DIRITTI

Dal Pride di Madrid a Palazzo Pubblico: il PSD rilancia la sfida dei diritti

Nel 75° dell'Internazionale Socialista il partito richiama i valori di libertà e uguaglianza. Entro il 1° ottobre in Consiglio le Istanze d'Arengo su famiglie arcobaleno e identità di genere.

Settantacinque anni di storia per guardare al presente. Il Partito dei Socialisti e dei Democratici ha celebrato, assieme agli altri 150 partiti nel mondo, l'anniversario della fondazione dell'Internazionale Socialista, nata il 3 luglio 1951 con la Dichiarazione di Francoforte, il manifesto che ha posto al centro libertà, democrazia, giustizia sociale e uguaglianza. Valori che, sottolinea il PSD, restano attuali in un contesto internazionale attraversato da guerre, disuguaglianze e nuove sfide.

Quelle di oggi hanno i colori della dignità umana e dei diritti civili. L'eco di quei valori ha risuonato pochi giorni fa a Madrid, dove un milione di persone ha sfilato per il Pride. Evento internazionale che ha visto San Marino protagonista con Paolo Rondelli, primo Capo di Stato al mondo ad aver dichiarato pubblicamente il proprio orientamento omosessuale. La richiesta di pari dignità rilanciata dalle piazze europee ora bussa alle porte di Palazzo Pubblico.

Entro il primo ottobre, il Consiglio Grande e Generale sarà chiamato a esaminare le Istanze d’Arengo per il riconoscimento delle famiglie arcobaleno - realtà già esistenti nel contesto sammarinese - e l'aggiornamento delle norme per le persone che hanno cambiato legalmente sesso. La linea del Psd è chiara: la politica non deve dividere il Paese in tifoserie, ma ha il dovere di governare il cambiamento con equilibrio e senso delle istituzioni.

Invita quindi ad affrontare questi temi senza contrapposizioni ideologiche, favorendo un confronto serio e rispettoso. L'obiettivo – scrive il partito - è trovare un equilibrio tra il rispetto della dignità della persona, la tutela dei minori e la coerenza dell'ordinamento sammarinese. Un richiamo che si lega ai principi affermati settantacinque anni fa: difendere i diritti, contrastare ogni forma di discriminazione e rafforzare la democrazia, mantenendo aperto il dialogo senza rinunciare al confronto.

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