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Crisi di Governo: il PSD ottiene la proroga del mandato esplorativo

30 giu 2008
Palazzo Begni
Palazzo Begni
La Reggenza concede al partito un supplemento di consultazioni. Entro mercoledì, alle 10.00, dovrà tornare a Palazzo e sciogliere definitivamente la riserva. E’ questo l’epilogo di un’altra giornata intensa, sul fronte politico, segnata da un colloquio ufficiale, a Palazzo Begni, fra la delegazione del PSD e quella della Democrazia Cristiana e dal primo riferimento alla Reggenza. Il dialogo con la DC, voluto dopo il secondo giro di colloqui, avrebbe avuto come tema la possibile collaborazione fra le due forze più rappresentative per un governo di larghe intese, per una sorta di grosse coalitionen in chiave sammarinese. Nulla però trapela sull’esito dell’incontro, nessuna dichiarazione ufficiale. Per i rumors della politica, la situazione del partito incaricato sarebbe fortemente in salita. La DC non sembrerebbe entusiasta della possibile soluzione paventata, gli alleati della coalizione di centro sinistra sarebbero molto contrariati per le ultime vicende che rischierebbero di veder naufragare quelle intese già abbastanza malferme. In tarda mattina, come previsto, il PSD è salito a Palazzo Pubblico, per relazionare alla Reggenza sull’esito delle consultazioni e per informare sulle possibili soluzioni. Presidente, Segretario e Capogruppo del partito incaricato hanno chiesto una proroga del mandato esplorativo, proprio per sondare ulteriormente, in virtù degli ultimi sviluppi, le possibilità di una soluzione. I Capi di Stato si prendono il tempo per riflettere, valutare l’opportunità di consentire un nuovo giro esplorativo al partito di maggioranza relativa e in serata convocano la delegazione del PSD a Palazzo e concedono ancora un’intera giornata di valutazioni. Mercoledì, alle 10.00, i vertici dei Socialisti e Democratici dovranno tornare a Palazzo Pubblico e sciogliere definitivamente la riserva, chiedere, qualora ci siano le condizioni, il mandato ufficiale per la formazione del nuovo governo o gettare la spugna e cedere all’altro partito più rappresentativo, il PDCS. Paride Andreoli riconosce che il percorso è difficile, le probabilità di successo sensibilmente ridotte, ma si dichiara ugualmente ottimista.