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Consiglio: in seduta notturna la “Riforma previdenziale” e FondIss

24 ott 2013
Consiglio: in seduta notturna la “Riforma previdenziale” e FondIss
Consiglio: in seduta notturna la “Riforma previdenziale” e FondIss
In seduta notturna i lavori del Consiglio grande e generale sono ripresi con la ratifica del decreto legge 20/08/13 n.118 - Modifiche ed integrazioni alla Legge 6 dicembre 2011 n. 191 “Riforma previdenziale: Istituzione del sistema complementare” e dall’approvazione del Regolamento di Fondiss. Il dibattito ha occupato tutta la seduta.
Interviene Francesco Mussoni, segretario di Stato per la Sanità: “Nel tentativo di dare attuazione al regolamento di Fondiss e avviare l’entrata in vigore della previdenza complementare, in estate una forza di opposizione sollevò dei dubbi. E in ufficio di Presidenza chiese di rinviare la discussione per incongruenze normative. Furono confermate e preparammo questo decreto legge che compatibilizza la legge del 2011 al regolamento. Non cambia sostanzialmente l’organizzazione della legge. Le difficoltà nell’avviare il regolamento spinsero il governo e l’allora Reggenza a adottare una procedura se si vuole anomale, ma in linea con la legge del 2011”.
Andrea Zafferani di C10: “Oggi qualunque cosa si dica in Aula non conta granché. Viene tutto deciso altrove. Nel 2011 con la legge sulla previdenza complementare avevano compiuto scelte precise per un sistema nuovo, con una serie di cautele per rendere il sistema di capitalizzazione accettabile alla popolazione. E non dimentichiamo il tentativo del 2005 che creava nuovo business per gestori e amministratori.
Con la legge 2011 Bcsm acquisiva un ruolo fondamentale nella consulenza della gestione diretta. Ed era gratuita. Fondiss gestirà 150 milioni tra 10 anni, cifre piccole, quindi era conveniente. Inoltre Bcsm era la banca depositaria. Infine si accentrava la gestione amministrativa sull’Iss. La legge non è mai partita per diversi ritardi. Perché? In due anni le risorse sono state parcheggiate. Perché? Sono ritardi inspiegabili. Questo decreto fuga ogni dubbio. La legge non andava giù perché toglieva spazi di lucro a soggetti che si leccavano i baffi fin dal 2005. Il comitato amministratore ha fatto un regolamento contro legge e si è trovato un rimedio. Ci saranno minori rendimenti e minori pensioni per fare piacere a qualche amico gestore. Si apre a soggetti esterni e i costi li pagheranno gli assicurati. Arriva il decreto legge e distrugge. Non è emendabile, andrebbe cassato. Spero che un nuovo referendum fermi l’ennesima porcata. Chiedo a chi ci ascolta di mobilitarsi”.
Francesca Michelotti, Su: “Il decreto legge cambia la normativa, elimina l’obbligatorietà della consulenza di Bcsm. Salta una norma di prudenza in maniera inspiegabile, per impedire che si scatenino appetiti devastanti. Si ampliano poi i soggetti abilitati ad aiutare il comitato amministratore e tra le attività riservate vengono incluse le compagnie assicurative. Non è stato emanato il decreto per dare una modalità precisa all’affidamento dei fondi. Si aggiungono soggetti terzi esteri. Bcsm può esternalizzare il servizio di banca depositaria per motivi di economicità. Lo spirito della legge del 2011 è stravolto. Mancano molti decreti, non c’è un quadro di efficacia normativa. Restano dubbi seri sul perché si compiano adesso queste scelte che aggravano i costi”.
