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Daspo a San Marino, depositato il progetto di legge

La norma, presentata dalla Segreteria di Stato allo Sport, prevede il divieto di accesso da uno a cinque anni per chi viene ritenuto pericoloso o ha alle spalle precedenti specifici. Fabbri: "Strumento moderno e proporzionato"

di Davide Giardi
16 dic 2025
Daspo a San Marino, depositato il progetto di legge

Dotare le forze dell'ordine di un nuovo strumento per rafforzare la sicurezza durante gli eventi sportivi sammarinesi. Con questo obiettivo la Segreteria di Stato per lo Sport ha presentato in prima lettura in Consiglio Grande e Generale il progetto di legge “Disposizioni in materia di sicurezza durante le manifestazioni sportive” che, di fatto, introduce anche sul Titano il Daspo, il divieto di accesso alle manifestazioni sportive per i soggetti ritenuti pericolosi per l’ordine pubblico.

L'iniziativa, adottata dal Congresso di Stato nella seduta del 9 dicembre 2025, è stata depositata in prima lettura ieri. Nella relazione al Pdl, il Segretario Rossano Fabbri spiega che si tratta di "una misura di prevenzione amministrativa finalizzata a contrastare episodi di violenza e disordini connessi alle manifestazioni sportive. L’obiettivo principale è la tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica, garantendo condizioni adeguate per lo svolgimento degli eventi sportivi e per la sicurezza dei partecipanti e degli spettatori". Si tratta di una prima importante risposta alle polemiche sollevate dopo i disordini durante l'ultima edizione del RallyLegend, in cui si verificarono atti di violenza e di vandalismo con danni e feriti.

Nel concreto il provvedimento attribuisce al Comandante della Gendarmeria, o a un suo delegato, il potere di disporre il "divieto di accesso ai luoghi in cui si svolgono manifestazioni sportive", ma anche alle aree di sosta, transito e trasporto di atleti e tifosi, nei confronti di soggetti denunciati o condannati per episodi di violenza legati allo sport, o ritenuti responsabili di condotte tali da "creare turbative per l'ordine pubblico". La misura può riguardare anche i minori che abbiano compiuto il quattordicesimo anno di età, con durate e modalità differenziate.

Il divieto avrà una durata compresa tra uno e cinque anni, con possibilità di estensione fino a otto in caso di reiterazione delle violazioni, mentre per i minori il limite massimo è fissato in due anni, con revisione annuale. La violazione del provvedimento comporterà sanzioni penali, ai sensi dell’articolo 259 del Codice penale, che punisce con l’arresto di secondo grado chiunque non ottemperi all’ordine legittimo dell’autorità. L’arresto di secondo grado prevede una pena da 15 giorni a 2 mesi. 

"La misura introdotta - sottolinea Fabbri - ha finalità preventive: mira a impedire che soggetti giudicati pericolosi possano avvicinarsi a luoghi o eventi in cui la loro presenza potrebbe generare tensioni, disordini o atti di violenza", evidenzia il Segretario, ricordando come l’accesso agli eventi sportivi sia "uno dei contesti maggiormente esposti al rischio di comportamenti aggressivi o antisociali". 

Secondo il Segretario di Stato, si tratta di "uno strumento moderno e proporzionato per garantire la sicurezza delle manifestazioni sportive", capace di consentire "un intervento rapido, mirato e flessibile nei confronti di soggetti potenzialmente pericolosi, contribuendo a creare un clima di serenità e sicurezza per tutti gli utenti delle manifestazioni sportive".




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