magistrato dirigente e una maggioranza che lo vota. Un metodo che non possiamo accettare”. Federico Pedini Amati, Mdsi, ricorda il caso Stolfi e l'ordine del giorno di Ap contro l'allora Segretario agli Affari Esteri che aveva chiesto di interloquire con giudici del tribunale. Stolfi venne sfiduciato e cadde il governo. Fate le vostre valutazioni”. Per Dalibor Riccardi “questa non è più democrazia” e punta il dito contro Repubblica Futura, definendola “il male di questo paese”. Accusa la maggioranza di essersi fatta trascinare. “Ha fatto in modo di farvi litigare con tutti, anche con il sindacato. Vi ha tolto la terra da sotto i piedi”. Roberto Giorgetti però non ci sta. “Difficile sostenere in Aula la riservatezza dei verbali della commissione giustizia – dice - e poi quando fa comodo leggere una lettera confidenziale”. Nessuna violazione di legge, poi, sul percorso di nomina del magistrato dirigente. Avviene in seno al consiglio giudiziario plenario, composto da 22 membri di cui 11 togati. “Come si può accusarci di agire con la forza dei numeri – chiede - quando al maggioranza conta solo 5 membri? Per Giuseppe Morganti chi ha responsabilità politiche non solo ha il diritto ma il dovere di indicare le soluzioni. “Si sta andando – dice - nella direzione giusta mettendo in sintonia necessità con competenze”. Per il capogruppo di SSD, Guzzetta è la figura perfetta. Conosce la realtà sammarinese e il suo ordinamento, è stato nominato dal senato vicepresidente del consiglio che si occupa di tribunali amministrativi italiani “quindi sa come si governano gli organi di giustizia”. In Comma Comunicazioni irrompe anche il no alla fusione fra BSM e Carisp. Marianna Bucci presenta un ordine del giorno con cui si chiede la revoca dell'incarico del presidente di Cassa Zanotti valutando, a suo carico, azioni di responsabilità. Nel mirino un percorso definito opaco, senza condivisione né trasparenza, con la costituzione di una delegazione ristretta, da cui sono stati esclusi i membri del socio minoritario e dell'opposizione. Luca Boschi di C10, si dice rassegnato. “Nonostante gli appelli al cambio di passo – dice - l'aula non riesce a ragionare da paese, a focalizzarsi sui problemi. “Chiediamo la pace – spiega - per fare le cose”. Sulla fusione “nessuno ha pensato ad accorpamenti coercitivi. Carisp risponde allo Stato ma Banca di San Marino ai propri soci”. “I percorsi di aggregazione nel nostro sistema finanziario andrebbero visti come opportunità”, aggiunge Lorenzo Lonfernini. “Non penso vi siano state imposizioni ma che si sia aperto un dialogo di cui conosciamo l'epilogo. Invita tutti a spogliarsi da atteggiamenti di autosufficienza, “viviamo in un piccolo paese e se Atene piange, Sparta non ride”.

MF