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Dc e Ps chiedono alla Reggenza il ripristino della democrazia. "Grandi bugie" replica la maggioranza. Il Psd smentisce spaccature interne

3 ago 2017
Palazzo PubblicoDc e Psd riuniscono gli organismi mentre Adesso.sm risponde alle critiche
Dc e Psd riuniscono gli organismi mentre Adesso.sm risponde alle critiche - Dc e Ps chiedono alla Reggenza il ripristino della democrazia. "Grandi bugie" replica la maggioranza...
“Nessuna emergenza del Paese può giustificare una deroga alle nostre conquiste democratiche”. Lo dicono democristiani e socialisti che si rivolgono ai Capitani Reggenti perché si facciamo promotori di un confronto fra tutte le forze presenti in Consiglio, per ristabilire il normale esercizio democratico. La decisione di lasciare l'Aula, scrivono, non è un atto estemporaneo e una fuga dalle responsabilità “ma la volontà di segnalare, in modo inequivocabile, che il modo in cui il Governo conduce i lavori consiliari con il consenso della maggioranza non consente più di svolgere fino in fondo il proprio compito e all’interno di un quadro di documentazione che porti a decisioni consapevoli”. Senza confronto preventivo e senza alcuna urgenza, proseguono, sono stati emanati decreti-legge che consentono di trasformare il credito d’imposta in obbligazioni dello Stato, forzando l’assorbimento di Asset in Carisp senza alcuna quantificazione dell’operazione ed è stato proposto un emendamento alla legge di bilancio con l’emissione di 200 milioni di debito in titoli dello Stato. Sono atti così eclatanti – rimarcano - da dimostrare il pressoché totale esautoramento di quel confronto democratico che il nostro ordinamento affida all’organo sovrano eletto dal popolo: il Consiglio Grande e Generale. E, ricordano, anche le organizzazioni imprenditoriali e sindacali hanno denunciato la stessa mancanza di confronto e di rispetto delle decisioni prese. Questi i temi anche al centro della riunione del Consiglio Centrale della Dc che sta valutando la possibilità di proporre almeno due referendum propositivi su temi che però Venturini non vuole anticipare. Prima riunione, invece, per la Direzione del Psd dopo il congresso generale. Matteo Rossi è stato nominato Presidente del partito, così come aveva indicato l'Assise. Presente ai lavori anche Iro Belluzzi, che ha scelto - a differenza del suo gruppo consiliare - di non partecipare ai lavori dell'Aula. Nessuna spaccatura interna, chiarisce Belluzzi. Nelle motivazioni della mia decisione è assolutamente chiaro il richiamo alla libera coscienza dell'individuo. Con questo, sottolinea, non ho voluto contestare le scelte della dirigenza del PSD e del suo gruppo consiliare che ha invece stabilito di presenziare ai lavori consiliari. Intanto la maggioranza replica a Dc e Ps definendo una “grande bugia” l'accusa di aver dato il via all'era del debito. Dall’inizio della crisi, a San Marino si sono accumulati più di 300 milioni di debito pubblico, in gran parte a causa di interventi a supporto del sistema bancario. E in tutte le legislature che hanno accumulato questo debito, la Dc teneva le redini del Governo. Altra grande bugia, prosegue Adesso.sm, è giustificare l'uscita dall'Aula affermando di non essere a conoscenza della necessità di recuperare risorse consistenti per ricapitalizzare, in particolare, Cassa di Risparmio. La possibilità di emettere titoli del debito pubblico fino al tetto massimo di 200 milioni, risponde a questa esigenza. Fra l'altro, prosegue la nota, è stato inserito un articolo che punta a ridurre la spesa corrente del 10% in tre anni, applicando quei dettami del team per la revisione della spesa elaborati nel 2013 rimasti lettera morta. Di fronte a interventi sistemici, ribadisce la maggioranza, si sfrutta ogni pretesto per inscenare proteste dai toni inaccettabili, che vogliono solo scatenare il panico e la rabbia nei cittadini. Vergognose, vengono definite le liste di proscrizione pubblicate da Democrazia in Movimento che, in Consiglio, in un momento così delicato, ha preferito non entrare neppure. Bene hanno fatto invece i membri del Psd, sottolinea la nota, che, in coerenza con quanto sostenuto da sempre dai suoi membri, hanno deciso di rimanere per sostenere le loro posizioni. Nonostante l'assenza dei proponenti, ricorda la nota, il governo ha approvato l'emendamento che chiedeva di attivare la Centrale Rischi interna entro il 30 settembre. Speriamo, conclude la maggioranza, che ora si fermino le voci infondate che dicono che il Governo non vuole attivare questo strumento importante per la tutela degli istituti bancari sammarinesi.

Sonia Tura