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Consiglio: scontro su Banca Centrale

13 giu 2016
Sala ConsiglioConsiglio: in comma comunicazioni è scontro su Banca Centrale
Consiglio: in comma comunicazioni è scontro su Banca Centrale - L'affaire Vivoli entra in Consiglio e porta con sé riflessioni sull'autonomia di Banca Centrale, sop...
L'affaire Vivoli entra in Consiglio e porta con sé riflessioni sull'autonomia di Banca Centrale, soprattutto mette in luce le tensioni in maggioranza. In Comma Comunicazioni non c'è una posizione univoca del Governo. L'autonomia di Banca Centrale non si tocca – dice Capicchioni - “la Segreteria alle Finanze deve rimanere neutrale e decisioni di questo genere vanno prese dal Consiglio Direttivo”. E invita ad un confronto con dibattito segreto in Commissione Finanze. Valentini ricorda che il Consiglio Direttivo è di nomina politica e che quando si parla di gestione bancaria e finanziaria è indispensabile un coordinamento. Dunque diventa centrale non tanto la questione dell'autonomia – da tutti auspicata - ma i suoi confini. Vivoli – dice Maria Luisa Berti – paga lo scontro fra poteri che non sono in quest'Aula. Ma c'è anche un aspetto politico che emerge: la mancanza di compattezza in maggioranza. Riguardo alle dichiarazioni di Valentini, Ap non lo nasconde: non ne condivide il metodo. La questione andava trattata in altre sedi. “Bisognava salvaguardare la forma - rimarca Ivan Foschi – ma nella vicenda ci sono aspetti poco chiari.” L'opposizione si dice preoccupata, che senso ha andare avanti con distanze su temi fondamentali come Banca Centrale, Giustizia e Sanità? Alessandro Mancini chiede al Governo di chiarirsi le idee, altrimenti si dia parola agli elettori. Santolini fa mea culpa quando parla di opposizione che non ha saputo creare un'alternativa, ma le divisioni in maggioranza sono ingiustificate e le impediscono di governare. E sull'Iss Marco Podeschi invita l'Aula ad esortare il Congresso a prendere decisioni. Pesa l'assenza di Mussoni, in trasferta a New York. Se se ne va la Caruso – dice la Michelotti – deve andarsene anche lui. Le critiche dell'opposizione trovano sponda anche dall'altra parte perché sono in diversi a dichiarare che se il Governo non affronta con coesione i diversi temi sul tavolo – in primis i quesiti referendari – allora meglio che concluda l'esperienza e che rifletta anche sul futuro. “Perché non faremo parte di una coalizione – avverte Luigi Mazza – che non ha chiaro come realizzarli. Non si governa a qualsiasi costo”. E' una risposta alla Mularoni, che poco prima aveva detto che o si trova la quadra o meglio concludere la legislatura. L'opposizione non fa sconti. Zeppa parla di debacle della classe governativa. E se Giovagnoli butta acqua sul fuoco e lancia l'appello per risolvere i conflitti, l'analisi di Mario Venturini mette in evidenza tutta la fragilità del Governo. Nel prendere atto della profonde divisioni su Cassa di Risparmio, Sanità e Banca Centrale commenta: se dovessi giudicare i rapporti politici direi che Ap se ne dovrebbe andare diritta all'opposizione. E sull'Iss è lapidario: solo il Psd – dice – fa quadrato intorno al Direttore Generale. Ma c'è spazio anche per RTV. Con Valeria Ciavatta di Ap che definisce irresponsabili le dichiarazioni del Direttore Carlo Romeo sul comunicato del Consiglio giudiziario plenario. 'Non citava affatto la San Marino rtv- dice – ed è stato travisato. Si possono chiarire i fatti ma le piazzate sono altra cosa.

MF