Marco Podeschi, Upr: “Oggi è la sagra dell’Iss. Prima la libera professione, ora si vara questo decreto e annesso regolamento. Ognuno di noi versa a Fondiss. Non capisco perché si può esternalizzare o dare in gestione a terzi. Serviranno denari. Anche per la banca depositaria. Inoltre c’è la facoltà per l’amministrazione dell’Iss di esternalizzare le attività amministrative-contabili di gestione di Fondiss. L’Iss si avventura nel mercato sanitario e poi esternalizza? Mi sfugge il senso. Dov’è il vantaggio per il cittadino? Possiamo impiegare risorse e fare crescere il know-how, ma per scelte oscure si opta per la gestione esterna. Servirebbero audizioni con i tecnici, non abbiamo i documenti per capire gli interventi. Serve più trasparenza, anche per i cittadini”.
Roberto Ciavatta di Rete: “Ero nel comitato referendario nel 2006 contro la legge del 2005. Quella del 2011 rappresentava un punto di equilibrio. Il problema è grave: un comitato amministratore creato per fare un regolamento non ha fatto il suo dovere. Il predecessore di Mussoni chiese all’Avvocatura di Stato come comportarsi per la gestione dei capitali di Fondiss. Oggi si mettono a repentaglio le pensioni, le modifiche distruggono la filosofia di base della legge.
La legge del 2011 e il regolamento non sono compatibili. Abbiamo chiesto spiegazioni alla precedente Reggenza. Il decreto slega le scelte dalla gestione di Bcsm, apre ad assicurazioni e soggetti esterni la gestione, apre all’esternalizzazione dei depositi, cancella la necessità di stipula della consulenza con Bcsm, apre all’amministrazione esterna. Andava mantenuto la formulazione originaria. Abbiamo emendamenti curiosi, ma il decreto è inaccettabile. Questo fermiamolo. Si parla della tutela dei pensionati”.
Luca Santolini, C10: “Si obbliga Fondiss a ricorrere a soggetti esterni per la gestione e si rinuncia alla gratuità di Bcsm. È un costo superiore. Si apre alle assicurazioni. Il governo tenta di scavalcare il Consiglio grande e generale. Non ci sono vantaggi per la comunità. Appoggiamo gli emendamenti ripetitivi di Rete per l’abrogazione di tutti i commi”.
Tony Margiotta, Su: “Sono un conservatore, voglio che il fondo sia gestito in una maniera pubblica. Fa gola ad alcuni personaggi e sistemi. I fondi dei lavoratori vanno tutelati. Il fondo sostiene il sistema bancario, ed è in pericolo. Ora non ha numeri importanti, ma la prospettiva c’è. Bcsm è continuamente messa in discussione e noi diamo il mandato come banca depositaria di gestire assieme al comitato amministratore, con la possibilità di investirli. E’ fondamentale la questione delle banche. Il discorso è ampio. Occorre dare importanza a quello che abbiamo in casa”.
Gian Matteo Zeppa, Rete: “Un’attuazione del genere significa che dietro ci sono molto milioni. Si esternalizza fuori dalle regole. L’Avvocatura di Stato proibiva certe cose, ma il fondo fa molta gola. Il segretario di Stato non può permettersi eticamente di toccare quel fondo con un decreto. Ci sono carteggi dove si diceva di non farlo. Si devasta lo stato sociale e nessuno della maggioranza è iscritto a parlare. L’interesse è ben evidente. Come Brunetta ripeto incessantemente: a quanto ammontano i fondi? Esigo la risposta.
L’esternalizzazione della gestione fa venire meno varie opportunità di risparmi gestiti dagli operatori economici. C’è la bieca volontà di esternalizzare a tutti. I dubbi vengono naturalmente. Il comportamento non è legale, lo dice l’Avvocatura di Stato. Dovrete giustificare le vostre scelte.
Il precedente decreto Mussoni nel modo del lavoro non è un bel viatico. Tra poco mancherà anche il fondo”.
