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Dibattito sulla giustizia: si interrompe la seduta consigliare

27 gen 2006
Dibattito sulla giustizia: si interrompe la seduta consigliare
Una seduta piuttosto tumultuosa, quella che ha visto l’assemblea impegnata sul comma relativo alla relazione del Magistrato Dirigente del Tribunale, segnata da sospensioni, riunioni, nuove interruzioni e convocazione dell’Ufficio di Presidenza. Tutto ha preso le mosse, al termine del dibattito parlamentare, da un ordine del giorno presentato dal gruppo Federativo, firmato da Monica Bollini e Glauco Sansovini. Nel documento, in definitiva, si proponeva una sorta di atto di sfiducia nei confronti del responsabile del palazzo di giustizia, elencando alcuni punti che costituirebbero, secondo quanto scritto nell’ordine del giorno, elementi che gettano dubbi sull’imparzialità, la serenità e l’autonomia della magistratura. I passaggi citati sono: la ricusazione promossa dal magistrato dirigente nei confronti di un collega, il mancato rispetto dell’ordine del giorno del consiglio del primo dicembre scorso, nel quale su invitava la magistratura a fare chiarezza nel più breve tempo possibile, il ricorso, sempre dal dirigente del tribunale, ad un collegio di difesa composto da un numero abnorme di avvocati. Un punto questo sul quale proprio l’Ordine degli avvocati e notai replica precisando che alla richiesta della dottoressa Pierfelici di nominare un difensore, rivolta all’Ordine, hanno risposto circa 30 avvocati, che hanno costituito il Collegio di difesa, senza alcuna esclusione ed intervento da parte sua. Un ordine del giorno dai toni forti, sul quale si è subito registrata una spaccatura in aula e un certo imbarazzo. 'Dopo una lunga serie di riunioni e consulti la decisione di ritenere concluso il dibattito sul tema e di lasciare facoltà ai gruppi – ha spiegato la Reggenza – di presentare, eventualmente, ordini del giorno prima della chiusura di questa sessione consiliare'. Nel dibattito precedente la divisione è stata netta, come del resto ci si aspettava. Numerosi gli interventi nei quali alcune forze di opposizione, Alleanza Popolare e Sinistra Unita in particolare, hanno ribadito la convinzione di una campagna denigratoria nei confronti del Giudice Valeria Pierfelici, messo in risalto quello che hanno definito un attacco all’autonomia della magistratura, rimarcato la disapprovazione dell’azione di denuncia del consigliere Giuseppe Rossi. La maggioranza, dal canto suo, ha espresso invece critiche per quello che ha definito un atteggiamento contradditorio delle minoranza: giustizialista quando sul banco degli imputati c’erano i politici, considerati colpevoli prima del pronunciamento dei giudici, garantista invece oggi, quando ad essere oggetto di denunce è la magistratura. Da tutti la preoccupazione per un clima difficile che attraversa il Tribunale. Dc e PSD chiedono comunque di fare chiarezza in tempi estremamente rapidi, per avere la verità sulle vicende aperte e ritrovare al palazzo di giustizia la necessaria serenità. Nel suo intervento conclusivo, il Segretario di Stato Fabio Berardi, ha auspicato che i vari organismi giudiziari approfondiscano tutti gli aspetti tecnici emersi nel dibattito. 'La segreteria alla giustizia – ha aggiunto - continuerà ad operarsi affinché ogni contributo possa concorrere ad incrementare l’operatività del tribunale. Credo – ha concluso – che i punti critici emersi in quest’aula, possano trasformarsi in punti di forza'.
Il dibattito si è chiuso senza, in verità, alcun cenno alla relazione oggetto del comma. Altre, come abbiamo sentito le questioni affrontate.
Avviato poi il primo confronto sulla riforma della legge elettorale: presentato il progetto di legge elaborato dal Partito dei Socialisti e democratici. Qualche intervento di chiarimento in fase di prima lettura, nel quale si sono ribadite le posizioni in merito all’intervento e alla visione politica delle nuove regole sul voto. Il dibattito approfondito è rinviato all’esame in seconda lettura.