Antonella Mularoni, Ap: “Sulla presunta illegittimità ricordo bene il percorso. Nessuno aveva sollevato obiezioni al decreto. Non è corretto cambiare le carte in tavola. Si possono avere posizioni diverse sull’approccio a Fondiss. Bcsm dice che non è in grado di gestire il settore se non con aumento di personale. Tra l’altro questa sera è elogiata da chi la attacca sempre. Serve coerenza. I rischi ci sono sempre, in ogni caso. Affidarsi a enti specializzati può essere un’opportunità. Si possono fare scelte diverse. Ma si pensa sempre male. Questi soldi siano gestiti nel modo migliore possibile. Questo è il compito della politica, di Fondiss. Non credo ci siano interessi personali. Serve sorveglianza continua per la gestione migliore possibile. La scelta più saggaia è affidarsi solo a Bcsm? Non so. Nel decreto non vedo nulla di diabolico. E la scelta del governo può dare ai lavoratori maggiori garanzie. Avere un ampio raggio ci permette di valutare meglio. E le associazioni dei lavoratori sono sempre molto vigili”.
Ivan Foschi, Su: “Il problema di quest’estate non è stato risolto. Si abusa del decreto legge, qui non c’è l’urgenza. E c’è pure un contrasto tra la legge e il regolamento. Un colpo d’ariete istituzionale. Siamo in un sorta di teatrino. Il governo dice di fare il meglio per i lavoratori, infognandosi però in procedure al limite del regolamento. E’ poco credibile la tesi per cui dopo due anni ci si è resi conto che Bcsm non è in grado di svolgere queste funzioni. La sovranità si rilancia anche con la gestione pubblica dei fondi. E Bcsm serviva a garantire controllo. Si altera in maniera vigorosa l’equilibrio della legge del 2011. Il sistema bancario è in crisi, ci sono appetiti vari. La politica non deve piegarsi alle pressioni, ma tutelare il futuro di tutti i lavoratori sammarinesi”.
Guerrino Zanotti, Psd: “Condivido le preoccupazioni sul tema. Il Fondiss è un aspetto importante del sistema previdenziale, le risorse vanno gestite al meglio. Essendo una materia di interessi dei lavoratori, lo strumento non mi piace. Era meglio una legge ordinaria, coinvolgendo sindacati e associazioni. Non capisco però l’aria da tragedia, si è un po’ sopra le righe. La politica deve garantire che la gestione sia nella massima trasparenza e con la massima efficienza. Il comitato amministratore è ben rappresentato. L’apertura a gestori esteri può dare preoccupazioni, ma in un sistema concorrenziale si possono strappare condizioni migliori. Ci sono dei paletti per cui gli investimenti non possono essere di qualsiasi tipo. Le garanzie ci sono. A Bcsm restano gli obblighi da banca depositaria. L’Iss non può fare la società di service che gestisce le quote degli aderenti a Fondiss e dà loro valore. Un decreto non è stato emesso, gli altri sì.
Critico come è stato gestito fino a oggi il Fondiss. Dopo un anno e 4 mesi non c’è stato un investimento degli attivi che ammontano a 5,1 milioni di euro, sono in un conto in Bcsm e fruttano lo 0,5%. Sono stati fatti gli investimenti per il fondo di perequazione. Non è colpa della politica, serve una gestione più oculata”.
Luca Beccari, Pdcs: “C’è confusione tra i diversi ruoli. Il soggetto gestore si occupa di produrre reddito per il fondo, fa le scelte di investimento; la banca depositaria è garante del fondo, detiene le risorse e fa il regolamento finanziario. Se ci si è resi conto che ci può essere un rischio di confusione, ben venga che sia sanata. Per questo non ci può essere la consulenza di Bcsm nelle scelte del gestore. Con gli emendamenti non sono stati stravolti i ruoli, ma preservati concetti chiave. Fondiss può gestire le risorse in autonomia. A seconda delle dimensioni del fondo e delle opportunità sui mercati potrebbe essere più conveniente che il gestore sia o il comitato amministratore o una banca sammarinese o un soggetto estero. Non ci sono automatismi. I 5 milioni non sono massa critica, ma cresceranno. Si pensa ad oscuri meccanismi, ma non ci vedo nulla di strano. Non si mette in discussione il ruolo di Bcsm come banca depositaria, si prevede l’esternalizzazione per una questione di costi che nasceranno con più capitale. Non vedo buchi o lacune lasciate aperte da questo intervento normativo”.